Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Concerto di Musiche e danze induiste….
Programma:

Devi Stuti Rakshaka, Danza Kalyani ghirvani, liriche di Sharada Devi (XIX sec).
Tāla: Adi (chaturastra triputa); Rāga: Kalyani;
coreografia di Vyjayanthi Kashi, Danza Kuchipudi
Rajeshvari, Musica Sitar e Tabla Rāga: i Colori dell'Anima, (Queen of Ragas), modo pentatonico,
musica tradizionale del Nord India, Sitar e Tabla
Devi Stuti Rakshaka, Danza Kalyani ghirvani Kalyani è Sarasvati, colei che scorre, come il fiume
che prende il suo nome, è la dea delle arti e della conoscenza. Kalyani danza con
i nove sentimenti, le espressioni universali, le emozioni degli esseri umani in vari
gradi. Kalyani ha nelle mani una vina, la rappresentazione esoterica del corpo umano riflesso nel corpo cosmico. Le sette note, come grembi dell'universo, fanno vibrare il corpo di energia divina: Sa Ri Ga Ma Pa Da Ni Sa.
Rajeshvari, Musica Sitar e Tabla. Rāga: i Colori dell'Anima, (Queen of Ragas), modo pentatonico,
musica tradizionale del Nord India

Interpreti
Atmananda Talavidya, danza • compagnia della Talavidya Academy • Kamod Raj Palampuri, tabla • Riccardo Di Gianni, sitar

...di Musiche dell’Umanesimo Buddhista...
Programma:

Daisaku Ikeda “Ha-ha” (Madre): Il tema della forza e della compassione delle
madri
Daisaku Ikeda “Morikasagi Kaigan”, (La spiaggia di Morikasagi): L’amicizia tra
due ragazzi di religioni differenti
Daisaku Ikeda “Ningen Kakumei”, (La canzone della rivoluzione umana): La
continua autoriforma come base per costruire un mondo di pace
Interpreti:
Soka Millennium Ensemble

...e di Musiche e Danze Sacre Zen
Programma:

Testi e Canti Strumenti e Brani Musicali
Takkesa Ge - il Canto dell'apertura del Kesa
Campana tibetana e Shakuhachi
“Hijiri no Shirabe”
Sandokai - Armonia di Differenza e
Identità, poema del Maestro Sekito Kisen
(700 – 790)
Koto
“Nagare”(Shinichi Yuize)
DaiI Shin Darani - il Darani della Grande
Compassione
Koto
“Imayo”(Arr. Reiko Obata)
Soan Ka - il Canto della Capanna dal Tetto
di Paglia, poema del Maestro Sekito Kisen
Koto + Shinobue
“Hama Chidori” (Arr. Reiko Obata)
Hannya Shingyo - il Sutra del Cuore della
Grande Perfetta Sapienza.
Danza
Shosai Myo Kichijio Darani - il Darani che
previene le calamità
Taiko e Shamisen
Hachijo + Echigo Jishi
Fueko - la Dedica Universale.
Campana tibetana e Shakuhachi
“Honte Choshi”
Interpreti:
Rev. Guglielmo Doryu Cappelli, canti liturgici • Rev. Annamaria Gyoetsu Epifania,
canti liturgici e danza • Duo Midare (Maurizio Castè e Simona Sanzò),
Koto e Shamisen (corde), Shakuhachi e Shinobue (fiati), Taiko (tamburo)

La danza sacra indiana
La danza, la musica e il canto sono le forme espressive considerate nella cultura indiana raffinati linguaggi spirituali. La danzatrice esprime la perfetta armonia della gestualità delle mani (mudra) e del viso con gli intricati ritmi eseguiti dai piedi: si rivela, in questo simbolismo, il rapporto sottile tra gli esseri umani e le forze che li circondano, tra microcosmo e macrocosmo. La danza è essenzialmente dialogo con il Divino, preghiera devozionale. In essa si narrano diversi aspetti del Divino, se ne evocano le qualità per plasmare, attraverso la gestualità, un rapporto di preghiera tra la danzatrice e Dio, la cui intensità sfocia, nel suo culmine, nell’identità con il Divino.
Atmananda è Monaca induista, danzatrice di BharataNatyam e Kuchipudi. Per lei la danza è una vera e propria preghiera che innalza lo spirito al divino. Vive nel Monastero induista dello Svami Gitananda Ashram, ad Altare (SV). Il monastero induista Matha Gitananda Ashram è la principale sede religiosa dell'Unione Induista Italiana - Sanatana Dharma Samgha. L’artista ha ricevuto il prestigioso titolo di "Vishisht Sewa Samman" dal Governo dell'India. La compagnia della Talavidya Academy, è la scuola di danza diretta da Atmananda, che riesce a trasmetterle il rigore della tradizione e l’inscindibile spiritualità che la permea.
Riccardo Di Gianni
Virtuoso del Sitar, attualmente è uno dei pochi musicisti italiani ad aver studiato musica classica in India e ad eseguirne concerti in Europa. Allievo di Pandit Amar Nath Mishra (leggenda del sitar di Benares, mancato nel 2015), segue ora gli insegnamenti del Maestro Gianni Ricchizzi, vero riferimento e pioniere in Europa per l'arte indiana.
Kamod Raj Palampuri
Originario dell’Himachal Pradesh (India settentrionale) si è diplomato in canto classico e tabla presso l’Accademia di belle arti Pracheen Kala Kendra di Chandigarh, la più famosa del Punjab. Ha studiato canto e tabla, dapprima con i genitori, rinomati musicisti, e in seguito con importanti maestri indiani (Ayub Khan, Amarjeet Singh, Nirmala Deshpandey, Girija Shankar, Sandeep Bhattacharya, Maheswari Devi, Badal Mishra, Alhaiya Baksh, Bismillah Khan). E’ depositario di un vastissimo repertorio classico, semiclassico, devozionale e folk.

Musiche dell’umanesimo buddhista
La Soka Gakkai Italiana, Ente Religioso con Intesa con lo Stato Italiano dal 2016, condivide con le altre scuole e tradizioni le comuni radici e i valori propri della religione buddista. Basandosi sull'insegnamento di Nichiren Daishonin che affonda le radici nel Sutra del Loto di Shakyamuni, afferma che ogni esistenza è dotata del supremo valore della Buddità. Risvegliandosi a questa verità le persone trasformano il proprio cuore portando benessere a loro stessi, alle loro famiglie, alle comunità e al paese in cui vivono. Questo processo è chiamato, Rivoluzione Umana.
Il Soka Millenium Ensemble traduce questo cambiamento interiore che si manifesta con gratitudine, amicizia, rispetto, dignità della vita e compassione in ‘Musica dell’Umanesimo Buddista’, una libera rilettura di melodie tradizionalmente care alle comunità della Soka Gakkai di tutto il mondo. Il suo organico, che possiamo definire ‘mobile’ perché adatta le sue forme alle differenti occasioni alle quali è invitato a partecipare, è costituito da musicisti professionisti membri dell’Istituto.

Musiche sacre Zen e danze
Canti cerimoniali dello Zen accompagnati da musica tradizionale giapponese
Lo Zen è una delle scuole buddhiste più conosciute e diffuse anche in Occidente. Nato in Cina e diffusosi in tutto l'estremo oriente è una tradizione che punta alla realizzazione esperienziale della propria Natura di Buddha attraverso una rigorosa pratica di meditazione (Zazen). Meno conosciuto al grande pubblico è l'aspetto cerimoniale e liturgico di questa Via spirituale che si esprime in atti rituali di profondo significato e in canti accompagnati da vari strumenti. Questi canti includono Sutra (i testi sacri della tradizione), Darani (formule sacre di valore simbolico simile a quello dei Mantra) e poemi degli antichi maestri Zen. In questa performance, il “Duo Midare” accompagnerà alcuni di questi canti liturgici con musiche originali giapponesi che hanno un profondo legame con lo Zen: dagli honkyoku per shakuhachi, classici brani meditativi del Suizen (lo Zen soffiato), ai brani danmono per koto. Una lunga tradizione che, attraverso il linguaggio musicale, esalta gli aspetti non concettuali dello Zen, in un dialogo continuo tra il suono e il silenzio, che rispecchia la dinamica mistica tra Vuoto e Forma che si manifesta nello Zazen, in non c’è più distinzione tra i suoni dell’uomo e quelli della natura così non c’è più differenza tra chi suona, ciò che è suonato e il mezzo con cui si suona: tutto è in unico suono per raggiungere quello che è “la coscienza di Buddha in un unico suono”, quel suono assoluto, che è il suono dell’Illuminazione.

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