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"Se fosse autismo": un manuale per genitori e specialisti

Nel libro si chiede una maggior coesione e solidarietà della cittadinazna per non lasciare da sole queste famiglie che lottano quotidianamente questa malattia

"L'autismo è un problema neuro-psichiatrico congenito e si determina già nelle prime fasi fetali. La diagnosi precoce è molto importante". Francesco Cardona, professore di Neuropsichiatria infantile al Policlinico Umberto I di Roma, presenta così il libro "Se fosse autismo" di Fabiana Sonnino.

Non si può parlare di un solo autismo perchè sussistono varie forme e varie sfaccettature. Esiste però una triade sintomatologica comune: isolamento affettivo e incapacità di rapportarsi alle persone, repertorio di interessi ristretti e problemi di comunicazione verbale, non verbale e anche immaginativa. 

"All'interno del libro - dichiara Erica Battaglia, presidente della Commisione Capitolina Politiche Sociali e della Salute - ho scoperto che l'autismo non è una malattia ma un disturbo comportamentale e ho appreso l'importanza delle 3 P: persona, progetto, percorso. Il libro vuole essere un facile manuale per i genitori per rintracciare le prime informazioni utili. Ma vuole essere anche per gli specialisti uno strumento di consultazione per orientare meglio il loro operato. In occasione della ricorrenza del 2 aprile, giornata mondiale dell'autismo, noi di Roma Capitale vogliamo essere vicini alle 6000 famiglie italiane che soffrono per colpa di questo disturbo". 

L'autismo non ha cure, o per lo meno ancora non sono state trovate. Ha bisogno di un approccio integrato di visioni mediche, riabilitative ma soprattutto sociali. "L'autistico prima di tutto è un bambino e ha bisogno di relazionarsi con la comunità. Non deve essere isolato. L'autista e i genitori di un bambino autista devono imparare a giocare, perchè è proprio attraverso il gioco che che questi ragazzi riescono a superare i loro limiti comportamentali", ha precisato Fabiana Sonnino, autrice del libro e psicoterapeuta presso l'associazione Tutti giù per terra.  Benefici per il disturbo sembrerebbero provenire dallo sport, dalle attività a contatto con gli animali e anche da uno stretto rapporto di sostegno con un educatore personale specifico per ogni bambino.

"Quello che fa più male non è la disabilità ma la solitudine. L'essere emarginati dalla società ed essere lasciati dalle istituzioni nella propria sofferenza". Questa la denuncia di una mamma di un bambino autistico verso una amministrazione che non si occupa adeguatamente della disabilità di suo figlio. "La solidarietà può e deve venire dall'esterno. Noi vogliamo una Roma più solidale e più sociale, perchè in una società in cui ci si sente meno soli e in cui c'è una rete che accoglie famiglie e ragazzi è evidente che la fatica e l'onere della cura si distribuisce", ha sottolineato Michela Di Biase, Presidente della Commissione Cultura, Lavoro e Politiche giovanili.

Non mancano comunque le proteste e questa volta provengono direttamente dall'ambiente scientifico. "Non tutti gli interventi proposti sono efficaci per un soggetto autistico. Alcuni più efficaci, alcuni meno ma altri addirittura dannosi, come la camera iperbarica", ha dichiarato il neuropsichiatra infantile al Bambin Gesù, Stefano Vicari. 

Vengono inoltre denunciate delle sbagliate scelte della comunità politica: "La precedente giunta Alemanno - specifica Vicari - aveva tagliato notevolmente i rimborsi per la psicomotricità o la logopedia e ridotto notevolmente l'assistenza domiciliare per questi bambini. Venivano invece appoggiati trattamenti che, come più volte ha dichiarato Istituto Superiore di Sanità, non hanno nessuna dimostrazione di efficacia. Invito i cittadini a fare delle azioni pubbliche per combattere l'inaccettabilità di queste scelte politiche  e chiedo alla nuova amministrazioni operazioni concrete di aiuto a queste famiglie che già vivono nel costante dolore e disagio". 

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