Sabato, 25 Settembre 2021
Green Prenestino / Via di Acqua Bullicante

Fuori scuola l'aria è irrespirabile, Greenpeace lancia un allarme e avverte: "Bisogna eliminare il diesel"

Misurato il biossido di azoto fuori 10 scuole romane

Dall'Ardeatina a piazzale degli Eroi, passando per San Giovanni e Tor Pignattara. Greenpeace ha monitorato la qualità dell'aria a ridosso di dieci scuole materne ed elementari , situate in altrettanti quartieri della Capitale. Il dato che emerge ovunque è preoccupante. Le concentrazioni di biossido di azoto sono risultate ampiamente al di sopra del valore individuato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, vale a dire 40 microgrammi per metro cubo. E' questo il parametro preso in considerazione dalla legge italiana che fissa infatti in 40 μg/m3 la soglia massima di concentrazione media annuale per questo inquinante.

Tutti valori al di sopra della legge

La concentrazione media oraria più bassa rilevata tra le ore 7.30 e le 8.30 è stata invece di 48,9 μg/m3.  Quindi anche quella meno elevata, ha superato comunque il valore previsto per legge. La più alta, registrata fuori la scuola Carducci di via La Spezia, è di 66,1 μg/m3. I picchi più elevati, calcolati su un arco temporale di dieci muniti, raggiungono i 111,4 microgrammi per metro cubo della scuola Pisacane, in via dell'Acqua Bullicante.

"Tutti i giorni, prima di entrare a scuola, i nostri bambini fanno un pieno di sostanze tossiche che danneggiano gravemente la loro crescita", ha fatto notare Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. "Questo accade giorno dopo giorno, cinque giorni a settimana, come se ciò fosse normale o accettabile. C’è però un modo chiaro e semplice per abbattere le concentrazioni di biossidi di azoto nelle grandi città: limitare progressivamente la circolazione dei diesel, fino a vietarla nei prossimi anni".

Fermare i motori diesel

I dati sono preoccupanti. L'Agenzia Europea dell'Ambiente indica l'Italia come il paese che ha il più alto numero di morti causate dal NO2. Vale a dire che 17mila persone hanno perso la vita per patologie causate anche dal biossido di azoto. Le città più colpite sono Roma, Torino, Milano e Palermo e per questo, attraverso il dossier "ogni respiro è un rischio", si è tornati a rivendicare un diritto, quello di respirare aria pulita. "E' arrivato il momento di far compiere alle nostre città un deciso passo in avanti verso il futuro – ha concluso Boraschi – Per questo chiediamo ai sindaci di Roma, Milano, Torino e Palermo di prendere un impegno in tal senso, e fermare i diesel entro la fine del loro mandato".

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