La Galleria Russo presenta la mostra "GERARDO DOTTORI. Brani di Futurismo del Maestro dell’Aeropittura"

Si inaugura giovedì 6 febbraio alle ore 18.00 negli spazi della Galleria Russo di Roma, la mostra "GERARDO DOTTORI. Brani di Futurismo del Maestro dell'Aeropittura" a cura di Massimo Duranti, con testi in catalogo di Lorenzo Canova, Andrea Baffoni e Roberto Floreani con il Patrocinio del Comune di Roma.

Per l'occasione saranno esposte più di 80 opere di Gerardo Dottori, eseguite in un arco temporale che va dalla fine dell'800 al 1976 e che contempla opere figurative del periodo prefuturista, parolibere, dipinti e idromatite della stagione futurista, dipinti, disegni (bozzetti di opere storiche) della stagione aeropittorica, "brani" di arte sacra futurista, rappresentazioni del "Nuovo paesaggio moderno" fino alle ultime illustrazioni. Numerose, in particolare, le opere inedite o non più esposte da lungo tempo.

Fra queste gli inediti Virata su fiumi, lago, mare del 1934 e Notturno del 1925. Dopo più di cinquanta anni si potrà di nuovo ammirare Elevazione del 1945, un grande dipinto di pura spiritualità artistica. Fra le opere su carta, il precocissimo carboncino del paesaggio montano della guerra Sintesi di montagne del 1919 e il prezioso bozzetto della parte centrale del Trittico della velocità del 1925. Senza dimenticare tre rarissime parolibere redatte durante la Prima guerra mondiale.

Con queste parole il curatore Massimo Duranti descrive la mostra: "E allora, non si possono non sottolineare alcuni brani dell'ottantina di opere esposte. A partire da I superstiti, unica parte disponibile del Trittico degli alberi del 1909-10, di grande qualità tonale, episodio fondamentale del simbolismo dottoriano, "fondato su intenzioni di sintesi simbolica, e distante da interessi rappresentativi, o invece puramente astratti" come scriveva Crispolti già nel 1974.

E poi la pressoché sconosciuta, bellissima Fanciulla che legge del 1908; il naturalista Paesaggio con pagliai dei primi Dieci, e ancora l'accennata serie di rarissimi e poco noti disegni pre futuristi e l'altrettanto già citata serie di ritratti maschili e femminili e di caricature, che ci presentano un Dottori ineditamente arguto, che si protraggono fino ai Venti. In questo ambito abbiamo collocato anche tre rarissime cartoline postali di guerra che Dottori indirizzò alla sorella Bianca dove illustra con disegni a inchiostro la vita in guerra fra il 1915 e il 1916.

E in guerra scrisse "Parole in libertà", il nuovo modo di scrivere poesia senza punteggiatura, nell'essenzialità dei termini, alcune sui temi, ovviamente, della guerra, altre sul valore assoluto della "poesia" i cui originali sono eccezionalmente in questa mostra. Quanto alle opere, documentano la stagione dottoriana un po' misconosciuta e, per certi versi, negata, di appartenenza al "Primo Futurismo" un gruppo significativo di lavori: da Tocchi-campana-notte del 1915 a Esplosione del 1916-17, traduzioni pittoriche di sensazioni visive e uditive proprie del linguaggio futurista, colte in guerra, come anche Sintesi di montagne che restituisce l'ambiente di guerra, ma anche Forme astratte che risente della lezione di Balla. 
 

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