Quel che resta del bike sharing: un giro in centro per invidiare il Velib parigino

Abbiamo fatto un giro tra le postazioni ormai inutilizzade del Centro storico. Pochissime e rotte le biciclette. Tanto invece il degrado e l'abbandono

Una bella giornata di sole è l'ideale per godersi le bellezze e i monumenti di Roma in bicicletta. Qualche giorno fa, dopo un incontro con la candidata alle comunali parigine Anne Hidalgo, il sindaco Ignazio Marino ha parlato addirittura di un possibile progetto di Scooter sharing a Roma e ha ricordato che "tra pochi mesi" la Capitale potrà godere di un nuovo sistema di biciclette. Nell'attesa che questi progetti futuri prendano forma, abbiamo provato comunque a capire quali sono le condizioni del servizio di bike sharing già esistente nella Capitale.

PIAZZA COLONNA - Prima tappa: postazione Colonna nel cuore del centro romano. I paletti per le bici sono lì su un lato della Piazza, vuoti. Chissà da quanto. Chiediamo allora all'edicola vicina e capiamo che di tempo ne è passato. "Bici?", ci risponde l'edicolante, "qui non ne ho mai vista una".

PARLAMENTO - Non importa. In una strada limitrofa c'è la postazione Parlamento. Lì forse le biciclette mancano da meno. Anche qui nessuna bici ma non c'e da stupirsi. "Il ripetitore era rotto", ci dice l'edicolante vicino, "sono venuti una volta e poi l'hanno lasciato così". Anche due stranieri che cercano informazioni per affittare una bicicletta, desistono e vanno via.

SPAGNA -  Inutile infatti rimanere. Tanto vale spostarsi fino a Piazza di Spagna. Ovviamente bici non ce ne sono. "Però fino al mese scorso una c'era", ci dice il negoziante vicino, "solo che poi un ragazzo se l'è presa e non è più tornata". Nel frattempo comunque i paletti di supporto hanno trovato una nuova utilità. Alcuni fungono infatti da 'appoggio scope' per gli operatori ecologici. Altri più sfortunati cominciano invece a essere rovinati dalla ruggine.

POPOLO - Arriviamo a questo punto in via del Corso per raggiungere il bike sharing di Piazza del Popolo. Nessuna bici adesso, ma magari qualcuna nei mesi scorsi si è vista. "Bici?", ci dice una signora del locale di fronte, "si l'ho vista! Mille anni fa". Una dichiarazione non promettente bilanciata in parte da quella di un barista. "Ogni tanto capita di vederne una e la guardiamo come fosse un fantasma. Cinque euro di caparra e nessun GPS: chi mai la riporterebbe indietro?". Certo è che da parecchio nessuno ha più parcheggiato bici qui. Alcuni paletti del resto sono rotti e quasi scardinati. Il cartellone segnaletico invece si è trasformato nel menù del ristorante.

FLAMINIO 20 - Superata Piazza del Popolo ci sono due postazioni a Piazzale Flaminio. La 20 è ovviamente vuota. Il cartellone è un po' imbrattato e i paletti sono rotti. Comincia anche a crescere un po' di erbetta alla base. Ma del resto "dal almeno tre mesi bici da qui non ne passano" ci conferma un negoziante.

FLAMINIO 21 - La seconda postazione di Flaminio ci appare in condizioni anche peggiori. Il cartellone è ormai completamente rovinato e illeggibile e, tra un palo e l'altro, trova posto anche un bidone della spazzatura. Qualcosa però attira la nostra attenzione. E' una bici solitaria apparentemente pronta per l'uso. Sembra strano e ci avviciniamo. La bicicletta è lì ma non può essere utilizzata. Non ha il sellino e la catena è rotta e arrugginita. Rischia dunque di diventare solo un pericolo per i passanti.

PANTHEON - Torniamo indietro fino al Pantheon. Trovare il bike sharing non è facile. E' nascosto in una stradina limitrofa la Piazza. Soprattutto è completamente coperto da auto e moto parcheggiate. Di bici ovviamente nemmeno una. I paletti sono scritti e rovinati, ma la sorte peggiore tacca a uno dei cartelloni segnaletici: coperto di scritte e lasciato a marcire in mezzo ai rifiuti.

ARGENTINA - Il bike sharing di Largo Argentina sembra essere in uno stato migliore. Solo una macchina e tanta ruggine a divorare i paletti. Rifiuti e motorini però non ce ne sono. E non ci sono nemmeno le bici che, ci dice l'edicolante vicino, "mancano da tanto". In compenso c'è una bici privata legata a un palo vicino.

ARENULA - "Tempo fa però alla postazione Arenula alcune bici si sono viste", dice ancora l'edicolante di Largo Argentina. Ci arriviamo ma nessuna traccia di biciclette. Solo il cartellone con qualche scritta e paletti rotti e arrugginiti a occupare parte del marciapiede. Il venditore del chiosco davanti al bike sharing quantifica il "tempo fa" e ci dice che si tratta di anni. Aggiunge poi che anche "quando il servizio funzionava, di bici ce n'erano al massimo due o tre".

SANT'ANDREA DELLA VALLE - Ci spostiamo allora a Sant'Andrea della Valle. Cartellone e paletti non sono affatto in condizioni disastrose. Dal momento che però bici non se ne vedono da molto (conferma un barista vicino), la postazione è diventata un parcheggio per motori che sfruttano uno spazio altrimenti inutilizzato.

NAVONA - Raggiungiamo a questo punto la postazione di Piazza Navona. Il parcheggio è coperto da qualche rifiuto, ma inaspettatamente c'è una bici. Come a Flaminio la sorpresa dura poco: niente sellino. Solo suolo occupato inutilmente.

CAMPO DEI FIORI - "I paletti stanno lì solo per dare fastidio. Non fanno più nemmeno la manutenzione" dice il macellaio di fronte la postazione di Capo dei Fiori. Si lamenta perchè i parcheggi, ormai arrugginiti e rovinati, occupano il marciapiede ma non hanno utilità. Bici non se ne vedono da anni, molte sono state rubate. Perciò anche qui qualche cittadino approfitta dei posti vuoti per posteggiare il suo scooter.

VENEZIA - Ci spostiamo al bike sharing di Piazza Venezia. I paletti non sono poi così rovinati e il parcheggio è tutto sommato pulito e libero. Un solo motorino e una bici rotta senza sella. Il cartellone invece si è trasformato in una bacheca per pubblicità privata. Ma forse meglio che non averlo proprio, come invece accade a Trevi.

TREVI - Senza nessuna segnalazione, qui il bike sharing si nota a mala pena. Tanto più perchè le moto lo coprono quasi completamente, occupando il posto che un tempo (chissà quando) era delle bici.

TRITONE - Coperti di rifiuti, arrugginiti, rotti, pieni di scritte, occupati dagli scooter e soprattutto senza bici da mesi o peggio anni. Il servizio di bike sharing di Roma al momento non esiste, se non in quanto struttura deteriorata che occupa senza scopo il suolo pubblico. Questa inutilità è rappresentata al meglio dalla postazione in via del Tritone. Questa, forse la più sfortunata tra quelle cha abbiamo visitato, non solo non ospita più bici, ma non esiste nemmeno più. Superflua com'era, è stata definitivamente smantellata per lasciare uno spazio 'legale' ai motori.

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Parigi forse invidia alla Capitale le targhe alterne, come ha ricordato ancora il Sindaco. Ma sicuramente non può apprezzare le bici di Roma.

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