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"Donne&lavoro": una mostra su storie di crescita, di fatica e coraggio

Una mostra fotografica che le ritrae a lavoro, dagli anni ’40 a oggi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Un modo originale per omaggiare le donne: una mostra fotografica che le ritrae a lavoro, dagli anni '40 a oggi. "Donne&Lavoro" è infatti il titolo dell'esposizione, che raccoglie alcuni degli scatti più belli di Carlo e Maurizio Riccardi sul tema, aperta il 7 marzo presso lo Spazio 5 di Roma. La mostra, organizzata dall'Istituto Quinta Dimensione con il sostegno di Efei, traccia in circa 40 scatti una panoramica di come e quanto sia cambiato il lavoro femminile negli ultimi 60 anni.
Mestieri vecchi e nuovi si susseguono, dalle operaie alle operatrici di call center, una mappatura di ciò che è stato ed è il lavoro delle donne. A introdurre e commentare un argomento su cui in questi giorni si dibatte su tutte le pagine dei giornali, tre donne, tutte e tre lavoratrici: Liliana Ocmin, segretario confederale CISL, Sabrina Florio, presidente dell'associazione "Anima per il sociale nei valori d'impresa" e Sonia Mancini, giornalista de La7. Circondate da quelle foto in bianco nero che non hanno bisogno di alcuna didascalia, le tre relatrici hanno voluto raccontare le loro storie. Storie di crescita, di fatica, di coraggio, di donne che nonostante l'origine sociale sono riuscite, per merito, a raggiungere posizioni di prestigio. La prima, di origine peruviana, è arrivata in Italia 20 anni fa e ha cominciato dal basso, facendo la colf come la maggior parte delle latinoamericane presenti nel nostro paese. Oggi, dirigente di uno dei principali sindacati italiani, si batte per le pari opportunità. Sabrina Florio, imprenditrice, presiede un'associazione che opera per diffondere tra le imprese la cultura della responsabilità sociale. Sonia Mancini, giornalista dalla storia personale incredibile, oltre a lavorare dietro la scrivania di una redazione è tenente della Riserva selezionata dell'Esercito. Incarico che l'ha portata prima a Baghdad, poi a Herat.
Interventi semplici che raccontano di vite vissute in un contesto dove le quote rosa non hanno motivo di esistere.
In vendita in sala il catalogo che raccoglie tutte le foto della mostra, il ricavato andrà a sostegno del progetto di solidarietà "hub for Kimbondo" promosso dalla Fondazione InSé Onlus.

La mostra rimarrà aperta sino al 30 marzo.

 

 

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