GRAB, il percorso è ai nastri di partenza: "Ci resta solo da rendere ciclabile l'Appia Antica"

Fiorillo (portavoce GRAB): "Abbiamo superato molte criticità. Ma rispetto alla rete ciclabile della altre capitali europee, Roma deve scontare un ritardo di almeno dieci anni"

Quarantacinque chilometri di percorsi ciclabili che, disegnando una sorta di anello, attraversano il territorio della capitale. Il progetto del Grande Raccordo Anulare delle Bici, dopo anni di gestazione, è arrivato a maturazione. Le differenze tra il percorso originario e quello previsto dall’amministrazione cittadina si sono ridotte. Con evidente soddisfazione da parte di Alberto Fiorillo che, dopo averne seguito a lungo la gestazione, è divenuto il coordinatore cittadino del GRAB.
 
Fiorillo, sono passati quanti, almeno cinque anni da quando è stata avviata la progettazione partecipata del GRAB?
 
Sì, diciamo che di anni ne sono passati tanti, ma il tempo non è trascorso invano. Ora siamo giunti ad una progettazione esecutiva e di conseguenza siamo pronti per dare il via ai necessari cantieri.
 
Siete riusciti a superare le distanze tra il vostro progetto e quello dell’amministrazione cittadina?
 
Bisogna riconoscere che quanto è stato progettato da Roma Servizi per la Mobilità va molto vicino all’idea che avevamo maturato noi. In assoluto coincide ora il proposito di non creare un mero girotondo ciclabile ma di realizzare un percorso capace di dialogare con il territorio, favorendo anche l’avvio di una riqualificazione urbana.

Quindi ne beneficiano anche le periferie?

Certamente. L’investimento che si fa per realizzare questo percorso diventa una sorta di volano per una trasformazione che va a migliorare i luoghi che attraversa e nel farlo migliora anche la qualità della vita di chi la percorre.

Superate allora le vecchie criticità?

In buona parte sì. Se pensiamo al tema del riuso dello spazio vicino al Colosseo, da via San Gregorio a Porta San Sebastiano, le rispondo di sì. E lo stesso posso affermarlo per quanto riguarda l’idea di creare un percorso, come poi era originariamente previsto, in gredo di unire l’Auditorium con il ponte della Musica.
 
Qual è invece l’aspetto su cui bisogna lavorare?

L’obiettivo che dobbiamo ancora centrare riguarda la trasformazione dell’Appia Antica in un percorso ciclo-pedonale. Un primo risultato lo abbiamo ottenuto perchè domenica 18 ottobre,  nell'ambito dell'Appia Day, la Regina Viarum con la sola eccezione dell’ora di pranzo, sarà chiusa al traffico. Dovrebbe esserlo sempre ma sappiamo bene che così non è.

Sembra però un’operazione spot?

E’ vero, però a noi serve per dimostrare che si può fare. E’ un risultato a cui arriviamo dopo cinque anni di insistenza. Rappresenta quindi un inizio che vogliamo considerare di buon auspicio. 

Uscendo dal tema GRAB, ma restando su quello della ciclabilità, cosa pensa del proposito di realizzare le ciclabili transitorie? Andavano fatte prima o c’erano degli interventi che avrebbero dovuto avere la precedenza?

Penso che si sta cominciando a ragionare in un’ottica di sistema, puntando su assi radiali o comunque sui percorsi più trafficati, per andare a fare un primo investimento con quelli. Anche se è soltanto con delle bike lane, si manda un segnale positivo. E cioè che ci si può spostare in bici anche in una città che per anni ci avevano detto fosse impossibile percorrere in bici in quanto, veniva spesso ricordato, si sviluppa su sette colli.

Quindi sono utili anche le bike lane?

Noi scontiamo un ritardo clamoroso con le altre capitali europee. E non penso solo agli esempi abusati di Copenaghen ed Amsterdam. Basta andare a vedere ciò che si sta facendo a Parigi, Londra o Madrid per rendersi conto che siamo indietro probabilmente di una decina d’anni. Adesso si tratta di recuperare il terreno perso. Realizzare anche delle bike lane aiuta a veicolare l’immagine di una città che può essere attraversata dalle bici. Il passo successivo è quello di realizzarle.
 

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