Presentazione "L'uomo è verticale" (Empirìa 2018) di Sacha Piersanti

A quattro anni dall'esordio con "Pagine in corpo" (Empiria 2015), dopo la pubblicazione del saggio "Zero, nessuno e centomila. Lo specifico teatrale nell'arte di Renato Zero", Sacha Piersanti, scrittore e critico teatrale classe 1993, presenta a Roma "L'uomo è verticale" (Empirìa, 2018)

Insieme all'autore, interverranno:
-Irene Santori, poetessa ("In tempo e disparte", Gazebo 2006; "Hotel Dieu", Empirìa 2015) e autrice Radio Tre ("Storie", "Uomini e profeti", "Vite che non sono la tua").
-Giovanni Greco, scrittore ("Malacrianza", Nutrimenti 2012, finalista Premio Strega; "L'ultima madre", Nutrimenti-Feltrinelli, 2014; "L'evidenza", Castelvecchi 2019) e regista teatrale.

-Letture a cura degli attori Ludovica Bove e Emanuele Marchetti-

DICONO DEL LIBRO

"L'uomo è verticale' è un bel modo di resistere alla disperazione ed alla dispersione di quest'era di facciata. È una lotta singolare contro una società che detesta e emargina i poeti."
(Antonio Veneziani, dalla prefazione a "L'uomo è verticale")

"Perché intitolare un libro, per quanto di poesia, «L’uomo è verticale»? Sembrerebbe una tautologia. Oppure dobbiamo intenderlo come sinonimo di uomo vivo, il contrario cioè di uomo morto, ovvero orizzontale? In qualche modo sì. Ci autorizza il titolo della terza sezione, appunto «L’uomo è verticale», collocata al centro del secondo libro di Piersanti, debordante, commovente e contraddittorio quanto basta... È qui dunque dove più pulsa il cuore di questo insieme di poesie convocate in un’assemblea, talvolta sediziosa, di idee, di emozioni, di sdegni niente affatto trattenuti. E per persuadervene leggete la mirabile sezione «L’Affaire Réfus» che rimodula in chiave umanitaria un antico tema, dopo una stupenda citazione dal J’accuse di Zola: «Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell’umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità». Insomma. La domanda chiave è questa: «Per ridare all’uomo il verticale/ il poeta deve scriverne/ e lasciarsi assassinare (?)»
(Biancamaria Frabotta, nota critica a “L’uomo è verticale”, "Cronache dalla terra di nessuno" - Pagina FB, 2 settembre 2018)

"...Ci troviamo davanti a un poeta. Certo uno che scrive poesie non può che essere un poeta, direste, sì… ma un poeta oggi per essere definito tale deve subire il trauma del post-ontologico, di ciò che è avvenuto dopo l’età dell’industriale. [...] Si tratta di una raccolta fortemente anti-lirica in senso buono, mentre invece si tratta di un romanzo del dramma e della vertigine."
(Iuri Lombardi, "YAWP. Giornale di letterature e filosofie")“

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