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Pini tagliati immagine d'archivio

Pini tagliati immagine d'archivio

Pini di Roma, prima la cocciniglia poi le motoseghe: il simbolo della Capitale resterà solo sulle cartoline?

Abbattimenti frequenti, timore delle radici e cocciniglia tartaruga. Ecco qual è il destino dei pini, un simbolo di Roma

Via Appia Nuova, via San Gregorio, viale Appio Claudio, via di Vigna Murata. L’elenco di strade che nelle ultime settimane hanno subito l’azione delle motoseghe è lungo. E desta impressione. Ogni taglio è accompagnato da una serie di segnalazioni dei cittadini, comprensibilmente preoccupati per il destino degli alberi simbolo della Capitale. Dopo un’estate passata a raccontare gli effetti devastanti della cocciniglia tartaruga e un autunno a raccontare le preoccupazioni per la tenuta dei pini romani, sono arrivate le motoseghe, per interventi che raramente vengono annunciati da chi, nell’amministrazione, li predispone.

I pini vincolati 

Il taglio di alcuni pini su via di San Gregorio, strada di collegamento tra Circo Massimo ed il Colosseo, ha attirato l’attenzione di associazioni e comitati. Si tratta di alberi situati a pochi metri dall’ingresso del Foro Palatino, una delle aree archeologiche di maggior pregio della Roma Antica. Perchè sono stati tagliati? La Soprintendenza non è stata neppure allertata. E solo grazie all’insistente azione del Gruppo d'Intervento Giuridico (GRIG),  l’amministrazione ha fornito spiegazione. In sostanza  “il Servizio Giardini ha svolto l’operazione in seguito alle perizie tecniche che hanno rilevato la pericolosità delle piante per l'incolumità pubblica”, ha fatto sapere l'assessorato al Verde di Roma Capitale. 

Nel corso degli anni avevano subito l’impatto delle auto e di conseguenza c’era il timore che la loro stabilità ne risultasse minata. Per questo, constatata la pericolosità, "il Dipartimento Tutela Ambientale ha deciso di agire in via d'urgenza per ridurre al minimo il rischio”, ha chiarito sempre l’assessorato al Verde. Ma si tratta di un filare storico, risalente agli anni trenta, vincolato sul piano paesaggistico. Pertanto i pini, come ha ribadito la Soprintendenza speciale, dovranno essere sostituiti. Solo che, ha spiegato l’agronoma Sara Sacerdote a RomaToday, “è difficile che giovani pini possano trovare la luce sufficiente a farli crescere, se si trovano troppo vicino ad altri alberi di importanti dimensioni”. E quindi ci sarà un grattacapo in più da gestire perchè, appunto, la loro sostituzione non solo è auspicata, ma è anche inevitabile.

I pini sull'Appia Nuova

Un altro taglio che ha destato molta impressione è quello che negli ultimi giorni ha riguardato via Appia Nuova. All’inizio di gennaio l’abbattimento di un esemplare, situato all’altezza dell’ex cinema Maestoso, aveva comportato chiusure e deviazioni stradali. Automobilisti e semplici residenti hanno così cominciato ad interrogarsi su quanto stesse succedendo. Anche perchè, a distanza d’ una decina di giorni, le motoseghe sono tornate in funzione. Per completare un lavoro che prevede il taglio di 38 pini. Significa che lo storico filare, situato sullo square centrale d’una delle strade più trafficate di Roma, subirà importanti modificazioni. Saranno sostituiti? L’amministrazione ha fatto sapere di sì, ma non è affatto chiaro se verranno piantati altri pini.

Gli alberi all'Appio Claudio

E non è chiaro se arriveranno nuovi pini anche all’Appio Claudio dove il Municipio VII ha avviato una radicale trasformazione del viale principale del quartiere. In quel caso sono stati tagliati un’altra trentina di esemplari. Verranno sostituiti - ha spiegato l’ente di prossimità - con alberi compatibili che verranno individuati dal Servizio giardini e saranno concordati con i cittadini. Con l’auspicio, ha più volte ribadito l’assessorato ai lavori pubblici del Municipio VII, che abbiamo radici più gentili. Perchè gli alberi che per decenni hanno svettato su viale Appio Claudio, hanno finito per minarne anche marciapiede e asfalto. Un problema che a Roma, soprattutto, è avvertito sulla Cristoforo Colombo.

Le radici superficiali

“La storia dei pini che hanno un apparato radicale superficiale va sfatata. La verità è che i pini, in natura, hanno un fittone molto sviluppato. Si tratta dell’apparato radicale che va più in profondità. I vivai però, da prassi, lo tagliano.E questo crea un problema alla pianta” ha spiegato Sara Sacerdote. Quindi restano solo le radici superficiali , troppo spesso danneggiate da successivi interventi sul manto stradale o sui sottoservizi.

I pini sulla Colombo

D’altra parte i danni provocati dalle radici sul manto stradale sono noti e le limitazioni di velocità sulla Cristoforo Colombo, strada su cui molte radici sono state fresate, stanno lì a dimostrarlo. Ma è pensabile rinunciare alle centinaia di pini che,con la loro maestosa presenza, la rendono tanto peculiare? La domanda è retorica. Ormai fanno parte, in maniera imprenscindibile, del suo paesaggio. 
 
“Nel regolamento sul verde (che l’amministrazione dopo una lunghissima gestazione sta portando in assemblea capitolina ndr) si fa riferimento al fatto che i pini non sono alberi adatti alle strade - ha spiegato Sacerdote-  Però questo non deve diventare un alibi per tagliare filari storici, tipo quello sulla Colombo. E’ una considerazione che va fatta, al contrario, in previsione di nuove piantumazioni”. E le amministrazioni, presenti e futuri, faranno bene a ricordarlo.

La cocciniglia tartaruga

Ai tagli effettuati, ed a quelli temuti, si somma poi un altro problema che i pini romani stanno vivendo: la diffusione della cocciniglia tartaruga. Nel corso dell’ultimo anno ha raggiunto decine di migliaia di alberi presenti in tutta la città. Un problema che si sta cercando di affrontare avviando protocolli sperimentali che, laddove sono stati tentati, dall’Eur al Vaticano, sembrano puntare soprattutto sul trattamento endoterapico con l'abametcina . Ma, appunto, sono interventi sperimentali che vanno messi a sistema. Fino ad allora il destino dei pini romani resta sospeso. Tra l’azione delle motoseghe, la diffidenza nel procedere alle loro sostituzioni, e la cocciniglia tartarugata, il loro futuro è tutto da scrivere.

Resteranno solo sulle cartoline turistiche? si chiedono i romani. Difficile. Loro, per citare un altro simbolo della Capitale,  sono sempre “quelli che la vita non li spezza”. Ma perchè restino al loro posto, è necessario mantenere alta l’attenzione. Come i cittadini, d'altra parte, stanno contribuendo a fare. 
 

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