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Misteri d’Italia TV: il primo canale di cronaca giudiziaria a portata di click

Inaugurata la prima web tv italiana dedicata ai misteri: dal caso Moro ai segreti del Vaticano o ancora il delitto Pasolini. I fondatori: "vogliamo rivoluzionare gli stili di consumo"

Ieri sera è nato ufficialmente il primo canale telematico dedicato ai casi  di cronaca italiana più misteriosi, e quindi più discussi, tra i capitoli della nostra storia. Erano presenti i due fondatori del nuovo progetto web : Andrea Cilento e Sandro Provvisionato. Il primo, imprenditore, autore  e storico dell’arte, nel 2000 fondò la prima televisione a portata di click, YourTelevision.com che lo ha visto co-conduttore di Vittorio Sgarbi. Da questo momento in poi ha continuato a creare progetti per la rete; dal 2011 è partner di Telecom Italia nello studio di nuovi modelli di business per la internet Tv.

Sandro Provvisionato è invece un giornalista professionista che ha cominciato la sua carriera proprio come inviato di cronaca su mafia e terrorismo. Da allora è alle prese con tutte le vicende più scottanti della cronaca e della politica nazionale. Ospiti della serata il magistrato Otello Lupacchini e l’avvocato Nino Marazzita. A coordinare il dibattito c’era Paolo di Mizio, capo redattore del tg5.

“Nasce questa web tv attorno a quello che una volta era solo un sito, dal nome appunto Misteri d’ Italia- introduce di Mizio e continua- estremamente singolare perché si interessava di grandi misteri.  Il sito ha riscosso un enorme successo, forse perché questo è un paese in cu le verità non vengono mai a galla ma sarà stato senz’ altro anche per la bravura di chi ci ha lavorato”.  

LA DISCUSSIONE La parola passa all’amministratore delegato di Misteri d’Italia tv, Andrea Cilento che chiarisce subito che non si tratta di un progetto innovativo, in quanto la web tv ormai è dentro di noi e riscuote anche molto più successo rispetto alla televisione via satellite. “Di questo però non si parla- dice Cilento- sarà perché non è politically correct ma ci sono dei dati che parlano chiaro. Se citiamo youtube, nel mese di gennaio 2011 ha fatto 35 miliardi di video erogati; se noi sommassimo tutti i video delle televisioni del mondo non arriveremmo nemmeno a un frazione irrisoria di questa cifra”. La differenza tra un progetto  televisivo in rete ed uno del piccolo schermo, Cilento la spiega anche così: “ una volta la competizione tra televisioni era sulla fascia oraria; fondamentalmente si vinceva la guerra sullo share in una data ora. Internet invece lancia una competizione completamente legata ai temi; da noi vengono esclusivamente persone che ci hanno scelto, che ci hanno cercato attraverso la navigazione. Non siamo di fronte ad un pubblico che con il telecomando sceglie ogni sera il ‘meno peggio’. Noi andiamo a prendere un audience estremamente qualificato perché interessato a questi temi. La nostra missione è  la leadership editoriale sull’area tematica come produttori e fornitori di contenuti editoriali nell’ambito dei misteri d’Italia”. Conclude e lancia una provocazione alla Rai: “ facciamo un paragone tra RAI.tv e la nostra web.tv. ‘Chi l’ha visto’ possiamo considerarlo come  nostro unico competitor di questa mega azienda e nell’ ultimo mese ha ottenuto 36.000 click; noi ne abbiamo ottenuti 23.000 senza aver fatto ancora niente e tenendo conto che siamo on line solo da tre mesi.  Ora pensate ad un qualsiasi imprenditore che paga per farsi pubblicità; i click sono dati oggettivi controllati da Google mentre l’auditel è fatto di dati abbastanza falsati e imprecisi”.

“Cosa cambia nel modo di fare giornalismo dalla televisione al  web?”. Risponde Sandro Provvisionato e dice:” io faccio parte di quel popolo di migranti che si è trovato a sbarcare improvvisamente sul web; i tempi sono diversi ma la sfida è a farlo al meglio. Perciò è molto invogliante. Misteri d’Italia è un’avventura e per me il vero valore è riscoprire e comunicare ai giovani (e non solo giornalisti) la bellezza del giornalismo investigativo.  Sul web si può fare inchiesta. Prendiamo come esempio il caso Skerl:  le pagine dei giornali allora ne parlarono per 5 o 6 giorni dopo di che per 28 anni è caduto nel dimenticatoio. Oggi è bastato riscoprire dei dettagli ignorati per avere molta affluenza di persone che sono interessati alla verità. La superficialità degli attuali mezzi di informazione viene così superata”. I due soci invitano entrambi a riconsiderare un pregiudizio nei confronti del web assai diffuso: internet non è sinonimo esclusivamente di velocità, ma anche di qualità e approfondimento.

“E’ sicuramente un  progetto interessante che spero contribuirà a mettere in luce i lati oscuri di casi come quello di Emanuela” - dice il fratello di Emanuela Orlandi la ragazza quindicenne sparita nel lontano 1983. Un caso ancora irrisolto dove, secondo Piero Orlandi, seduto tra gli ascoltatori, sono coinvolti soggetti molto potenti, come  il Vaticano che hanno ripetutamente insabbiato gli indizi destanti sospetti. A chiusura gli interventi dell’ avvocato Marazzita e del magistrato Lupacchini che hanno raccontato vicende molto note agli italiani: il caso Moro, l’assassinio di Pier Paolo Pasolini, le vicende della banda della Magliana. I due esperti di giustizia hanno illustrato i limiti e i grandi errori della macchina giudiziaria italiana che - “davvero molte non si riescono a spiegare; sfiorano il paradosso”- dice il magistrato. La polemica è anche rivolta ai giornalisti che ormai non sanno o non vogliono fare inchiesta, per ragioni non sempre giustificabili.

Domanda dal pubblico: “ma come vive questa tv?”. Risponde Andrea Cilento e chiude la serata: “ vive attraverso gli abbonamenti come fanno i lettori appassionati di una rivista.  Perché è proprio questo ciò che vogliamo fare: rivoluzionare gli stili di consumo”.

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