"Nudi", la Galleria Spazio40 presenta la personale di Giorgia Marzi

Il giorno 2 dicembre 2014 la Galleria Spazio40 presenta la personale dell'Artista Giorgia Marzi, " Nudi ". 

Giorgia Marzi è il ventre della pittura. Dal suo interno riproduce, come agìta da una madre arcaica, una pittura primordiale e di matrice che non nasce e non muore, ma diviene incessantemente in una eterna autogenesi.

L'arte di Giorgia Marzi è rivolta a se stessa, investita da un impulso di natura fisica, che non indulge in nessuna logica espressiva tenendosi al di fuori di qualunque processo di elaborazione psichica.

Il suo gesto è governata da un moto perpetuo, che sposta le forme rimbalzandole all'infinito nello spazio, un movimento dietro l'altro, fatto di tocchi repentini, a togliere più che a mettere, a torturare il pieno per liberare il vuoto, quando rintraccia lo spazio con linee affilate, lo incide, e quando, pentito, lo allevia, fino al punto di edificarlo, con linee scariche ed elastiche; il tratto è retto da segni ora interrotti ora continui, in un gioco di permanente contagio reciproco alla incessante ricerca di un centro.

Le sue frequenze ci disorientano con il loro andamento oscillatorio che sale e scende dentro un altrove subliminale. La posta in gioco è l'equilibrio come "arte di situarsi nella instabilità della cose", all'interno di una realtà in perenne mutamento in cui l'aggiustamento delle forme è costante, "per intuire ciò che può esistere di immutabile e di eterno nelle profondità di tutto ciò".

I corpi trovano la loro identità all'interno di un corpo collettivo, archetipico e incorrotto, che li riconnette all'origine; le linee vi si annidano, stanandoli, ruvidi e terrosi, in una lotta estenuante con la pittura, quando non li dissipano, disciolti ed evaporati in una sensualità impenetrabile e priva di voce. Sono corpi ammutinati, che rifiutano di esibirsi e rompono le pose. L' Eros è implicito, è nella pittura stessa senza il bisogno di un dialogo con l'esterno. Essi soggiacciono al mistero della loro stessa nudità senza esserne mai assuefatti.

Assiepate nei corridoi bianchi del tempo, le sue creature rompono incautamente la crosta terrestre radicandosi nella materia, e parallelamente, pregano verticali, cinte da gocce di colore che non cadono mai. Così l'arte di Giorgia Marzi perlustra ogni direzione, come in alto così in basso, tradendo il desiderio di piantare una croce per farsi Uomo.
Tutto, alla fine, si abbrevia come nella vita terrena, e scompare, poco a poco, diminuendo ogni giorno, lasciando dietro di se soltanto la eco di un ricordo privato, sorda, come un crepitio di brace.

Nayma Tofani

Galleria Spazio40

via dell'Arco di San Calisto 40

ROMA

www.spazio40galleria.it

Tel.3491654628

Attendere un istante: stiamo caricando la mappa del posto...

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

A proposito di , potrebbe interessarti

I più visti

  • "Banksy A visual protest": oltre 90 opere in mostra al Chiostro del Bramante

    • dal 8 settembre 2020 al 11 aprile 2021
    • Chiostro del Bramante
  • Sunset Drive In, il cinema estivo all'aperto a Cinecittà

    • dal 3 luglio al 3 ottobre 2020
    • Cinecittà Studios
  • Apre Il Regno di Babbo Natale: un mondo incantato a un'ora da Roma

    • dal 18 settembre 2020 al 17 gennaio 2021
    • Vetralla (VT)
  • Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi, prorogata la mostra

    • dal 16 giugno 2020 al 10 gennaio 2021
    • Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli
  • Potrebbe interessarti

    Torna su
    Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
    Play
    Replay
    Play Replay Pausa
    Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
    Indietro di 10 secondi
    Avanti di 10 secondi
    Spot
    Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
    Skip
    Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
    Attendi solo un istante...
    Forse potrebbe interessarti...
    RomaToday è in caricamento