Un’infinita primavera attendo, omaggio ad Aldo Moro al Teatro Palladium

Va in scena in prima assoluta venerdì 9 dicembre (ore 21) al Teatro Palladium, Un’infinita primavera attendo opera in un atto che porta la firma dello scrittore e giornalista Sandro Cappelletto autore del libretto, e del compositore Daniele Carnini, omaggio ad Aldo Moro nel centenario della nascita. Un’opera di teatro musicale e di forte impegno civile – è prevista una matinée per le scuole lo stesso giorno alle ore 11.30 –, che vede accanto all’Accademia Filarmonica Romana la partecipazione dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani che ne produrrà un DVD, e la collaborazione con importanti comitati, istituti e archivi – fra cui il Comitato promotore per le celebrazioni del Centenario della nascita di Aldo Moro e il Centro documentazione Sergio Flamigni - nell’ambito delle manifestazioni promosse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione del primo centenario della nascita dello statista italiano.

La regia del nuovo spettacolo sarà affidata a Cesare Scarton, affiancato a Michele Della Cioppa per le scenografie, Flaviano Pizzardi per i video e le proiezioni, e i costumi di Giuseppe Bellini; sul podio Gabriele Bonolis dirige l’Ensemble dell’Orchestra Roma Tre e un cast di giovani voci soliste, con i protagonisti Daniele Adriani (Il Presidente Aldo Moro), Sabrina Cortese (La Segretaria), Chiara Osella (Uno Studente), e ancora Luca Cervoni (Il Cardinale/Giornalista II), Clemente Daliotti (Il Politico italiano/un Intellettuale italiano) e Giorgio Celenza (Il Senatore americano/Giornalista III). Fra gli artisti coinvolti in questa produzione, piace segnalare la presenza di Mimmo Paladino che ha disegnato l’immagine dello spettacolo.

“Non sono mai cattive le cose che vengono dette con sincerità. Invece, non sono utili le cose che si nascondono, che si riducono a serpeggianti mormorazioni’: da questa riflessione del Presidente Moro – raccontano gli autori Sandro Cappelletto e Daniele Carnini - siamo partiti nel nostro lavoro di scrittura e di messa in scena, basato su testi dei suoi discorsi e interviste, su lettere e appunti, inviati e ricevuti, conservati all’Archivio centrale dello Stato. Accanto a lui, due giovani: la segretaria e uno studente, uno tra i tanti studenti dei suoi seguitissimi corsi universitari, ai quali mai volle rinunciare, dispiacendosi semmai di ‘non poter dare di più’ a quei ragazzi. In scena, altri personaggi lo incontrano, più ambigui e sfuggenti, quando non ostili. Sarà allora che il Presidente si sentirà chiuso nel cerchio della solitudine”.

L’intenzione del progetto è quella di mettere a fuoco non tanto i tragici eventi che hanno segnato gli ultimi giorni di vita dello statista, ma la sua biografia, il suo pensiero politico e il suo ruolo nella società italiana. “Aldo Moro – introduce al progetto Paolo Baratta Presidente della Filarmonica Romana - è senza dubbio una delle figure chiave della storia italiana del secondo dopoguerra. Tuttavia, e in modo quasi paradossale, l'approfondimento della sua figura e del suo lascito ideale sembra procedere a fatica. Questo ritardo, dovuto a diversi ordini di ragioni, prima tra tutte il profondo trauma rappresentato dal rapimento e successivo omicidio, non ha tuttavia impedito che si sedimentasse, in questi anni, una ricchissima memoria collettiva su Moro fatta anche di narrazioni, materiali iconografici, elementi simbolici e manifestazioni di riconoscimento e di affetto popolare. La Filarmonica, con questo progetto, intende ribadire la necessità di un teatro musicale inteso come strumento di comprensione del nostro tempo, in grado di contribuire, grazie alla forza degli argomenti trattati e alla potenza evocativa dei mezzi artistici impiegati, anche ad una crescita civile più consapevole e partecipe. Nell’opera emergeranno non tanto i tragici eventi della morte di Moro, ma la sua biografia, il suo pensiero politico e il suo ruolo nella società italiana”.

“Allo scopo di contribuire a rendere appieno la complessità della figura di Aldo Moro nel centenario della sua nascita, la Treccani – spiega Massimo Bray Direttore Generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani - ha voluto, con un’impresa inedita nei suoi oltre novanta anni di vita, coprodurre con la Filarmonica Romana quest’opera di teatro musicale. Un lavoro teso a scoprire e riproporre il pensiero del grande leader politico italiano – ricostruito attraverso suoi scritti, interviste, discorsi, appunti, conservati oggi presso l’Archivio centrale dello Stato – per mezzo di un dialogo ideale con le nuove generazioni, per fortuna così lontane dai cupi grigiori di quegli anni di piombo eppure ancora in fuga verso una ‘infinita primavera’ non ancora raggiunta. Con il potenziamento delle aree di eccellenza della produzione culturale italiana prosegue così il percorso di apertura alla sperimentazione di linguaggi e formule nuove che Treccani ha da tempo avviato e attraverso la quale l’Istituto continua oggi a perseguire i suoi tradizionali obiettivi di tutela, promozione e divulgazione del sapere e favorire la nascita di un senso condiviso di identità culturale comune”.

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