'Million Marijuana March', sabato 10 maggio a Roma una marcia per la Cannabis bene comune

I manifestanti chiedono che ognuno possa coltivare liberamente la pianta, ponendo fine al proibizionismo e al monopolio delle narcomafie

Fine della persecuzione delle persone che utilizzano sostanze rese illecite dal proibizionismo. Diritto all'uso terapeutico della cannabis. Diritto a coltivare liberamente la pianta. Queste che le richieste  che saranno ribadite durante la quattordicesima edizione italiana della Million Marijuana March. Il 10 maggio 2014, una folla festante scenderà in piazza a Roma. In particolare dalle ore 16 in Piazzale dei partigiani.

CANNABIS BENE COMUNE - I partecipanti puntano prima di tutto a sottrarre il monopolio della produzione, importazione e distribuzione di Cannabis alle narcomafie. Nonchè a impedire l'affidamento alle multinazionali farmaceutiche e del tabacco. "Cannabis bene comune!", si legge nel comunicato dell'evento. E quindi pianta da coltivare individualmente e personalmente.

LA LEGGE - La cancellazione della Fini/Giovanardi non basta ai manifestanti. Specie perchè alcune persone sono ancora detenute in attesa di una ricalcolo della pena. Nemmeno l'attuale DPR 309/90 può essere la soluzione perchè, si legge ancora nel comunicato, "radicato in un proibizionismo fuori dal tempo e dal contesto storico, troppo indietro rispetto al sentire diffuso nella società e ai suoi bisogni mutati assieme ai costumi".

IL DAP - Inaccettabile per i manifestanti anche il DAP (Dipartimento Politiche Antidroga) di cui si chiede l'abolizione. Questo, dice ancora il comunicato, "arroga a sè, espletandole con un furore ideologico e un accanimento degno della peggiore propaganda proibizionista, funzioni che dovrebbero essere molto più pragmaticamente di competenza dei ministeri della salute, della giustizia e delle politiche sociali".

Con queste idee partirà la manifestazione. Antiproibizionismo la parola d'ordine. Ma anche antifascismo, anticapitalismo, lotta "contro ogni guerra e discriminazione, contro le mafie, le multinazionali e ogni monopolio, per la riappropriazione dei beni comuni, la difesa dei territori e la futura vivibilità del pianeta, in difesa dei diritti dei più deboli".

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