Sicurezza stradale: ciclabili o bike lane? Spunta la terza via: la corsia di rispetto

Una soluzione economica utile per creara anche un'efficiente rete ciclabile: Gianfranco Di Pretoro lancia l'idea della “corsia di rispetto”. I vantaggi: "Costa pochissimo e favorisce il collegamento tra vari percorsi"

Il miglioramento della sicurezza stradale, per chi si sposta sulle due ruote a pedali, non passa necessariamente per le ciclabili. Al contrario, i percorsi dedicati esclusivamente alle bici, rappresentano un punto di arrivo. Un obiettivo verso cui tendere. 

Roma ciclabile

L'amministrazione pentastellata ha recentamente annunciato bandi per circa 80 chilometri di piste ciclabili e bike lane. Si vanno a sommare a quelle che, autonomamente, alcuni municipi stanno realizzando. Ma in generale non consentono di chiudere le piste già iniziate. Si tratta di piccoli tratti, scollegati e distribuiti nel territorio a macchia di leopardo la cui ricucitura, in un sistema omogeneo, può risultare complicata.

La corsia di rispetto

Alle ciclabili, le bike lane e le ciclopedonali realizzate sui marciapiedi, si aggiunge un'altra opzione: la corsia di rispetto. “,E' decisiva per avviare quella sicurezza necessaria quando si va in bicicletta nelle strade aperte al traffico fuori città,le piu’ pericolose – valuta Gianfranco Di Pretoro, della Federazione Ciclistica Italiana – Quello spazio cosi’ semplice non offrirà al ciclista la tranquillità assoluta ma gli riconosce la dignita’ di utente della strada, fin troppo trascurato”.

I vantaggi 

La corsia di rispetto prevede una separazione, dal resto della carreggiata, con una semplice linea, possibilmente realizzata con bande sonore. Quindi, come sottolinea lo stesso Di Pretoro “i costi di realizzazione sono bassissimi, si può collocare in strade anche di 7n metri” e, cosa tutt'altro che secondaria , “favorisce il collegamento tra io vari percorsi, realizzando la necessaria rete ciclabile”. C'è anche, da parte dell'attivista di FCI, un elenco di vie che potrebbero beneficarne.  Resta inteso che "questa  bike lane è un serio 'punto di partenza' verso la sicurezza del ciclista soprattutto fuori città perchè si facilitano gli altri utenti a riconoscere lo spazio riservato al ciclista". Potrebbe essere dunque, quella della corsia di rispetto, un primo passo. Una soluzione tampone per ridurre il numero di sinistri che, ogni anno, coinvolgono i ciclisti romani. 

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