Dal Vaticano un rimedio per salvare i pini di Roma dalla cocciniglia

Il Servizio Giardini del Vaticano ha condotto una sperimentazione su 150 pini colpiti dalla cocciniglia tartaruga. Sugli alberi stati iniettati tre principi attivi diversi: nel 95% dei casi il temuto insetto è stato eliminato

Pini colpiti dalla cocciniglia

Notizie rassicuranti sul trattamento dei pini infestati dalla cocciniglia tartaruga. Alcuni principi attivi, soprattutto quelli contenuti nell’olio di Neem, se iniettati nella pianta, consentono l’eliminazione del temuto insetto.

La cocciniglia ed il Vaticano

Il rimedio, del tutto naturale, è stato individuato e sperimentato all’interno delle mura vaticane. Rafael Tonini, responsabile del Servizio Giardini Vaticano, in un’intervista rilasciata all’Osservatore Romano ha spiegato quali sono stati i risultati fin qui apprezzati. Il parassita originario dei Caraibi che sta funestando gli esemplari di Pinus pinea di Roma, ha raggiunto i Giardini vaticani già nella primavera del 2019.

La sperimentazione 

Per contrastare la Toumeyella parvicornis,  “A partire dal giugno scorso il Servizio Giardini e ambiente - ha dichiarato Rafael Torini che ne è il suo responsabile -  ha avviato una sperimentazione su circa 150 pini, impiegando tre principi attivi diversi iniettati nelle piante per endoterapia”. I risultati sono stati ottimi. “Si è sperimentata l’efficacia di tutti e tre i principi attivi e, in particolare, dell’Abamectina che ha mostrato una maggiore attività di contenimento del parassita. Osservando un campione di 126 adulti si è ottenuto un risultato del 95,24 per cento di efficacia per morte di questo tipo di cocciniglia”.

Il rimedio naturale

Particolarmente significativa è risultata essere “l’Azadiractina, principio attivo dell’olio di Neem, noto insetticida e acaricida naturale, con il quale è stato conseguito un risultato dell’80 per cento circa di efficacia per morte”. Dal Vaticano, che dall’enciclica Laudato si', ha deciso di puntare solo su rimedi naturali e biologici per salvaguardare il patrimonio arboreo, arriva dunque un importante spiraglio di luce per la salvaguardia dei pini romani.

L'iniziativa del Campidoglio

Nei giorni scorsi l’assessorato al CAmpidoglio, pur lamentando l’assenza di linee guida dal Servizio Fitosanitario Regionale, aveva annunciato l’avvio d’una sperimentazione su 200 alberi situati nella zona di Circo Massimo. Per loro, il Servizio Giardini comunale, ha deciso di puntare su quattro differenti soluzioni. In un solo caso è prevista il ricorso all’endoterapia. I risultati ottenuti dalla vicina Città Stato del Vaticano, potrebbero spingere anche i tecnici del Campidoglio ad iniettare il principio attivo dell’olio di Neem nei tronchi degli alberi attaccati dalla cocciniglia.

Come riconoscere la cocciniglia

Com’è possibile, per i non addetti ai lavori, stabilire se un pino è stato raggiunto dalla Toumeyella parvicornis? Gli alberi che sono colpiti dalla cocciniglia, ancor prima di farsi notare per il diramarsi della loro chioma, sono riconoscibili proprio per questa melassa che, cadendo a terra, rende le superfici raggiunte particolarmente appiccicose. A differenza della resina, che il pino rilascia solo in determinate condizioni, questa sostanza zuccherina si rimuove con facilità, anche solo con l’acqua. Banalmente, quindi, se sul parabrezza di un’auto parcheggiata sotto un pino si trovano queste goccioline che, con il getto del tergicristalli, vanno via, allora si é in presenza del temuto insetto.“

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