Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Panini: una storia italiana dal 1961 al 2011, arriva la mostra

Cinquanta anni di storia, di scommesse vinte, di fiuto imprenditoriale ma soprattutto di passione. L'azienda Panini si racconta a 360 gradi, dalle origini al rinnovamento hi-tech

Ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho, mi manca! Chi non ha mai pronunciato queste parole scartando una bustina di figurine? Sperando di trovare l’ultima che permettesse di completare il proprio album di calciatori, e non solo. La Panini, storica azienda modenese fondata da quattro fratelli nel 1961, (Umberto, Giuseppe, Benito e Franco Panini, ndr), si racconta a 360 gradi, dalle origini al rinnovamento hi-tech, nella mostra “Panini 1961 – 2011 – Una Storia Italiana” ospitata al Palazzo Incontro dal 14 Settembre al 23 Ottobre 2011.

Cinquanta anni di storia, di scommesse vinte, di fiuto imprenditoriale ma soprattutto di passione. Le figurine Panini sono un pezzo di storia italiana e questa mostra è volta a ricordarne il passato, il presente e il futuro: dai tempi in cui le bustine venivano prodotte a mano, passando per l’introduzione dei macchinari di produzione industriale fino ad arrivare ad internet e all’iPad.

Il 13 Settembre la mostra è stata presentata alla stampa, momento in cui sono intervenuti il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, il responsabile di tutto il business Panini Antonio Allegra, Antonio Panini, componente della grande famiglia Panini ed, ovviamente, il curatore della mostra Paolo Battaglia. “Questa è una mostra molto importante per noi – ha detto Antonio Panini nella conferenza stampa – La nostra è un’avventura straordinaria, tutto è nato da un edicola, ancora in nostro possesso, ma il vero punto di forza, oltre che alla passione, è sempre stata la nostra famiglia: 8 fratelli, tutti sposati che hanno generato almeno 50 nipoti, tutti uniti ed integrati nel progetto che compie quest’anno il cinquantenario”.

Il responsabile business dell’azienda, Antonio Allegra, ha parlato invece di emozioni “fische, come quella che si prova scartando una bustina di figurine e sentendo il suo odore indistinguibile. Con questa mostra si celebra il collezionismo, ma anche la grande passione che accompagnato la Panini in questi 50 anni. Anche se la Panini ha cambiato proprietà, questa nuova realtà imprenditoriale rispetta questa tradizione”. L’attività è infatti passata di mano nel 1988.

Paolo Battaglia, curatore della mostra, ha introdotto l’iniziativa parlando della funzione di collante generazionale delle figurine: “Le figurine sono uno strumento di trans generazionale. Guardandole si ci rende conto del passare delle generazioni e noi, nell’allestimento, ci siamo concentrati su questo punto sin dalle origini. La mostra è stata divisa in 3 parti: la prima è stata destinata alla produzione, alla capacità di Umberto Panini di leggere i tempi in anticipo e di passare dalla produzione manuale a quella industriale. La seconda parte è stata dedicata invece ai tanti temi trattati tramite le figurine, dai personaggi dei film al calcio, dai cartoni animati alle Olimpiadi, dalle figurine didattiche degli animali al risorgimento italiano, dal far west ai film e la pallavolo. La terza è ultima parte getta invece un occhio al futuro, e alla capacità della Panini di affrontare l’era hi-tech. Saranno disponibili degli iPad e vari intrattenimenti per vivere il futuro mantenendo l’identità del passato”.

Il Presidente Zingaretti ha calcato in parte la strada percorsa durante il discorso del curatore affermando che “questa mostra è un riflettore puntato su una realtà italiana. Una realtà che manca all’economia di oggi, dove la creatività era al primo posto. E’ poi un occasione per ricordare come eravamo, basta guardare i tagli di capelli, le automobili delle diverse epoche per farsene un idea chiara. E’ un omaggio al modello produttivo del nostro paese, sono molto contento di ospitare questa mostra”.


 

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