InFamiglia al Teatro Tordinona

  • Dove
    Teatro Tordinona
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 31/10/2017 al 05/11/2017
    ore 21 e poi replicata; il 5 alle ore 19
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni
    Sito web
    teatrotordinona.it

In Argentina ha avuto un enorme successo di pubblico e di critica. Ora, dopo quattro anni di rappresentazione, “La de Vicente Lopez”, l’opera scritta nel 2007 dal famoso drammaturgo Julio Chávez approda per la prima volta in Italia, prodotta, tradotta e adattata da Fabiana Pagani con la regia di Francesco Marchesi. Si intitola “InFamiglia” e andrà in scena a Roma al teatro “Tordinona” dal 31 ottobre al 4 novembre alle ore 21 e poi replicata il 5 alle ore 19. 

L’ambientazione originale è quella di un patio nei bassifondi di Buenos Aires, metropoli dalle grandi contraddizioni. Proprio per questo l’adattamento lo trasporta nella Roma odierna, corrotta e imbruttita, dove l’ascensore sociale è immobile.

InFamiglia Sinossi

La storia si svolge in un’unica notte e in un unico luogo: il salone della povera casa di Beatrice nei bassifondi di Roma tra la mezzanotte del 31 dicembre e le prime ore del 1° gennaio. La padrona di casa invita Alice, la ricca sorella, e il suo compagno Roman, un giovane rumeno, a passare con lei e i suoi due figli, Alessandro e Elisabetta, la notte di Capodanno. Al termine della cena la cortesia di circostanza viene sempre meno e i familiari si spogliano di ogni falsa gentilezza confrontandosi in maniera sempre più accesa mentre un imbianchino Annibale, bloccato lì per caso, diventa testimone involontario di questa farsa. La cordialità e la convivialità lasciano inesorabilmente spazio al rancore e alla rabbia mantenendo una suspense narrativa enorme che, tra il grottesco e il drammatico, crea un clima opprimente dando un senso di scoppio imminente.
L’opera affronta un tema quanto mai attuale, la difficoltà nell’accettare l’altro. 

“Altro” in quanto straniero, come nel rapporto tra Roman e Alice. Il ragazzo è un riflesso della donna anni prima, quando era una giovane ragazza povera che per potersi arricchire fece un matrimonio di convenienza, Alice esercita su di lui una dura legge del contrappasso: non solo Roman deve sottostare ai suoi capricci ma deve sottomettersi e rinnegare il proprio passato. Lei ha rifiutato le proprie origini facendo elemosina dei suoi averi e della sua presenza alla sorella, allo stesso modo lui deve rifiutare tutto ciò che possa ricordargli il proprio umile paese d’origine. Questo sarà la molla che farà scattare l’ira e il senso di ribellione di Roman.

“Altro” in quanto disabile. Raramente la disabilità è trattata in maniera tanto priva di retorica ma delicata. Alessandro è un ragazzo con un palese ritardo mentale. Elisabetta, la sorella, provvede sempre ai suoi bisogni, si è trasformata in una madre per lui e proprio questo ruolo, che non sarebbe di sua competenza, l’ha fatta crescere ottusa e frustrata. Beatrice non si è mai presa cura di Alessandro, l’ha sempre trattato come fosse il figlio di un conoscente, una mascotte da far divertire ogni tanto senza l’incombenza della responsabilità. La zia Alice è perfettamente consapevole della situazione e col suo sguardo feroce e distaccato si rende conto del malsano clima creato ma il suo aiuto si dimostrerà un freddo obolo. I personaggi più esterni alla famiglia mostrano invece due estremi con i quali la disabilità viene percepita al di fuori del nucleo familiare: per Annibale è un ragazzo fastidioso che continuamente lo disturba col proprio affetto, per Roman invece è un bambino da far giocare e, nonostante i suoi rozzi modi di fare, riesce a farlo svagare. In tutto questo però il dramma lo vive Alessandro che cerca più volte di invocare aiuto ma non viene mai ascoltato.

Il testo cadenza una vera e propria punteggiatura all’interno della partitura sonora dello spettacolo. I momenti quasi cacofonici dove si intrecciano parole, frasi, discorsi si susseguono a momenti molto più dilatati e tensivamente ipnotici. Il suono è quanto mai un elemento fondamentale, tant’è che le azioni più violente e dirette vengono ascoltate, non vengono mai fatte vedere in scena, ma sempre raccontate da rumori, urla, singhiozzi, quasi a voler tutelare lo spettatore da immagini tanto sconvolgenti e al tempo stesso lasciandolo nel mistero dell’ignoto.
Lo spettatore viene catapultato in un ambiente a tratti divertente, a tratti drammatico, ma sempre coinvolgente. Ci sarà da ridere, da sorridere ma soprattutto da riflettere!
 

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Commenti (3)

  • Ho visto le prove generali assolutamente da vedere, merita 5 stelle.

    • Ciao Paolo... Idem. Un opera da vedere! coinvolge tutti in un tema che fa pensare. Non posso dire di più perché ho promesso di non anticipare nulla.Alla prima ci sarò, non vedo l'ora!

      • Concordo Vincenzo, io purtroppo non sarò alla prima ma sicuramente il 1 o il 2 andrò a vederlo.

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