Stefano Massini racconta "Magari ci fosse una parola per dirlo"

Sarà lo scrittore Stefano Massini, amatissimo per i suoi racconti in televisione, ad aprire la prima parte della terza serata di Lunga Vita Festival all’Accademia Nazionale di Danza, lunedì 15 luglio alle ore 21.00. Una serata piena di storie e racconti. Le storie servono a vivere meglio. Sono come piccoli manuali di sopravvivenza, di cui abbiamo necessità per affrontare la giungla di tutti i giorni.

Parte proprio da qui il viaggio di Stefano Massini, fra personaggi lontani nel tempo, epopee, incontri, esperienze umane, emozioni e perché no? Risate. Tutto all’insegna di un’officina strana, bizzarra. Quella in cui si creano parole nuove, finora inesistenti, cucite su misura dei nostri stati d’animo più sfumati e inesplorati. Eccolo qui, il senso di questa serata, tutta affidata all’estro narrativo di Stefano Massini, così amato in tv su La7, a Piazzapulita e sulle colonne del quotidiano La Repubblica: in un vortice di racconti affascinanti, Massini disegna le sue mappe fra America e lontano Oriente, oppure recupera i fratelli Montgolfier e Houdini, servendosi di storie umanissime tutte vere, tutte accadute in epoche e luoghi fra i più diversi, con una sola stella polare: la potenza sempre antica e sempre nuova del racconto.

Chi è Stefano Massini

Stefano Massini (1975) è romanziere, saggista e autore teatrale di fama internazionale. 

È stato definito il “raccontastorie più popolare del momento”, con i suoi affreschi narrativi “tocca il cuore e la mente”, grazie ad uno stile unico che intreccia vicende, grandi temi, personaggi del passato, miti moderni e attualità con gli stati d’animo dell’essere umano. La narrazione per Stefano Massini è il grimaldello che lo porta, come un rabdomante, a rintracciare e collegare storie ricreandole dai materiali più diversi, come accade nei suoi popolarissimi interventi televisivi il giovedì sera a Piazzapulita su LA7, nei suoi articoli sul quotidiano la Repubblica e su Robinson con la rubrica "Manuale di sopravvivenza", nei romanzi, nei saggi e nelle opere per il teatro diffuse in tutto il mondo. 

I suoi testi (il più celebre sulla famiglia Lehman) sono tradotti in 24 lingue e portati in scena da registi come Luca Ronconi o il premio Oscar Sam Mendes. Qualcosa sui Lehman (Mondadori 2016) è stato uno dei romanzi più acclamati degli ultimi anni (premio Selezione Campiello, premio SuperMondello, premio De Sica, Prix Médicis Essai, Prix Meilleur Livre Étranger). Il suo ultimo libro è Dizionario inesistente (Mondadori 2018). 

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