Martedì, 3 Agosto 2021
Mostre

"I due Imperi. L'aquila e il dragone": due civiltà a Palazzo Venezia

Inaugura oggi pomeriggio a Palazzo Venezia, la mostra che mette a confronto 400 anni di due delle più grandi civiltà della storia: Impero Romano e Impero Cinese, tra segreti e immortalità

La mostra “I due Imperi. L'aquila e il dragone”, che da circa un anno e mezzo sta girando per Cina e Italia, è stata inaugurata questo pomeriggio a Palazzo Venezia.  Due mondi, due civiltà, due pilastri importanti per l'umanità intera. Due imperi che hanno avuto, anche reciprocamente, una forte eco. Entrambi consapevoli dell'esistenza reciproca, della propria grandiosità e del proprio prestigio, ma tra loro sono sempre mancati contatti diretti. L'idea della mostra nasce proprio da questo: dare corpo a questa consapevolezza, rendere il rapporto tra due immense civiltà, più concreto e reale.

E' stato deciso di dividere la mostra, che in origine era intitolata “Imperi paralleli”, in sale separate, quelle romane e quelle cinesi. Come ci ha detto il curatore della parte cinese, Maurizio Scarpari, è stata una scelta assolutamente oculata. “Se è pur vero che tra le due civiltà ci furono punti di incontro, è altrettanto vero che le differenze sono ben più numerose: concezioni dell'impero diverse e soprattutto il rapporto con l'aldilà. Abbiamo deciso di non mettere i pezzi a confronto per non rischiare di fare confusione e di contaminare l'imponenza e la maestosità di entrambi gli imperi.”    “ Non è stato facile. – continua Scarpari – Sono stati coinvolti più di 50 musei, tutta la Cina si è mobilitata. Per il governo cinese è stato un grande sforzo, ma ha capito l'importanza dell'evento e ha aperto i forzieri, facendo arrivare in Italia pezzi rarissimi, talmente preziosi che alcuni non avevano mai lasciato la Cina prima d'ora, non erano andati neanche a Pechino.”

IMPERO ROMANO - Le opere esposte nelle prime sale, raccontano l' Impero romano, la sua nascita, il suo evolversi, fino al suo massimo splendore all'epoca di Traiano. Un arco di tempo che sembra infinito, dal II sec.ac al II sec.dc (circa), gli anni in cui Roma, ancora repubblicana ha iniziato ad affacciarsi sul Mediterraneo e ha iniziato il suo lungo processo di conquiste e di controllo. Dall'imperium, il potere militare, all' impero come lo conosciamo noi ora grazie ad Ottaviano Augusto.  Il centro dell'impero romano, è sempre stata la città di Roma, modello seguito da tutte le città del territorio. I reperti esposti in mostra, suddivisi in teche con didascalie essenziali e precise, aiutano a capire quali sono stati gli aspetti peculiari dell'impero. Religione, igiene, commercio, monete, sculture, la pesca, l'agricoltura: manufatti, attrezzi, gioielli, armi, mosaici, pitture parietali. Tutti  elementi costitutivi e strutturali che lo hanno reso grande e gli hanno permesso di tenere uniti 3 continenti estremamente diversi tra loro. Ecco allora che si intravvede un legame tra le due civiltà: nello stesso periodo storico, anche l' Impero cinese si trovava ad affrontare gli stessi problemi dell'impero romano: tenere insieme territori  molto vasti, difendere i confini, assicurare stabilità interna, sfamare ingenti masse di popolazione e unire religioni diverse.
E' quindi la vita quotidiana, la vita normale di tutti i giorni a caratterizzare le sale che ci raccontano l' Impero romano di questi anni, tramite simboli e punti focali. Uno sguardo curioso alla vita privata di uomini e donne, liberi e schiavi.

IMPERO CINESE - L'arco temporale analizzato per l'Impero romano coincide con il periodo che va dalla fondazione dell' Impero cinese da parte della dinastia Qin ( 221 – 206 ac), alla fine della dinastia Han Orientale, avvenuta nel 220 dc. Quattro secoli e mezzo illustrati attraverso una selezione dei tesori più preziosi e rari di questa millenaria civiltà. Una storia raccontata da reperti e manufatti funerari ritrovati nelle tombe. Ecco la differenza sostanziale tra i due imperi: non esiste come per la civiltà romana, una quantità consistente di reperti che illustrino la vita quotidiana delle persone. Quello che rimane e che racconta questa civiltà, è ciò che proviene dalle tombe. Materiale costruito appositamente per accompagnare i defunti nell'aldilà. Una suggestiva realtà di credenze, la ricerca ossessionante dell'immortalità, l' idea dell'esistenza di un mondo parallelo dove fosse necessario andare provvisto delle condizioni e delle 'credenziali' adeguate, uguali a quelle del mondo terreno. Tombe concepite come vere e proprie case, all'interno delle quali venivano adagiate statuette rappresentanti schiavi, servitori, ballerine e venditori.  Le sale riservate alla civiltà cinese sono state pensate e allestite in una sorta di crescendo: dai manufatti e dagli aspetti più artigianali, si arriva ad una più profonda spiritualità, che ci immerge completamente nel mondo unico e caratteristico dell'Impero cinese.  Accanto infatti ai reperti di cultura più materiale, vengono presentate lacche, sete, bronzi, terracotte e giade, eccezionali per la loro qualità ma soprattutto per il loro profondo significato: si pensava infatti che la giada preservasse l'anima del defunto nel suo viaggio nell'aldilà, consentendogli quindi di raggiungere l'immortalità. Di grande interesse, sono anche i drappi funerari, ottenuti dalla pregiatissima seta cinese, uno dei quali, di inestimabile valore, è uscito dai confini cinesi per la prima volta. Incommesurabile anche l'importanza della veste funeraria del re Jian di Zhongshan, costituita da migliaia di pietre di giada tenute insieme da fili d'oro.

L'Impero Cinese e l'Impero Romano, sono state sicuramente due civiltà estremamente diverse. Culture e credenze dissimili le hanno sempre caratterizzate durante tutta la loro lunga storia. Una cosa hanno in comune, la grandezza. Sono e saranno sempre due pezzi di storia di enorme importanza e la loro eco, che oggi risuona tra le sale di Palazzo Venezia, continuerà a riecheggiare ancora a lungo nel lontano futuro.

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