Duchessa: un pastore ultimo baluardo del lago del caso Moro, ma gli avvelenano i cani

Raccolte oltre 60.000 firme per la petizione “Io sto con Americo e con il lago della Duchessa”

Americo Lanciotti(Foto-Fabiana-Mapelli)

La compagnia Dei Cammini è al fianco di Americo. Oltre 60.00 firme in poco tempo: camminatori, briganti e viandanti si sono schierati compatti al fianco di Americo, il pastore del Lago della Duchessa vittima di intimidazioni, rispondendo al richiamo della petizione “Io sto con Americo e con il Lago della Duchessa” lanciata da Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei Cammini - associazione di turismo responsabile dedita al cammino lento - per chiedere giustizia. Un’adesione importante, trasversale e spontanea che vede coinvolti, tra gli altri, il Governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. 

Il 18 aprile 1978 il lago della Duchessa salì alla ribalta delle cronache nazionali. Erano gli anni di piombo, quelli del sequestro di Aldo Moro. E proprio quello specchio d'acqua dolce vide arrivare migliaia di forze dell'ordine depistate da un falso comunciato delle Brigate Rosse che indicava loro di cercare il corpo dello statista della Democrazia Cristiana proprio nel lago della Duchessa. 

La battaglia di Americo Lanciotti

"Se riesco a salvare il lago a favore delle prossime generazioni posso morire serenamente, altrimenti sarò un fallito" - spiega Americo Lanciotti, 69 anni, la maggior parte dei quali vissuti come pastore sulle rive del Lago della Duchessa che preserva la tradizione pastorale come nessun altro. E’ forse per questo che, da qualche tempo, è vittima di alcune intimidazioni, culminate con l’avvelenamento dei suoi 8 cani. Il pastore di fatto è diventato l’emblema della salvaguardia del Lago della Duchessa, che si trova nell’omonima Riserva, sotto il Monte Velino, in territorio laziale al confine con l’Abruzzo

Un percorso storico

Americo è da anni un punto di riferimento per chiunque intraprenda il Cammino dei Briganti, un percorso inedito del nostro Paese che si sviluppa lungo 100 km tra il Lazio e l’Abruzzo e ripercorre la via in cui un tempo si nascondevano i briganti, seguendo la linea di confine tra lo Stato Pontificio e quello borbonico, sulle tracce di una delle pagine dell’Unificazione d’Italia. Il pastore è conosciuto e benvoluto da chiunque si sia messo in cammino lungo questo percorso e la grande risposta alla petizione in suo sostegno ne è la riprova

La voce di Gianotti

“Abbiamo voluto lanciare una campagna nazionale a sostegno di Americo, perché ha bisogno dell’aiuto di tutti noi”, sostiene Luca Gianotti coordinatore de La Compagnia dei Cammini. La risposta è stata grande e immediata. “Noi briganti stiamo con Americo! Non lasceremo che continuino a intimidirlo, Americo non è più solo, ora ci siamo tutti noi. Il lago sta morendo e decine di animali passano mesi sui bordi del lago lasciando deiezioni e urina mentre Americo rispetta il lago, le sue pecore si avvicinano bevono e vengono subito riportate lontane dalla riva. Un motivo in più, semmai ce ne fosse stato bisogno, per schierarsi al suo fianco. Chiediamo rispetto per Americo e protezione per i suoi cani, e chiediamo che gli animali al pascolo non possano stazionare nel lago”

Ancora un danno all’ambiente

“Inutile aspettare studi scientifici il lago è già visibilmente nella fase finale di un ecosistema lago: la porzione in direzione è già invaso da vegetazione e al centro intere mandrie di cavalli sollevano melma h24”. Questo è quanto sostiene il prof. Salvatore Moscatello, planctonologo dell’Università di Lecce. “Tritoni e salamandre sono già scomparsi e con la concentrazione di ammoniaca che ci sarà quei pochi cm di acqua di questo periodo estivo saranno praticamente anossici. La situazione è da denunciare alla procura”

Un pericolo per gli animali

La presenza dei bovini e degli equini nel sito sta determinando, infatti, una costante ed energica azione di calpestio che, abbinata all’intenso pascolamento e all’abbeveraggio, può compromettere la conservazione dell’habitat e delle specie presenti

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