Smog, l'allarme: a Roma concentrazioni fuorilegge in 3 casi su 5

150 volontari hanno rilevato nella Capitale i valori di biossido d'azoto: nel 60% dei casi sono superiori ai limiti di legge

Centocinquanta campionatori sistemati da altrettanti volontari in giro per la Capitale. Un progetto di scienza partecipata, lanciato dall'associazione "Cittadini per l'aria" e coordinato da "Salvaiciclisti" ha permesso di quantificare, una volta di più, i veleni che quotidianamente i romani respirano. I risultati di questa campagna sono stati spiegati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta martedì 22 in Campidoglio.

Le conseguenze sulla salute

Il dato che il progetto di scienza partecipata ha fatto emergere è allarmante: nella Capitale la concentrazione di biossido d'azoto (No2) registrata è stata nel 60% dei casi superiore ai limiti di legge. Quantità che, come chiarito anche dagli epidiemologi intervenuti, si fanno sentire con effetti acuti e cronici sull’apparato cardiovascolare e respiratorio. Il biossido d'azoto può infatti causare l'infarto del miocardio, ma anche bronchiti, edemi polmonari ed enfisemi. Le conseguenze sulla salute aumentano in maniera direttamente proporzionale con l'accrescersi dei valori. Ed a pagarne le conseguenze rischiano d'essere soprattutto anziani e bambini.

Le alte concentrazioni di No2

Le rilevazioni sono state realizzate nel periodo compreso tra il 2 febbraio ed il 2 marzo. Un arco temporale durante il quale si sono verificati rovesci temporaleschi che hanno contribuito alla dispersione degli inquinanti. Il blocco del traffico imposto a ridosso della nevicata di febbraio, ha ulteriormente contribuito ad abbassare la quantità di biossido d'azoto nell'aria. Nonostante questo "le centraline" hanno fatto registare in 3 casi su 5 valori superiori ai 40 µg/m³ stabiliti dall'Europa. Queste concentrazioni vengono ampioamente siuperati in via di Trasone (88,4µg/m³), via di Casilina (Torpignattara, 91µg/m³) e più di tutti in viale Etiopia/piazza Addis Abeba (95,4µg/m³). Ma sono alti anche nelle zone centrali e lungo le arterie principali. 

Risultati già attesi

"I risultati non sono buoni, ce li aspettavamo e per questo l'amministrazione di Roma Capitale è impegnata sul tema dello sviluppo sostenibile e della qualità dell'aria" ha premesso la sindaca Raggi, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione dei risultati relativi alla campagna "NO2, No Grazie". La sindaca, come ricordato dagli organizzatori, è stata tra i centocinquanta volontari che hanno acquistato un campionatore per sistemarlo su un lampione stradale. Un impegno, quello dei romani che hanno partecipato al progetto, reso possibile grazie alla mobilitazione di Greenpeace. L'associazione ambientalista ad ottobre 2017 aveva lanciato un'altra campagna, sistemando dieci centraline davanti alle scuole romane. Anche in quel caso i valori di No2 registrati avevano portato a chiedere il blocco dei veicoli diesel in città. Un impegno che la Sindaca, come ribadito in mattinata, ha deciso di traguardare entro io 2014. Anche perchè, come ricordato da molti relatori, l'immissione di veicoli diesel di nuova generazione, non ha comportato i miglioramenti attesi. 

Un progresso tecnologico illusorio

Cosa fare? Per Paolo de Luca coordinatore della campagna per Salvaiciclisti, è arrivato il momento di voltare pagina. “Per anni abbiamo vissuto nella grande illusione che la tecnologia poteva regalarci motori ‘puliti’. Chi usa la macchina per spostarsi, è ormai chiaro, inquina l’aria in misura tale da minacciare la salute di tutti, Chi invece si sposta con i mezzi pubblici, chi cammina, chi usa la bici migliora l’aria". In tal senso, quindi, gli investimenti ricordati dalla sindaca di "160 milioni per l'acquisto di bus" o quelli stanziati per l"'elettrificazione della città", segnano un passo in avanti.

La risposta attesa

"Servono mezzi pubblici, mobilità sostenibile e tanta decisione per lasciare, innanzitutto, i diesel fuori dalla città e far rientrare al più presto Roma entro i limiti di legge per il biossido di azoto" ha suggerito Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria, l'associazione che ha promosso la campagna "No2, No grazie". Ma l'investimento sull'elettrico, citato da Raggi, potrebbe comunque non essere sufficiente. Come spiegato dall'epidemiologa Carla Ancona occorre ridurre il numero delle auto, promuovendo una mobilità sostenibile, incentivando i romani ad utilizzare il verde urbano ed a spostarsi a piedi o in bici. Perchè, come ricordato tra gli applausi, anche le auto elettriche consumano pneumatici e freni che liberano poi nell'aria polveri pericolose.

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