Roma: dipinti folcloristici coreani MINWHA, mostra di Suh Gong Im

l'istituto Culturale Coreano ospita da giovedì 16 febbraio fino a mercoledì 8 marzo la Mostra 'Minhwa, i dipinti che aprono il nuovo anno' , mostra individuale di dipinti folcloristici coreani dell'artista Suh Gong Im. Lo scorso 28 gennaio, secondo il calendario lunare abbiamo lasciato alle nostre spalle l'anno 2016 della Scimmia, e siamo entrati nell'anno del Gallo, animale che con il suo canto caccia il buio e accoglie il nuovo sole che sorge. Da questo, il titolo della mostra: Minhwa, i dipinti che aprono il nuovo anno. La mostra è composta da 35 dipinti folcloristici coreani MINWHA, che raffigurano vari elementi e animali della vita quotidiana, con particolare attenzione al Gallo. I dipinti Minwha rappresentano una rivoluzione culturale risalente al XVII secolo nella dinastia di Joseon, periodo che vede accrescere lo scontento da parte delle nuove classi emergenti verso la vecchia aristocrazia, detentrice del potere. Tali circostanze suscitano negli artisti, un desiderio di distacco dalla cultura cinese, dalle numerose regole applicate nei dipinti aristocratici, dalle tradizioni superflue che fino ad allora avevano dominato l'arte, e una forte predisposizione alla ricerca di nuovi valori. La natura rivoluzionaria dei dipinti Minwha spesso porta gli artisti a realizzare molte opere anonime, con l'intento di diffondere maggiormente la libertà di espressione e contribuire a una vera e propria lotta culturale contro l'aristocrazia. Minwha rimangono dipinti ancora oggi amati dal pubblico coreano, molto attuali e in continua evoluzione, come ama definire Suh Gong Im: "il fatto che esso(Minhwa) sia il racconto di come noi viviamo il presente, ciò non lo rende relegato al passato. Respira assieme a noi, ci accompagna nella gioia e nel dolore, esso è perciò un arte che si evolve, cambiando e migliorando incessantemente." L'artista Suh Gong Im, nata in un piccolo paesino della Corea chiamato Gimje in una famiglia di coltivatori di peschi, proprio grazie alle sue origini sviluppa una capacità di immaginazione che fa riferimento ai fiori di pesco che vide da piccola. L'artista riesce a trasmettere, tramite elementi semplici e molto conosciuti, emozioni totalmente nuove e con una notevole capacità nell'utilizzo dei colori racconta con un linguaggio semplice una fase importante della cultura coreana. Le sue opere, oltre ad essere state esposte in numerose gallerie coreane, sono state presentate anche a Pechino, Parigi, Varsavia, Budapest, Berlino e a Madrid.

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