LEO, il genio di Leonardo Da Vinci al Teatro Argentina

LEO, il genio di Leonardo Da Vinci al Teatro Argentina. Dal 4 febbraio al 4 marzo al Teatro Argentina riparte il viaggio alla scoperta di LEO, quel Genio di un bambino che il mondo conoscerà come Leonardo da Vinci, nello spettacolo che tanto ha affascinato e commosso adulti e piccini nella passata stagione. La figura del grande scienziato-artista restituisce alla scena un inedito Leonardo fanciullo, pronto ad ammaliare il pubblico con la sua fresca creatività ritrovata in una “particolare” seconda giovinezza. Così, tra emozionanti rivelazioni ed euforiche riscoperte di macchine e marchingegni, attraverseremo il suo ultimo anno passato a Vinci componendo insieme ai suoi amici un percorso vivace e inatteso che rivelerà nell’emozionante epilogo il “segreto di tutte le cose”. 

Lo spettacolo, una produzione Teatro di Roma, da un’idea di Alberto Nucci Angeli e Lorenzo Terranera, per la regia di Francesco Frangipane, si inserisce nella rassegna IL TEATRO FA GRANDE, l’articolato programma di spettacoli e progetti per spettatori da 0 a 99 anni che trasforma il palcoscenico in un atelier della fantasia per tutte le età. 

Di Leonardo da Vinci si conoscono le invenzioni, i suoi quadri, le armi, gli studi sul volo, sull’anatomia, gli indovinelli, la filosofia, anche i suoi protettori, i suoi spostamenti, le sue domande e l’incidenza nel mondo attuale. Quello che non sappiamo è che bambino fosse, quali fossero i suoi giochi, quali i suoi amici, cosa lo catturasse?

E se dietro al più straordinario genio della storia dell’umanità non ci fosse che il più comune dei desideri? Lo scopriremo partendo dal Castello di Clos-Lucé ad Amboise. Siamo nel 1517, Leonardo, pittore, architetto e ingegnere presso la corte del Re di Francia, è ormai avanti negli anni. In procinto di svelare un importante segreto, si chiude in sé stesso, nelle sue meditazioni, e smette di parlare. Più di un medico pensa che il genio di Vinci sembra essere tornato bambino e che solo i suoi amici potrebbero aiutarlo a tornare in sé. Per risolvere il problema, il Re invita a corte Lisa, il primo tenero amore dell’infanzia di Leonardo, e il vecchio amico Maso. Introdotti nella camera studio di Leonardo, dove questi giace anziano e malato, Lisa e Maso vedono l’enorme armadio pieno di cassetti e sportelli che domina l’intera stanza in lungo e in largo e che conserva tutte le invenzioni e i progetti del genio.

I due, comprendendo che con l’amico c’è poco da fare e che anche quando proferisce qualche rara parola questa è sconnessa e infantile, decidono di cercare il segreto, stando attenti a non farsi sorprendere da quello strano servitore. Ma nessuno di quei cassetti e sportelli si apre e non ci sono chiavistelli: sicuramente una diavoleria del loro vecchio amico sottintende all’apertura di quell’armadio. Leonardo si rigira nel letto e la sagoma del suo corpo lentamente si affloscia fino a scomparire e da sotto il letto ne esce fuori un bambino: Leo stesso, tornato bimbo che, con aria misteriosa, comincia ad aprire cassetti e offrire oggetti.

Quel bambino/vecchio vuole giocare con i suoi amici e nel farlo apre gli sportelli, ognuno con una sua combinazione, cosa che induce Maso e Lisa ad assecondarlo: giocando e ripercorrendo l’ultimo anno insieme a Vinci, i tre arriveranno a svelare un segreto che sarà davvero la misura di tutte le cose. 

Con Leo e i suoi amici riscopriremo una insolita biografia del genio e dell’artista in movimento su una scenografia interamente in legno, realizzata da Lorenzo Terranera. Infatti, l’azione scenica si compone e costruisce come un enorme meccanismo a ingranaggio, trasformando di volta in volta gli elementi che accompagneranno i protagonisti nel progredire della storia: dal letto alla nave, dall’albero agli strumenti, fino all’armadio-memoria che campeggia sulla scena, ricco di cassetti e sportelli. Un allestimento magico e creativo, un atto unico per bambini e adulti che sentono ancora risuonare dentro di loro la propria parte infantile e per coloro che invece l’hanno smarrita.
 

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