Il Bernini giovane: la chiesa di Santa Bibiana

Costeggiando il lato destro lungo la via Giolitti, in un contesto oggi sconvolto dal terrapieno ferroviario e dagli edifici della stazione Termini, è inserita la Chiesa di Santa Bibiana, la prima architettura progettata e costruita da Gian Lorenzo Bernini a metà degli anni venti del 1600 per volere di Urbano VIII Barberini.
La chiesa sorge sui resti di una piccola basilica paleocristiana voluta da Papa Simplicio nel V secolo, e dedicata, per suo volere, alla giovane martire Bibiana, che sarebbe stata vittima della persecuzione anticristiana dell'imperatore Giuliano l'Apostata, 361-363, che ostacolò la fede cristiana nonostante la libertà di culto proclamata da Costantino nel 313.
Il governatore Apronio avrebbe mandato, quindi, a morte i genitori della giovane, Fausto e Dafrosa, cercando successivamente di costringere Bibiana e sua sorella Demetria all'apostasia.
Demetria morirà sotto tortura e Bibiana sarà flagellata a morte.
Proprio all'inizio del pontificato di Urbano VIII, 1623, furono ritrovate le spoglie della giovane martire. Egli commissionerà il lavoro al giovane Bernini, obbligandolo a diventare un architetto e a ricostruire la chiesa dandogli un'impronta moderna, a raffigurare la Santa sull'altare maggiore, ma soprattutto ad essere il regista della campagna d'immagine che avrebbe lanciato il suo pontificato.
La facciata è composta da un portico a tre arcate alternate da paraste ioniche, sormontate da un nicchione centrale rettangolare con timpano e fiancheggiato da due ali a coronamento orizzontale con balaustra, ognuna aperta da una finestra. L'interno è a tre navate, separate da otto colonne di spoglio con capitelli corinzi e compositi tardo-antichi, sopra i quali corre la trabeazione.
Bernini decise di conservare l'impianto dell'antica basilica, ma chiuse le finestre della navata centrale, aggiunse due cappelle ai lati e ricostruì la zona absidale, dove pose la statua di Bibiana. Bibiana è rappresentata un attimo prima di ricevere il martirio, abbracciata alla colonna dove sarà flagellata a morte, che si conserva ancora oggi a sinistra del portale centrale, protetta da una grata disegnata dallo stesso Bernini, grata identica a quella che sotto la statua nasconde il sarcofago in alabastro di età costantiniana che custodisce il corpo di Bibiana.
Bibiana ha in mano la palma simbolo del martirio e ai suoi piedi un cespuglio di quella che era nota nel 1600 come "l'erba di Santa Bibiana", un'erba ritenuta miracolosa, che cresceva in prossimità della chiesa.
Le pareti della navata centrale furono decorate con affreschi che raccontano gli episodi della vita di Santa Bibiana: a destra quelli eseguiti da Agostino Ciampelli, pittore tardo-manierista; a sinistra quelli eseguiti da Pietro da Cortona, un giovane pittore toscano. Anche questo un debutto e alla sua prima collaborazione con Bernini.
Di Ciampelli sono gli "angeli musicanti" in controfacciata.


prenotazione obbligatoria: amici@romafelix.it - 3498533464

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