Viaggio nell'arte: Marian De Kort a Spazio40 Galleria

La mostra personale VIAGGIO NELL’ARTE di Marian De Kort, ospitata nei giorni 16 e 17 giugno 2018 presso la Galleria d’arte Spazio40 di Roma, propone al pubblico 25 opere dell’artista olandese da quelle realizzate agli esordi, fino a quelle più recenti. Il percorso espositivo rende conto dell’evoluzione del percorso artistico di Marian De Kort e delle sue molteplici sfaccettature restituendo la ricchezza artistica della sua produzione.
Marian De Kort, artista olandese, ha partecipato a diverse mostre collettive capitoline, incentrate su temi specifici come l’occupazione nazista, con la successiva Liberazione, oppure la delicata questione della violenza sulle donne. Il suo esordio in campo artistico si caratterizza per una pittura figurativa in cui, però, emerge già un utilizzo della materia che solo successivamente diventerà la protagonista principale delle sue creazioni. Questa sua predilezione si può già constatare dal momento in cui frequenta, nel 1988, un corso di pittura su ceramica, carta e vetro. Osservando una tela del 1993, “Cavalli in corsa”, si rintraccia facilmente quanto gli animali siano aderenti alla realtà, anche se la loro realizzazione è tutt’altro che tradizionale: il pigmento non risulta essere un mero riempitivo ma si configura come materia, orchestrata in modo ineccepibile attraverso l’uso della spatola.
La materia, assumendo una propria identità autonoma, conferisce quella tridimensionalità alle opere, avvicinandole maggiormente alla vista dello spettatore, aumentando quel contatto empatico ed emotivo che l’artista ricerca. Analizzando una tela del 1991, “Visione onirica a colori”, si può sottolineare già la ricerca di una forma geometrica, unitamente a un’elaborazione molto personale di elementi materici. Questo atteggiamento, con le dovute differenze e peculiarità, sembra rievocare il pensiero di Alberto Burri il quale amava lavorare con la materia, facendola diventare attrice principale dell’opera. Nel corso degli anni questa aderenza alla realtà scompare per lasciare il posto a figure geometriche (“Geometrie variabili”, 2000) che, tuttavia, non sono statiche, bensì in continuo mutamento, quasi sospese in aria, a seconda dei tanti punti di vista da cui si possono osservare. I materiali si fanno sempre più presenti nelle opere della De Kort, come l’oro (“Oro e blu” – “Fantasia in oro”, 2016) che, rievocando gli antichi apparati musivi bizantini, eleva l’opera da una stretta contingenza spazio-temporale.
La figuratività non viene bandita o rifiutata ma presentata secondo nuove regole, quelle della libera fantasia e interpretazione artistica. Osservando “Le Generazioni”, del 2016, si può notare quell’assemblaggio di figure geometriche che formano il personale puzzle dell’artista: questa creazione può dare l’idea di un voler ripercorrere tutte le tappe della sua carriera, tutte le ‘generazioni’ della sua vicenda artistica, mostrando quel graduale passaggio da un ambito figurativo a uno più astratto, con il veicolo, onnipresente, della materia.

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