Mausoleo Monte del Grano - visita guidata apertura speciale

Fuori dai consueti circuiti turistici, in un quartiere dalla forte connotazione popolare, sorge uno tra i più grandi mausolei (monumenti sepolcrali) dell'antichità romana, il terzo per grandezza e imponenza dopo le tombe monumentali di Augusto e Adriano. Come tutti i più noti monumenti funerari, si innalza al quarto miglio di una delle principali direttrici della città : la via Tuscolana nell'odierno quartiere del Quadraro. In virtù delle sue imponenti dimensioni e della sua prominenza visuale sulla strada, per molto tempo se ne è attribuita committenza e proprietà all'imperatore del III secolo d.C. Alessandro Severo. Inoltre, la scoperta di un sarcofago rinvenuto nel XVI secolo ed ora conservato nei Musei Capitolini in cui sono raffigurati due personaggi identificati in un primo tempo erroneamente con l'imperatore Alessandro Severo (222-235 d. C.) e sua madre Giulia Mamea, ha sostenuto l'interpretazione del monumento come mausoleo imperiale. In verità, ricerche più recenti che hanno portato alla luce alcuni bolli laterizi dell'epoca dell'imperatore Adriano (117-138 d. C.), rivenuti nelle murature del monumento, ed il tipo di tecnica edilizia usata, farebbero collocare la sua costruzione in epoca precedente all'imperatore Alessandro Severo. La camera sepolcrale è divisa in due piani e coperta da una volta, segue i modelli delle prestigiose tombe a tumulo di ispirazione etrusco-italica, cosa che spinge a pensare che in ogni caso il proprietario fosse un importante esponente dell'aristocrazia romana durante l'epoca adrianea. Acquista il toponimo monte del Grano in epoca medievale dopo che la maggior parte del rivestimento in travertino fu portato via a causa della forma che assomiglia a un moggio, un recipiente conico per il grano. Anche il parco che circonda il monumento ha preso il nome del sepolcro che oggi si ritrova circondato da un considerevole arredo arboreo che consente di comprendere e ricostruire, seppur parzialmente, il paesaggio di memoria dell'antichità. La zona non ha perso la sua attitudine di luogo di memoria e identità neanche in epoca contemporanea, oggi infatti il parco commemora e ricorda l'efferato rastrellamento nazista che ha avuto luogo al Quadraro il 17 aprile 1944 e di cui ancora si mantiene intatto il ricordo tra gli abitanti del quartiere.

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