Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa

  • Dove
    Parco archeologico del Colosseo
    S. Maria Nova, 53
  • Quando
    Dal 15/11/2018 al 31/12/2018
    8.30 – 16.30 fino al 15 febbraio 2019 8.30 – 17.00 dal 16 febbraio al 15 marzo 2019 8.30 – 17.30 dal 16 marzo al 30 marzo 2019 8.30 – 19.15 dal 31 marzo al 31 agosto 2019
  • Prezzo
    Intero € 12,00; ridotto € 7,50 comprensivo delle mostre in corso nell’area archeologica Foro Romano – Palatino – Colosseo. Riduzioni e gratuità secondo la normativa vigente. Lo stesso biglietto, valido 2 giorni, consente un solo ingresso al Colosseo e un solo ingresso al Foro Romano–Palatino
  • Altre Informazioni
    Sito web
    beniculturali.it
Busto di Caracalla, Napoli, Museo Archeologico Nazionale, ph. Luigi Spina

Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa è la grande mostra che ripercorre la storia della dinastia dei Severi: l’ultima, rilevante famiglia imperiale, che
regnò per quarant’anni, dal 193 al 235 d.C. Promossa dal Parco archeologico del Colosseo, la rassegna - ideata da Clementina Panella che l’ha curata con Alessandro D’Alessio e Rossella Rea - si articola tra Colosseo, Foro Romano, Palatino.

Roma Universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa

Dal 15 novembre 2018 nei tre luoghi coinvolti dall’esposizione vengono ricordate le tappe di una dominazione che ha suggellato una straordinaria stagione di riforme:
tra tutte la constitutio antoniniana. Emessa da Caracalla nel 212 d.C., concesse la cittadinanza romana a tutti gli abitanti liberi dell’impero. Un provvedimento rivoluzionario, che portava a compimento un processo plurisecolare di estensione dei diritti civili e con cui finalmente si completavano le premesse ideali di universalismo
e cosmopolitismo implicite nell’istituzione imperiale, solo parzialmente realizzate da Augusto più di due secoli prima.

La mostra, con l’organizzazione e la promozione di Electa, presenta al secondo ordine del Colosseo circa cento tra reperti archeologici e opere provenienti da importanti
musei italiani e stranieri. Attraverso di essi, in quattro sezioni, si illustrano gli sviluppi storico-politici e l’evoluzione artistica e architettonica a Roma e nelle regioni
dell’impero.

La sequenza di ritratti della dinastia

Una ricca sequenza di ritratti della dinastia apre il percorso, ricordando le origini della famiglia: con Settimio Severo proveniente da Leptis Magna, in Libia, e con la
moglie Iulia Domna da Emesa, in Siria, nominata Augusta e donna di grande influenza politica.

Tra i pezzi in mostra, anche tre rilievi di recente scoperta negli scavi della metropolitana di Napoli, appartenenti a un Arco onorario. Senza dimenticare i frammenti della Forma Urbis, mappa catastale in marmo voluta da Settimio Severo, ancora oggi fondamentale documento per lo studio dell’antica topografia di Roma e in mostra oggetto di una scenografica ricostruzione multimediale. Testimonianza poi della fioritura nel campo dell’artigianto artistico, i vetri finemente lavorati da Alessandria d’Egitto e da Colonia, le ceramiche dalla Tunisia o i sublimi argenti conservati al Metropolitan Museum of Art (USA).

Le Terme dell’imperatore Elagabalo

Al Palatino sono visibili per la prima volta le vestigia di uno straordinario insieme architettonico: le cosiddette Terme dell’imperatore Elagabalo, venute alla luce in un
angolo delle pendici del colle lambito dalla via Sacra che racconta una lunga storia di trasformazioni edilizie. Un ciclo statuario scoperto proprio in questo sito, mai esposto prima d’ora e composto da ritratti e busti di marmo di pregevole qualità, è riunito nel Tempio di Romolo.

Il percorso di visita sul Palatino prosegue attraverso i luoghi dei Severi, estesi su circa due ettari, di cui i segni più evidenti sono le imponenti arcate e le terrazze, insieme allo Stadio con la straordinaria sala dei capitelli dal soffitto a cassettoni stuccato. Qui sono riuniti preziosi frammenti architettonici e scultorei restaurati per l’occasione.

Il percorso del Foro Romano

Nel Foro Romano viene aperto alla visita per la prima volta un tratto del vicus ad Carinas. Il vicus era tra i più antichi percorsi di Roma e collegava il popoloso quartiere
“delle Carine” sul colle Esquilino.

Oggi, attraverso questo accesso, ci si affaccia sul Templum Pacis, di cui, dopo un lungo restauro, è visibile il magnifico opus sectile pavimentale. Nel 192 d.C. un incendio distrusse quasi completamente il templum, ricostruito da Settimio Severo riproponendo la monumentalità della costruzione originaria. In questa occasione fu collocata, in una sala adiacente all’aula di culto, la Forma Urbis Romae, di cui restano sul muro di facciata della basilica dei SS. Cosma e Damiano le impronte delle lastre di marmo su cui era incisa.

“La mostra ha il fine di far conoscere al più vasto pubblico possibile l’ultimo periodo dell’impero in cui Roma fu grande, governata da imperatori che lasciarono un’eredità
forte e duratura in molti campi, pur nell’avanzare del declino”
, spiega Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo.

Le pubblicazioni

Due le pubblicazioni edite da Electa. Il volume di studi, dai numerosi contributi scientifici, ripercorre la storia della dinastia dei Severi senza trascurare alcun aspetto: dall’analisi delle riforme e il loro impatto sulla società, alle novità nelle arti e in architettura a Roma e in tutta l’estensione dell’impero. I testi forniscono il quadro completo dei caratteri di un’epoca segnata dall’ultima grande famiglia imperiale.

A questa pubblicazione si affianca un’agile guida, bilingue italiano e inglese, che accompagna il visitatore attraverso le varie sezioni della mostra e nel percorso tra Foro
Romano e Palatino.

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