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Come un panino calabrese sta cambiando il mondo

La Calabria è senz’altro una terra meravigliosa, che ha abituato i suoi abitanti e tutto il resto d’Italia ai suoi ingredienti indimenticabili. Oggi un panino potrebbe cambiare le sorti della ristorazione.

Se fosse un aggettivo sarebbe “piccante”. Eppure, associare la Calabria solamente al sapore inconfondibile del peperoncino è limitante. La regione ha abituato i suoi abitanti e tutto il resto del mondo a bellezze culinarie infinite.

Cannella, chiodi di garofano, noce moscata, origano, finocchietto selvatico, menta. Una serie di spezie giunte in questa terra a causa dei numerosi condizionamenti ambientali e storici. E l’olio extravergine di oliva, tra i più deliziosi dell’area mediterranea. E ancora il caciocavallo silano, prodotto unico, imbrigliato tra i legacci che in questo modo lo esaltano e regalano un aspetto trionfale. E la ‘nduja, un patrimonio nazionale senza paragoni.

Diverse le realtà imprenditoriali, anche non necessariamente legate al mondo della ristorazione, che hanno diffuso la bellezza della Calabria anche fuori dai confini regionali. Tra queste ce n’è una che si sta rapidamente diffondendo, come un conquistatore di antica tradizione, dalla Calabria, dove ha posto le proprie radici, giungendo in territorio laziale e ambendo a una espansione in tutta Europa. E lo sta facendo con un prodotto semplice ma ricco di storia: un panino.

Mi ‘Ndujo, una realtà senza confini

Stiamo parlando di Mi ‘Ndujo, attività nata nel 2007 con un altro nome, “Panino Genuino”  fino a sviluppare con il tempo un format tutto calabrese e un modo originale di comunicare ai propri adepti, un vero e proprio “show food”, scegliendo quindi di non avere segreti, lavorando davanti agli occhi del pubblico in maniera trasparente, quasi condividendo la preparazione del panino in ogni minimo dettaglio.

Il paninazzo sanizzo – così è chiamato il core business di Mi ‘Ndujo, e il nome è tutto un programma – è composto da tutte le eccellenze della terra calabrese, con ingredienti genuini, freschi (dal caciocavallo tutto latte alla cipolla di Tropea IGP alle patate silane) e che sanno letteralmente parlare al consumatore.  I nomi dei panini sono emblematici: Mi Sciupu, Mi Mpipu, Mi sbunnu, Conzativicci, Ghiotto. Anche solo a pronunciarli, ci si accorge di quanto possa essere difficile non affezionarsi.

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La considerazione che viene anche solo a guardarli dal menù presente sul sito è che sarebbe troppo limitante parlare di prodotti regionali. Sono ingredienti che, messi sapientemente al posto giusto e nel panino giusto, sanno raccontare una storia, non solo di un luogo preciso, collocabile in una cartina geografica, ma di un calore e di un’umanità insita nel genere umano, che spesso dimentichiamo di conservare. Per fortuna esiste il linguaggio universale della cucina.

Plastic free

Il paninazzo Sanizzo viene sfornato e servito in un comodo packaging pronto per essere consumato al momento oppure portato a casa. Tutto rigorosamente plastic free, andando a testimoniare ancora una volta l’interesse da parte di Mi ‘ndujo nei confronti della sostenibilità ambientale e della qualità della vita.

Con questa attenzione nei confronti del pubblico non ci si stupirà se un giorno verrà attuato il progetto di sviluppo visibile sul sito di Mi ‘Ndujo, che consiste nell’apertura di numerosi punti vendita non solo in Italia ma anche in tutta Europa.

A Roma e in Calabria

Intanto, il Paninazzo Sanizzo può essere gustato nella sua abbondanza in Calabria negli store di Cosenza e Rende e a Roma in ben cinque punti vendita. Dal sito, ben organizzato, tutte le informazioni per arrivarci.

Nell'attesa, un giorno, di vedere ancora più mappe tracciate dal Paninazzo Sanizzo.

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