"Nella Cattedrale" omaggio a Raymond Carver al Teatro Spazio Uno

Un adattamento originale del racconto di Raymond Carver. È questo il risultato del lavoro di Riccardo de Torrebruna che dall' 9 al 19 aprile porta in scena al Teatro Spazio Uno di Roma Nella Cattedrale.

"Cattedrale" è uno dei più bei racconti di Raymond Carver, ha il prodigio della sintesi e la dimensione interiore di un libro sacro.

Una coppia in crisi, un soggiorno nemmeno tanto elegante, una tv accesa e un ospite cieco invitato a cena. Nessuno immaginerebbe che cosa stia per accadere in questa serata. Senza preconfezionare risposte, l'adattamento teatrale affronta in modo diretto il significato della parola "vedere", offrendo un approccio immediato alla questione della "diversità" e alle convenzionali inquietudini che l'accompagnano.

E' quindi l'occasione per rivolgersi a quel pubblico di adulti e di giovani che non conoscono il lavoro di un maestro della letteratura, mentre i numerosi estimatori italiani potranno assistere alla versione inedita di uno dei suoi testi più amati.

Nella Cattedrale

di Riccardo de Torrebruna, da "Cattedrale" di Raymond Carver

interpretato e diretto da Riccardo de Torrebruna

assistente alla regia Chiara Frigo

cast :

Emilio Dino Conti, Valentina Chico, Riccardo de Torrebruna

Elaborazione Musiche Flavio Vezzosi

ufficio stampa Elisa Carifi +39.3492502400

Luana Piermarini +39.3475185963

Teatro Spazio Uno

Vicolo dei Panieri 3

Dal 9 al 19 aprile 2014

dal martedì al sabato ore 21.00

domenica ore 18.00

Biglietti: Intero 12.00

Ridotto 10.00

06.45540551

mail: elisa.carifi@hotmail.it

NOTE DI REGIA

Credo che i racconti di Carver in genere, e in questo caso "Cattedrale", abbiano elementi e caratteristiche particolarmente funzionali ad un adattamento teatrale.

Innanzitutto i tre personaggi si muovono in un unico ambiente e questo rende la messa in scena unitaria, più in sintonia con la specifica "tensione" narrativa di Carver e con l'essenzialità del suo stile.

In secondo luogo, i rapporti e i conflitti sotterranei tra i personaggi hanno una progressione ed uno scioglimento talmente imprevedibili che sembrano ideali per il linguaggio teatrale.

In terzo luogo, il punto di vista del narratore, i suoi pregiudizi verso il cieco, la sua diffidenza, il suo imbarazzo e perfino la sua gelosia mi sembrano emblematici di quella chiusura istintiva che accomuna "i normali" di fronte ai "diversi". L'eccezionale viaggio interiore in cui Robert, il cieco, conduce Wes ha in sé qualcosa iniziatico e appartiene alla radice più intima del Teatro.

Lo spettacolo si presta a letture diverse e lo ritengo particolarmente adatto alla formazione delle coscienze più giovani; pertanto gli studenti (dalle scuole superiori in poi) ne sarebbero i destinatari privilegiati.

Breve Storia del Progetto

"Cattedrale" è uno dei più bei racconti di Raymond Carver. E' l'esempio di quanto sia riduttiva l'etichetta di "padre dei minimalisti" affibbiatagli.

Una coppia in crisi, un soggiorno nemmeno tanto elegante, una tv accesa e un ospite cieco, è tutto qui. Nessuno immaginerebbe che cosa stia per accadere.

Il progetto di questo lavoro è maturato alcuni anni fa, durante un seminario per attori che conducevo a Pavia.

La moglie di Carver, la scrittrice Tess Gallagher, ha dimostrato un grande interesse per questa prima versione teatrale italiana del suo lavoro.

Finora solo Altman, nel film "America Oggi" si era avvalso della qualità di alcuni dei suoi racconti.

In questo percorso mi è stato di grande aiuto l'interessamento di Riccardo Duranti, traduttore e amico di Carver.

E' da lui che ho avuto in lettura un racconto della Gallagher, ancora non tradotto né pubblicato in Italia, in cui la situazione viene vista con gli occhi del personaggio femminile. In tal modo, le discordanze con la versione di Carver diventano elementi decisivi per comprendere più a fondo il legame tra la donna e il personaggio del cieco. La natura di questo rapporto ha illuminato di una luce davvero singolare l'impianto narrativo, permettendomi di scrivere dialoghi e di creare situazioni che scaturivano in modo del tutto naturale dalla mia immaginazione.

Note Biografiche:

Riccardo de Torrebruna è nato a Roma, dove vive e lavora. E' laureato in Filosofia.

Ha lavorato come attore in Italia e all'estero con, tra gli altri, Marco Bellocchio (Diavolo in Corpo), Liliana Cavani (Francesco), Giuseppe Piccioni (Il Grande Blek), Peter Patzak.

Come regista di teatro ha diretto numerosi lavori in Italia.

E' autore teatrale. Il suo testo, "Zoo Paradiso", ispirato all'assedio di Sarajevo, è andato in scena nel '96 all'Actors Studio di New York con la supervisione artistica di Arthur Penn e la regia di Susan Batson.

Sempre nel '96, In Italia, ha vinto il premio Enrico Maria Salerno per la drammaturgia.

La sua pièce "Gay Panic", su un fatto di cronaca avvenuto nella guerra in Iraq, è andato in scena al Teatro Belli di Roma nel 2008, vincendo il Premio Oltreparola 2009 per la drammaturgia.

Nel 2011 ha scritto, diretto e interpretato "Beauty is Difficult" (Una Gabbia per Ezra Pound) al teatro Argot di Roma.

Nel 2000 ha esordito nella narrativa con "Tocco Magico Tango", Minimum Fax.

Nel 2003 ha pubblicato "Storie di Ordinario Amore" con Fandango Libri.

Nel 2007, con E/O, nella collana Vite Narrate, ha pubblicato "Hahnemann. Vita del padre dell'Omeopatia. Sonata in cinque movimenti".

E'tra gli scrittori del "Dizionario Affettivo delle Lingua Italiana" edito da Fandango

E' autore della sceneggiatura,"Tre Tocchi", insieme a Marco Risi e Francesco Frangipane, film di prossima uscita diretto da Marco Risi.

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