Mare inquinato: Avenali chiede intervento ai Comuni, Santori quello di Zingaretti

La richiesta di soluzioni dopo il bilancio di Goletta Verde. La consigliera del Pd: "i Comuni interessati dai punti inquinati devono intervenire". Il consigliere Fdi: "Comuni abbandonati al loro destino dalla Regione"

Goletta Verde in navigazione (foto Flickr Legambiente)

Trentotto punti malati cronici, di questi 8 sulle coste laziali, tra le quattro regioni in Italia con il più alto numero di criticità ambientali denunciate alle autorità. A pochi giorni dal bilancio finale fornito da Legambiente alle Capitanerie di Porto sulle analisi delle acque di Goletta Verde, storica imbarcazione dell'associazione ambientalista che da oltre 30 anni naviga lungo la costa del Bel Paese per denunciare le criticità e valorizzare le buone pratiche ecologiche sui litorali, i consiglieri regionali del Lazio chiedono soluzioni. Ma se per Cristiana Avenali del Pd, riferendosi a tutte le coste interessate dal problema in Italia, e naturalmente anche nel Lazio "i Comuni interresati dai punti inquinati devono intervenire", Fabrizio Santori, di Fratelli d'Italia, punta invece il dito contro l'amministrazione Zingaretti, i "Comuni sono stati abbandonati al loro destino dalla Regione". 

Le foci dei fiumi inquinate nel Lazio

Nel Lazio sono 8 i punti segnalati dal Goletta Verde come "altamente critici perché risultati fortemente inquinati da almeno 5 anni". Nello specifico nella nostra regione sono i seguenti: la Foce del Fiume Marta a Tarquinia (provincia di Viterbo) la Foce del Fosso Zambra a Cerveteri, la Foce del Rio Vaccina a Ladispoli, la Foce del Fiume Arrone a Fiumicino, la Foce del Tevere a Roma, la Foce del Rio Torto lato spiaggia a Pomezia e la Foce del Fosso Grande ad Ardea, tutti Comuni della provincia romana a cui si deve aggiungere la Foce del Rio Santacroce nella spiaggia di Gianola, a Formia (provincia di Latina).

Situazione inquinamento seria

Presentato il bilancio della storica imbarcazione dell'associazione ambientalista, è arrivata prima la dichiarazione di Santori e poi la richiesta della Avenali, componente della Commissione Ambiente al consiglio regionale de La Pisana: "I dati della campagna Goletta Verde presentati da Legambiente - spiega quest'ultima -, mostrano come la situazione dell'inquinamento è seria da tempo, e richiede un impegno che dobbiamo perseguire senza indugio e fino in fondo".

Disinteresse della Regione

Prima della Avenali, come detto, era stato Fabrizio Santori a commentare i dati sull'inquinamento presentati da Goletta Verde: "Il rapporto di Legambiente sul mare del Lazio conferma, purtroppo, tutte le nostre preoccupazioni e, cosa peggiore, il totale disinteresse della Regione Lazio per i problemi legati all’inquinamento ambientale, in generale, e delle acque in particolare". 

"Intervengano i Comuni"

Per la consigliera regionale della 'squadra' di Nicola Zingaretti, chiaro il da farsi: "I Comuni, che sono le istituzioni competenti per la depurazione ed ai quali sono state inviate le segnalazioni, non possono più rimandare gli interventi – spiega Cristiana Avenali – devono agire prima che arrivi la stagione estiva, quando poi, per paura di perdere i turisti, definiscono questi dati come inutili allarmismi. E cosa ancora più grave, come denuncia Legambiente, in alcuni casi non posizionano i cartelli di divieto di balneabilità, come previsto per legge, omettendo quindi l'informazione dell'inquinamento ai cittadini. In alcuni di questi  punti ci sono anche delle indagini della procura in corso". 

Nessun segnale dalla Regione

Per contro il consigliere di opposizione a La Pisana spiega: "Fa male leggere che Goletta Verde, analizzando le acque di tutto il Paese, indica il Lazio tra le maglie nere, ma è esattamente quello che temevamo, come avevamo denunciato lo scorso giugno a Fiumicino, parlando del gravissimo problema della plastica abbandonata in mare. Sono passati due mesi - prosegue Santori - e, anche sotto questo punto di vista, dalla Regione Lazio non sono arrivati segni di vita". 

Abusi edilizi

Un inquinamento delle coste dovuto a più fattori, come denuncia Cristiana Avenali "Le cose da fare sono note a tutti, a partire dall'adeguamento dei depuratori,  fino al contrasto degli scarichi illegali e degli abusi edilizi che, ad esempio, in alcuni comuni in causa come Ardea e Pomezia sono una parte importante di questo problema. Inoltre - prosegue la consigliera regionale - si potrebbero mettere in campo strumenti di partecipazione e condivisione dei problemi e delle soluzioni come i Contratti di Foce e di Fiume".

Casse dei Comuni vuote

Il Consigliere regionale di Fdi chiude il suo 'attacco politico' ironizzando sul "regalo di Zingaretti e compagnia ai cittadini del Lazio".  "Il fatto inaccettabile è che Legambiente denuncia che le segnalazioni durano, ormai, da cinque anni e nessuno ha mosso un dito, per cercare di migliorare una situazione gravissima. Lo abbiamo detto in passato e lo ribadiamo: i Comuni sono stati abbandonati al loro destino dalla Regione, sia per quel che riguarda l’erosione delle coste, sia per la lotta all’inquinamento. Le casse dei Comuni - conclude Santori - sono vuote ed è impossibile aumentare o ammodernare gli impianti per filtrare gli scarichi, col risultato che il nostro mare è uno dei peggiori d’Italia e i divieti di balneazione proliferano". 

Ruolo strategico di Arpa Lazio

"In tutto questo – prosegue la consigliera regionale del Lazio – è strategico il ruolo di Arpa Lazio di vigilanza e campionamento che determina la balneabilità delle acque, e per questo credo sia molto utile lo stanziamento di fondi in suo favore stanziato nel collegato per l'acquisto di nuova strumentazione. Infine – conclude Avenali – abbiamo a disposizione  il  Piano di tutela delle acque regionale (Ptar), aggiornato  dalla Regione Lazio nel gennaio scorso, che è il piano di sistema che fa il quadro della situazione e indica gli interventi da prendere. Il nostro mare, bello e ricco di biodiversità, è una risorsa ambientale ed economica che non ci possiamo permettere di trattare in questo modo". 

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