Mostra di Cristina Rodero al Cervantes

Giovedì 12 gennaio alle ore 18 inaugura a Roma, per la prima volta in Italia, "Con la boca abierta" mostra della fotografa spagnola Cristina García Rodero. L'esposizione, allestita alla Sala Dalí dell'Instituto Cervantes (in piazza Navona, 91), si potrà visitare gratuitamente fino al 24 febbraio 2017, dal mercoledì al sabato dalle 16 alle 20. Classe 1949, prima e unica donna spagnola a far parte della prestigiosa agenzia Magnum, Cristina Rodero sarà presente, oltre al vernissage della mostra, anche alla conferenza "40 anni di fotografia documentaria" in programma sempre all'Instituto Cervantes di Roma il 13 gennaio, alle ore 18. Un doppio appuntamento italiano con una tra le più significative fotografe europee: nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti - su tutti il Premio Nacional de Fotografía (1996) e tre World Press Photo (1993, 1997 e 2008) - tanto da diventare un riferimento obbligatorio nel mondo della fotografia documentaristica e artistica. I suoi lavori sono stati esposti in prestigiose sedi di tutto il mondo e fa parte di numerose collezioni private e pubbliche, tra cui il Museo del Prado, il Museo Nazionale Centro di Arte Regina Sofia, il Museo Marugame Hirai di Marugame (Giappone), il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la W. Eugene Smith Memorial Foundation, la George Eastman House di Rochester, il Museum of Fine Arts di Houston, il Fond National d'Art Contemporaine di Parigi. "Con la boca abierta" è la prima retrospettiva tematica di Cristina Rodero e ne raccoglie le opere partendo dai primi lavori fotografici di fine anni Settanta fino a quelli più attuali. La mostra è composta 55 fotografie in bianco e nero (77 x 104 cm), scelte tra le oltre trentamila passate al vaglio prima dell'esposizione. La maggior parte delle fotografie selezionate sono inedite, riscattate ora per un progetto che la fotografa ha tenuto per quarant'anni nel cassetto, per lasciare adesso noi spettatori "a bocca aperta", così come i protagonisti delle sue opere. La quantità di scatti fotografici che la Rodero realizza nei suoi reportage è così estesa che, prima o poi, nei suoi negativi, appaiono personaggi che sbadigliano, gridano, si meravigliano, ridono a crepapelle o fanno smorfie di dolore...e così via, in un infinito di varianti che ci lasciano a bocca aperta. Questo filo conduttore ci guida attraverso quarant'anni di carriera, dagli angoli più vicini alla sua città natale, Puertollano, fino a quelli più sperduti del globo, passando per avvenimenti attuali come il Burning Man Festival in Nevada o le Love Parade in Germania. Dal carattere più etnografico e rurale a quello più avanguardista. Tutto ciò senza perdere il tocco di genialità nel suo modo di raccontare quello che succede nel mondo, e che le ha dato l'opportunità di essere l'unica fotografa spagnola nella prestigiosa Agenzia Magnum. La mostra comincia con una foto della nascita di un bambino che, all'esalare il suo primo respiro, ci consegna il principio di tutto; da lì navigheremo tra i più intimi sentimenti dell'essere umano, catturati magistralmente dalla profondità e dalla verità che Cristina García Rodero impronta nel suo lavoro, terminando il viaggio fotografico con l'ultimo sospiro di una veglia funebre in Georgia

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