Martedì, 22 Giugno 2021
Green

Parco Regionale Aguzzano: in corso il primo studio approfondito sui servizi ecosistemici

Nella periferia romana i cittadini e le associazioni studiano le risorse naturali e i beni comuni

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

L’Associazione Casale Podere Rosa ha avviato il primo studio volto a calcolare i servizi ecosistemici che il Parco Regionale Urbano di Aguzzano rende alla comunità cittadina. I servizi ecosistemici che i parchi e le “foreste urbane” possono fornire sono molteplici: mitigazione dell’effetto “isola di calore” delle grandi città, isolamento termico a beneficio degli edifici prossimi alle aree verdi con conseguente riduzione delle spese di riscaldamento e raffrescamento, isolamento acustico, assorbimento delle acque meteoriche e decongestione delle reti fognarie, fitodepurazione delle acque superficiali, effetto barriera contro gli eventi atmosferici anomali, protezione del suolo dai fenomeni di inaridimento ed erosione, conservazione della biodiversità animale e vegetale, sequestro e stoccaggio del carbonio, abbattimento dei principali inquinanti atmosferici. Il progetto condotto insieme ad un gruppo di cittadini volontari (“citizen science project”), autoprodotto e autofinanziato dall’Associazione Casale Podere Rosa, ha preso le mosse con una campagna di censimento della copertura arborea e arbustiva del parco condotta nella primavera-estate 2017. I dati raccolti vengono analizzati utilizzando il modello matematico UFORE – Urban Forest Effects attraverso il software ad accesso libero i-TreeEco sviluppato dall’USDA Forest Service. Nel corso della primavera 2018 verrà rilasciato il primo report dettagliato su composizione e struttura del parco, servizi ecosistemici e loro valore economico, ma già ora emergono alcuni dati interessanti: ogni anno il parco è in grado di abbattere circa 2,4 tonnellate di inquinanti atmosferici (O3, NO2, SO2 e CO e PM2,5) e di produrre 180 tonnellate di ossigeno. Inoltre l’effetto “carbon sink” cioè la quantità netta di carbonio sequestrata dalla vegetazione del parco ammonta a circa 67,5 tonnellate/anno.

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