Palude di Torre Flavia, firmata la convenzione con Roma Tre: la riserva apre le porte ai tirocini

Aperte le iscrizioni per laureati e laureandi di Roma Tre che vogliono fare pratica nell’area protetta. Un monumento naturale dalla caratteristiche uniche, al centro di frequenti battaglie in difesa della sua biodiversità

Potranno censire le popolazioni di piante ed uccelli, raccogliere ed elaborare dati, monitorare le specie autoctone ed alloctone. La firma di una nuova convenzione tra l'Università Roma Tre ed il Comune di Ladispoli, consentirà a laureandi e laureati di acquisire molta pratica.

La Palude di Torre Flavia

L’area interessata dal nuovo accordo è quella che si estende per circa cinquanta ettari tra Ladispoli e Marina di Cerveteri. E’ lì infatti che è situata la Palude di Torre Flavia, una delle aree protette della Regione Lazio. Si tratta di una zona umida che non è stata bonificata e che presenta, pertanto, le peculiarità che caratterizzavano un ampio tratto del litorale tirrenico. 

Un Monumento naturale 

Strette tra le dune ed il mare, sopravvivono nella palude di Torre Flavia degli specchi d’acqua circondati da prati e canneti che, in questo periodo dell’anno, sono frequentemente allagati. Un habitat raro per molte specie che non lo disdegnano, per la sua posizione strategica, neppure nella stagione calda. E’ lì ad esempio che nidifica il fratino eurasiatico, il piccolo trampoliere che ha costretto Jovanotti, nel 2019, a spostare una tappa del suo “Jova Beach Tour”.

La convenzione con Roma Tre

Filippo Moretti,  delegato comunale alla aree protette, firmando la convenzione con Roma Tre, ha permesso di aprire le porte anche agli studenti, ed ai neolaureati dell’ateneo romano. PArtecipando allo stage, avranno la possibilità di acquisire crediti formativi e di maturare, sul campo, competenze legate allo sviluppo delle professioni ambientali legate ai relativi percorsi di studio. Per farlo dovranno iscriversi ai tirocini, entro il 31 dicembre 2020, direttamente sul sito UniRoma3.

La minaccia sventata

Per preservare la biodiversità della palude di Torre Flavia, nel corso dell’ultimo anno, si sono mobilitate istituzioni e cittadini. A poca distanza dal monumento naturale, infatti, era stata presentata la richiesta di realizzare una stazione di carburante. Un’ipotesi contro la quale si era scagliato il WWF perchè, “La fuoriuscita di carburante” aveva spiegato Andrea Filpa, delegato regionale dell’associazione, avrebbe finito per rappresentare “una potenziale fonte di pericolo per un’area verde tanto importante sul piano paesaggistico”. 

La vittoria dell'ambiente

L’autorizzazione a realizzare la pompa di benzina non ha mai completato il suo iter, anche per il veto espresso dalla Regione Lazio. “Una vittoria dell’ambiente” che ora può essere festeggiata con l’apertura del sito ai giovani che, proprio all’ambiente, vogliono dedicare la propria attività professionale e di studio.

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