"Sono partita di sera", omaggio a Gabriella Ferri

  • Dove
    OffOff Theatre
    Via Giulia, 19
  • Quando
    Dal 04/03/2020 al 05/03/2020
    Dal Martedì al Sabato h.21,00 – Domenica h.17,00
  • Prezzo
    Intero 25€; Ridotto Over65 18€; Ridotto Under35 15€;
  • Altre Informazioni

Mercoledì 4 e giovedì 5 marzo, all'OFF/OFF Theatre risuona la Voce di Roma, quella di cantastorie dell'indimenticata Gabriella Ferri, ricordata dalla pièce "Sono Partita di Sera". Il testo, scritto dall'autrice Betta Cianchini, è interpretato da Valentina De Giovanni che in scena veste i panni della popolare cantante testaccina, accompagnata dalla chitarra classica di Gabriele Elliott Parrini e diretta dalla regia di Camilla Piccioni in una produzione a cura di Florian Metateatro.

Nella stagione teatrale della sala di Via Giulia, che il direttore artistico Silvano Spada ha dedicato ai valori assoluti, non poteva mancare un tributo a colei che con la sua storia, ha reso immortali le storie di tanti. La voce dei romani è un riconosciuto ed indiscutibile valore per la città e per la sua tradizione, che travalica i confini capitolini e si rinnova, ogni qualvolta che un'artista decide di omaggiarne la memoria. Gabriella Ferri rivive così grazie alla talentuosa interpretazione di Valentina De Giovanni che, in un duetto chitarra e voce, consuma i ricordi una vita non facile ma restituita al pubblico con la leggerezza di un sorriso. La storia della donna e dell'artista viene sussurrata sullo sfondo di una Roma verace, a cui manca la sua anima più bella: Gabriella!

Sinossi

“Sono partita di sera” è una storia “lieve, lieve”, come l’anima della donna che la racconta. Una storia su una Roma che non c’è più. Non c’è più come la voce della più grande artista romana di tutti i tempi: Gabriella Ferri. La donna sul palco si racconta ed ha una voce splendida e potente e le canzoni saranno sì quelle di Gabriella, ma non a caso si è scelto di NON richiamare l’attenzione con il nome della grande artista testaccina nel titolo. Il nome dell’Artista vuole essere onorato, non “usato”. Non è solo un Recital, è la storia di ciò che è perduto. E’ la storia di una donna che ha regalato 1000 volti e 1000 canzoni ad una Roma che non le ha ridato in cambio neanche una Via, una Piazza, un vicoletto. È il racconto a ritroso del coraggio spensierato di una ragazza che vendeva le lamette per strada, che aveva le scarpe con la para e che aveva un padre che ballava, che era il “mejo tacco de trastevere”. Quante storie simili ha visto Roma? Tante. Ma quante avevano quegli occhi azzurri e malinconici e quella voce possente e vellutata? Solo una! Una donna che si sentiva “sempre a metà” ma che è stata la più grande voce che Roma ci abbia mai regalato, “e per intero”. Ma la verità di Gabriella è solo sua. In questa pièce si ricerca il cuore e l’urgenza delle sue parole e delle sue canzoni. “La verità è quella che è utile per vivere”, scriveva di sua mano. Ed ancora: “E’ il dramma della mia fragile ricerca di un po’ di speranza fra i fantasmi che il mondo mi ha donato: la miseria, la paura, il tentativo di credere, la paura del male”

Gli scritti di Gabriella

Per scrivere questo racconto sono state fondamentali le parole, le poesie, i disegni ed i racconti della stessa Ferri, che ci hanno praticamente prese per mano e condotte nei meandri degli arabeschi mentali argentati e affascinanti di questa donna forte, selvaggia, madre, leonessa ma al contempo impaurita, cardellino e fiocco di neve. Un’intelligenza straordinariamente acuta, inquieta come solo le anime vive e palpitanti sanno essere. Che troppe domande si pone e che troppa poca arroganza depone nelle sue risposte. E che sente il bisogno incessante di cercare e ricercare. Un bisogno logorante e sfiancante. Che solo la sua voce instancabile saprà sublimare. Ma non per sempre.

Note dell'autrice Betta Cianchini

Ho scelto di dedicarmi con amore, passione ed in punta di piedi all’idea di Valentina De Giovanni di mettere in scena le canzoni di Gabriella Ferri per la grande ed immensa stima per questa grande Artista e perché la Voce dell’attrice ed interprete dei brani: Valentina De Giovanni appunto, ritengo che possa essere l’unica a ridarci la sua immensità e la sua straziante malinconia, pur nelle sue corde vivaci, taglienti ed ironiche, poiché Gabriella Ferri era nero e bianco, risata e pianto. Ma il mistero del suo segreto è ineffabile e solo suo. E nelle pieghe della sua vita avventurosa, dietro al suo magnifico sorriso sarcastico e beffardo, dietro a quella donna bellissima e sinuosa che amava vestire i panni del clown, si cela e si nasconde il fuoco indomabile di un'artista dalla eccellente sensibilità, che mai ha smesso di cercare "l'attimo fuggente, quello per cui vivi nell'affanno. Felice e triste". Un'artista che non sapeva "quale riva l'avrebbe accolta fredda e serena". E noi le sue canzoni forti e volitive e la sua vita intraprendente e piena di "giornate arruffate, di colori e di insegne luminose", le vogliamo ricordare. Col dovuto ossequio e rispetto.

“Pasolini mangiava qui sotto.

Com’era? Il grugno più bello del mondo.

Mi guardava e non mi diceva niente. Io passavo, lo guardavo e tiravo dritta.

La Magnani sempre il cappottello e una pacca sulla spalla.

Gli occhi scintillavano.

Fellini mi voleva al Circo.

Mina mi passava a prendere sulla Tuscolana”.

Ho letto queste sue parole e mi sono commossa. Tuttora rabbrividisco di fronte a questi nomi che

sono la nostra cultura. E che le strade per lo più ignorano.

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