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Palude di Torre Flavia: rimossi 1850 metri di lenze e 33 ami abbandonati

Fondamentale la bonifica della Città Metropolitana di Roma Capitale insieme alla Lipu: i materiali possono intrappolare gli uccelli che nidificano sulle dune, oltre a costituire un rischio per tutti i bagnanti, soprattutto i bambini

La Palude di Torre Flavia, a Cerveteri, è una zona umida di grande importanza per la tutela dell'avifauna migratoria e per la conservazione di un ultimo lembo dell'antica maremma laziale.

Tra le dune del monumento naturale nidificano due specie di uccelli, il Corriere piccolo (Charadrius dubius) e il Fratino (Charadrius alexandrinus). La Città metropolitana di Roma Capitale, responsabile dell’area protetta, svolge le attività di sorveglianza e tutela dell’area con specifici progetti di tutela della flora e della fauna.

A marzo 2018 (prima della nidificazione di queste specie), insieme alla LIPU è iniziata la bonifica manuale dei materiali abbandonati o depositati dalle mareggiate, proprio sulle dune dove queste due specie vengono a nidificare. Il principale pericolo sono gli ami e le lenze lasciate dai pescatori, che possono intrappolare gli uccelli, oltre a costituire un rischio per i bagnanti, in special modo bambini.

Su una superficie di 15mila mq sono stati rimossi ben 1850 metri lineari di lenze e 33 ami. Registrati anche molti animali marini intrappolati o strappati dal fondale e alcune specie di alghe. In un’area in particolare è stato necessario ripetere il campionamento per eliminare le lenze residue dopo la prima pulizia.

Manunta: "Dati impressionanti, progetti di tutela fondamentali"

“I dati sono impressionanti - commenta il Consigliere metropolitano delegato all’Ambiente, Matteo Manunta - e ci fanno comprendere quanto sia delicato il lavoro che svolgono i nostri operatori e quante conseguenze negative per l’ambiente possano derivare da comportamenti apparentemente innocui, come un filo da pesca spezzato lasciato sulla spiaggia. Sono un pericolo per gli animali come per i bagnanti che visitano quelle spiagge. È fondamentale sostenere i progetti di tutela ambientale, ma anche dare un messaggio di maggior attenzione a chi visita l’area protetta. Per questo vanno sostenuti e incrementati non solo i progetti di tutela e ripopolazione della flora e della fauna, ma anche quelli di educazione ai cittadini al rispetto dell’ambiente che ci circonda, in aree delicate come quelle che gestiamo”.

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