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Nardini (Associazione Forestali): "I cinghiali? Non vedo alternative all'abbattimento"

Il presidente degli ex agenti ambientali a Roma Today: "Su zone così vaste e complesse sono impensabili le catture selettive"

Per i cinghiali che la fanno da padrone in vaste zone del Lazio e dell'Italia, avvistati ormai anche in viale Mazzini e in diverse zone di Roma nord, oltre ovviamente ai problemi che stanno causando in provincia di Frosinone, l'abbattimento rimane la via più plausibile. Ad affermarlo a Roma Today è Norberto Nardini, presidente dell'Associazione Nazionale dei Forestali, la realtà che raggruppa gli effettivi "in congedo o in servizio" dello sciolto Corpo Forestale dello Stato, che dopo le riforme del governo di Matteo Renzi è oggi assorbito nel "Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari" dei Carabinieri. 

"Come prassi storica", spiega Nardini al telefono, "provvedevamo a organizzare delle catture per poi portare gli ungulati in zone a minor densità di popolazione, sia umana che animale. Oggi alcune regioni stanno adottando la tecnica della caccia di selezione, un procedimento abbastanza complesso. Tuttavia, su superfici limitate le catture potrebbero anche avere qualche effetto, ma su zone così ampie come grandi città o province io penso che sia davvero difficile catturare gli esemplari. Parliamo di animal che scendono nelle periferie delle città e fanno dei danni importanti a livello di agricoltura. Credo che sia possibile anche autorizzare i contadini ad abbattere direttamente gli animali che causano danni alle colture". 

"Sinceramente una crescita così esponenziale dei cinghiali in anni di servizio non l'abbiamo vista", continua Nardini: "Dirò una cosa forse impopolare ma credo che prima ci fosse più bracconaggio, il che aiutava a tenere sotto controllo il fenomeno. Credo che oramai le scrofe partoriscano due volte all'anno per 10-12 esemplari, che sono un ammontare importante. In qualche modo potrebbe aiutare il ripopolamento del lupo, che attacca i piccoli o gli esemplari più deboli, ma come si sa il cinghiale è una 'brutta bestia' a livello di catena alimentare. C'è comunque da dire", conclude Nardini, "che il problema non è insormontabile, sono animali in vita che causano danni alle cose, rimborsabili. Ma l'abbattimento credo sia l'unica strada; i gatti si possono sterilizzare, i cinghiali no". 

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