Riserva Decima Malafede, via sedie e tavolini dal laghetto tutelato: arrivano i guardiaparco

Dovranno essere rimossi le scalette, i tavoli e le sedie che pescatori e canoisti avevano abusivamente installato nel lago. Ass. Antonini: “L’area va preservata: è popolata da specie rarissime”

I danni all’ecosistema sono contenuti. Pescatori e canoisti che si sono spinti all’interno dell’ex cava Nenni, non hanno prodotto conseguenze irreversibili. 

Il sopralluogo

“Gli agenti della Polizia Locale contattati dal Municipio IX hanno eseguito interventi durante i quali hanno verificato la presenza di eventuali occupazioni abusive e lo sversamenti di rifiuti – ha fatto sapere Marco Antonini, assessore municipale con deleghe alla Sicurezza ed all’Ambiente – ma non hanno trovato traccia di nessuno dei due”.  Una buona notizia per lo specchio d’acqua, uno scrigno di biodiversità, prezioso soprattutto per le specie di uccelli che lo hanno colonizzato.

Pescatori abusivi

Il lago, situato in una cava dismessa tra la via Laurentina ed i quartiere di Vallerano, nella periferia sud di Roma, fa parte della Riserva di Decima Malafede. Nonostante non sia di facile accesso, nel corso dell’ultimo anno si è trasformato in una meta d’assidui frequentatori. Si tratta soprattutto di pescatori che, approfittando delle quiete e della posizione isolata, hanno finito per trasportare arredi d’ogni genere. Sulle sponde sono tutt’ora presenti scalette, sedie e tavolini.

Uccelli in fuga

“Li hanno sistemati in punti che è anche difficile raggiungere – ha spiegato l’assessore Antonini – ma ora la proprietà dovrà provvedere a ripristinare la recinzione”. E già questo sarà un deterrente per quanti hanno deciso di accedere al lago per praticare sport acquatici o per dedicarsi alla pesca abusiva. L’intensificarsi dell’attività antropica, com'è già stato evidenziato, ha finito per mettere in fuga molte specie di volatili.

Il controllo dei guardiaparco

Dal 2013, anno in cui si è interrotta l’attività estrattiva, nel lago sono arrivate morette tabaccate, fischioni turchi, alzavole, mestoloni. Si affiancano agli esemplari, più comuni, di aironi guardabuoi, di gallinelle d’acqua, germani e tufetti.  “Per quanto attiene l'attività di canoisti, pescatori e altri frequentatori senza titolo dell'area, in accordo con la direzione di Romanatura verranno effettuati interventi repressivi da parte dei guardiaparco” ha annunciato l’assessore Antonini, già presidente del WWF Lazio.

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Un'oasi da preservare

“Ricordo che nel piano di assetto della riserva e' stato chiesto dal municipio innalzamento livello di tutela in modo da tutelare le rarissime specie che popolano l'area”. Piano di assetto che, nella giornata del 23 giugno, è stato approvato in commissione Ambiente della Regione Lazio. Contribuirà, se la richiesta del municipio sarà accolta, a salvaguardare l'ex cava. Un sito industriale dismesso che la natura, sorprendentemente, ha colonizzato. Trasformandolo in una spettacolare oasi per l'aviofauna.
 

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