Parousìa, mostra personale di Michelino Iorizzo

La Galleria Contatto presenta "Parousía". Mostra personale di Michelino Iorizzo. Nel descrivere la nascita della sua tecnica, Michelino Iorizzo parla di un evento fortuito, di una scoperta casuale. Ricorda di come, in un giorno come tanti nel suo studio, avesse scartato, accartocciandolo, il bozzetto preparatorio di un’opera. Quel foglio, abbandonato in un angolo, era stato riscoperto solo dopo alcuni giorni. E che riscoperta era stata! Il gesto con il quale egli aveva voluto sbarazzarsi di un’opera di cui non era contento aveva, invece, prodotto sulla sua superficie un effetto straordinario; aveva avuto il potere di elevare il foglio di carta alla stessa idea di mito, di antichità, che egli aveva tanto a lungo cercato di creare e celebrare attraverso gesti ed azioni consce. Oltre a permettere il raggiungimento di questa personale forma di presentazione del pathos mitico, il caso - il caos - avevano riconnesso Iorizzo con il passato stesso dell’arte, con il velo, il telaio, la griglia che da secoli sono usati dagli artisti per coadiuvare la loro creatività. Il recupero di quel foglio di carta ha segnato una svolta nella sua produzione: la possibilità di creare il passato, vivificarlo, materializzarlo in dipinti senza tempo. La mostra “Parousía” presenta una serie di ritratti femminili, che costituiscono una delle tematiche maggiormente indagate ed esplorate dall’artista negli ultimi anni. In questi volti sono scomparsi solo all’apparenza i riferimenti più diretti alla mitologia antica, soprattutto a quella greca, che avevano caratterizzato altra parte della sua produzione artistica. Basta, infatti, una sola occhiata, un solo breve momento di incontro di sguardi per percepire, negli occhi che ci guardano e sui volti scrostati che si offrono a noi, la “Parousía”, la presenza del divino, dell’idea platonica fattasi materia, discesa nel mondo materiale ed incarnatasi in molteplici identità, allo stesso tempo antiche e moderne.
La delicatezza del tratto pittorico, l’intensità della gamma cromatica è messa in risalto, non nascosta, dalla quadrettatura e dall’eliminazione di pigmento. Questo scavare nella materia pittorica stessa cala, sì, un velo, una patina tra noi e i ritratti ma, allo stesso tempo, fa sì che la finzione pittorica palesi se stessa, che lo strumento dell’artista si riveli tanto allo spettatore quanto al soggetto, elogiando - al contempo - la distanza e la vicinanza tra noi e Loro.
(Testo critico a cura di Francesca Commone)

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