Joseph Pace espone al Pantheon di Roma "Sacra sacrorum", il sacro delle cose sacre

Il Pantheon di Roma, dal 23 novembre al 10 dicembre 2018, presenta ‘Sacra sacrorum’, una mostra di sculture di Joseph Pace realizzate con residui industriali di bigiotteria. Sacra sacrorum è un progetto complesso e ambizioso, la cui realizzazione si è protratta lungo diversi anni. Eccezionale per il luogo e nei contenuti, la mostra tratta alcuni passi della Genesi e,attraverso i gioielli, ne espone il prezioso contenuto.

La Basilica di Santa Maria ad Martyres, meglio nota come Pantheon, raccogliendo quanto disposto dal Santo Padre Francesco nell’Esortazione Apostolica “Evangeli Gaudium” e sull’arte, con la ‘Rassegna Internazionale d’Arte Sacra’ ha inteso riprendere quel dialogo fra arte e fede che portò il Pantheon ad ospitare i più noti artisti di un tempo, fra cui Raffaello, e a diventare il fulcro della vita artistica romana, che culminava nell’esposizione periodica delle opere più prestigiose di pittori ben affermati.

Nell’intento di proseguire un itinerario artistico che sia al tempo stesso catechesi e mistagogia cristiana, la Basilica del Pantheon, ha deciso di continuare le iniziative già prese negli scorsi anni per tale ‘Rassegna Internazionale d’Arte Sacra’, rivolgendosi per il 2018 al dott. Joseph Pace, insigne e conosciuto artista italiano.

La coerenza e l’originalità del percorso artistico di Joseph Pace è ben sintetizzata da quanto scrive nel 2014 Mariastella Margozzi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e direttrice del museo Boncompagni per le arti decorative della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma in occasione della mostra dell’artista L’Eva futura: …” Pace è uno dei maggiori esponenti del filtranisme la corrente artistica e filosofica neo esistenzialista che egli fonda a Parigi nella metà degli anni ’80. Le sue sono opere dal linguaggio ricercato ed estetizzante, realizzate con migliaia di pezzi di bigiotteria per lo più vintage, che l’artista recupera tra i residui della produzione industriale in ogni parte del mondo, realizzando così anche una sorta di ricerca nell'ambito della “archeologia industriale" applicataalla decorazione del corpo dei nostri tempi.” E ancora, …” Il suo lavoro si colloca in un percorso artistico e intellettuale attraverso cui l’artista reinterpreta le nostre più profonde realtà psichiche.” …”Ispirato da fonti diverse quali la moda, la storia, la spiritualità, la musica elettronica e le arti decorative, l’artista utilizza tecniche diverse influenzato dall’iconografia della società di massa, dalla filosofia e dalla psicanalisi. I suoi lavori hanno preso parte a numerose mostre in musei e altre sedi espositive a Parigi, Marsiglia, Munich, Madrid, Barcellona, Sevilla, Sao Paulo, Brasilia, Jaguariuna, Roma, Milano, Firenze, Amalfi, Alessandria, Alba, Padova e Venezia.”

Sotto vari punti di vista, la sua linea di lavoro lo avvicina ad altri artisti come Gustave Klimt, Jasper Johns e Robert Rauschenberg, per arrivare al kitsch di Damien Hirst e di Jeff Koons, al decostruttivismo di Zaha Hadid e all’arte legata allo “scarto” di Alejandro Marmo.

Come afferma il Santo Padre Francesco nel 2015 nel libro “La mia idea di arte”, “…Questa società ha preso l'abitudine, dopo l'usa e getta delle cose, di usare e scartare anche le persone, così come butta via le loro illusioni e i loro sogni... Niente è perduto, niente è scartato, tutto ha un senso all'interno della magnifica opera di Dio. La misericordia di Dio non scarta. Questo è il ruolo del poeta, dell'artista: contrastare la cultura dello scarto ed evangelizzare.”

Recuperando vario materiale e riutilizzando residui della produzione industriale di gioielli di bigiotteria, assemblando questo sfavillante materiale di scarto, Joseph Pace intende, attraverso temi sacri e religiosi, trasformali in ‘produttori di speranza’ per risvegliare l’attenzione del distratto uomo d’oggi ai soli veri valori, quelli della spiritualità e della speranza.

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