'La mossa del pinguino': anche i romani giocano a curling

Prima volta dietro la macchina da presa per Claudio Amendola che incontrerà il pubblico domenica 9 marzo a Uci Porta di Roma e Uci Roma Est. Fissato per sabato 8 marzo invece l'incontro con il cast, Edoardo Leo, Ricky Memphis, Ennio Fantastichini ed Antonello Fassari

In arrivo nelle sale cinematografiche 'La Mossa del pinguino', la pellicola prodotta da De Angelis Group e distribuita da Videa, che segna il debutto alla regia di Claudio Amendola. Il cast vede la partecipazione di Edoardo Leo (Bruno), Ricky Memphis (Salvatore), Ennio Fantastichini (Ottavio), Antonello Fassari (Neno) e Francesca Inaudi (Eva).

IL FILM - 'La mossa del pinguino', al cinema dal prossimo 6 marzo, è il sogno olimpico di quattro uomini disagiati che scoprono per caso il gioco del curling e si convincono di poter partecipare alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 dove l'Italia, paese ospitante, avrà di diritto una squadra qualificata. S'ingegnano in allenamenti improbabili, trovano scappatoie alle regole, provocano gli avversari e finiscono per diventare campioni italiani, acquisendo così il diritto di partecipazione alle Olimpiadi. Per riuscirci dovranno però diventare uomini migliori. La loro è una storia di riscatto individuale e familiare, prima ancora che sociale. I toni sono quelli della commedia, il riferimento più vicino è senz'altro l'inglese "Full Monty" di Peter Cattaneo, pur mantenendo in modo forte la propria identità di commedia italiana.

GLI APPUNTAMENTI CON CAST E REGISTA - Il prossimo sabato 8 marzo il pubblico avrà la possibilità di incontrare il regista e il cast al Multisala Lux a partire alle 18:30 e al 'The Space Parco de Medici' alle ore 21:30. Domenica 9 marzo ai fan sarà poi data la possibilità di incontrare Claudio Amendola alle ore 18:00 a Uci Porta di Roma e alle 20:00 a Uci Roma Est.

NOTE DI REGIA - "Quando ho letto il soggetto di questo film" ha spiegato il regista "ho subito pensato che chi me lo aveva portato mi conosceva bene. Era l'idea che cercavo. Raccontare un sogno, una speranza, un riscatto, una piccola rivincita di fronte alla propria fatica quotidiana. E tutto questo attraverso lo sport al suo livello più alto. Le Olimpiadi. Ho subito intuito i numerosi spunti di commedia che questa storia poteva offrire ma allo stesso tempo ho colto anche la possibilità di toccare delle corde più amare. L'idea è quella di coinvolgere lo spettatore dal punto di vista emotivo attraverso tutto quello che lo sport, e ancor più lo spirito di squadra, rappresenta. Ma anche di raccontare la vita di quattro personaggi molto simili alle persone della nostra società. Quattro uomini di età diverse alle prese con gli stessi problemi: la casa, il lavoro, il futuro, i sentimenti e gli affetti.

Con Edoardo Leo abbiamo cucito i quattro protagonisti addosso agli attori che li interpreteranno potendo contare sulla loro disponibilità, sulla loro fiducia e amicizia, e queste sensazioni sono state confermate dopo la lettura del copione. Questo vuole essere un piccolo film, ma con un grande cuore.

I PERSONAGGI - Bruno è un uomo che ancora non è diventato adulto completamente e forse non lo diventerà mai. E' un sognatore, forse un illuso, uno pronto ad imbarcarsi in qualunque impresa, quasi sempre fallimentare, ma lo fa con entusiasmo e con la certezza di riuscire. Ama alla follia sua moglie e suo figlio ma questo non gli impedisce di coinvolgerli, loro malgrado, nelle sue follie. E' generoso, simpatico, forse non intelligentissimo, e ha una grandissima passione per lo sport. Si emoziona per un record conquistato e quando vede un atleta vincere una medaglia piange. Sarà proprio questa passione sportiva a costargli cara, ma gli darà anche una bella lezione.

Salvatore è il migliore amico di Bruno, un po' indolente, sarcastico, sembra quasi essere succube di Bruno, e forse un po' lo è. Si è sempre fatto coinvolgere dall'amico nelle sue follie, senza pensare troppo e questo suo andare a ricasco dell'altro forse è dato dalla situazione che vive in casa, dove deve occuparsi e preoccuparsi del padre affetto da una malattia degenerativa che inevitabilmente tenderà a peggiorare sempre più. In questa storia è lui il personaggio che più degli altri vivrà una crescita.

Neno è un sessantenne che vive nel ricordo del suo passato. Finge di essere ancora quello di una volta. Quello che faceva paura nel quartiere. Non si arrende al tempo che passa e ostenta una sicurezza e un'aggressività che ormai non impressiona più nessuno. Anzi spesso è oggetto delle prese in giro della gente del quartiere. Ma quando si tratta di giocare a biliardo è il numero uno e su questo non si discute. L'incontro con Ottavio lo costringerà a fare i conti con il suo passato e finalmente anche con il presente.

Ottavio è ombroso, spigoloso, di poche parole e di durissimi principi. La vita gli si è girata contro e lui si è messo contro la vita. Sboccia tutto quello che si trova davanti e forse non vuole vedere che la possibilità di ricominciare c'è. Sempre. Per tutti. L'incontro con gli altri, sopratutto con Neno, lo aiuterà ad aprirsi un po'.

Eva è la Donna. Quella che, come sempre, si prende le responsabilità e fa si che tutto prosegua. Nonostante gli uomini. Come tutte le donne supplisce alle manchevolezze del marito sia nell'educazione del figlio che nel mandare avanti la loro vita, ma a differenza di molte, lei si arrabbia e quando lo fa sono dolori per Bruno. Tra le tanti doti che ha, non le manca quella del perdono.

INTERVISTA A RICKY MEMPHIS- Presente nel cast anche Ricky Menphis che interpreta la parte di Salvatore, descritto dallo stesso attore come "un bravo ragazzo, lavoratore, onesto e coscienzioso. Da quando la mamma è morta, si prende cura di suo padre malato di Alzheimer e questo lo limita molto nei rapporti con l'altro sesso e in generale non gli concede una vera e propria vita privata. In tutto questo c'è Bruno che da tutta la vita lo coinvolge in avventure folli, quasi sempre senza speranza. Lui si lascia coinvolgere facilmente oltre che per l'affetto che ha nei confronti dell'amico anche per il semplice fatto che nei momenti di 'libertà' dal difficile compito di figlio-badante, non ha né la forza né la voglia di discutere con l'irrefrenabile Bruno".

In merito al lavoro svolto da Amendola, Menphis ha poi spiegato "Claudio è stato uno straordinario regista, sicuro, preparato, veloce ma non superficiale, attento ai dettagli ma non ossessivo. É stato un grande condottiero democratico ma non permissivista e un grande uomo squadra con noi attori ma soprattutto con la troupe".

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