Diacronie, mostra di Giorgio Tentolini

Si apre sabato 30 gennaio la mostra che la Galleria Russo dedica all’arte impalpabile e illusionistica di Giorgio Tentolini. “Diacronie”, il titolo scelto per la rassegna dal suo curatore, Alberto Dambruoso, ne svela il tema, che è quello, attualissimo, di una riflessione sui canoni occidentali della bellezza, analizzati nel loro millenario transito attraverso il tempo.

Mimano alla perfezione la pittura ma in essi non vi è traccia di disegno né pigmento i quarantasette lavori di Giorgio Tentolini esposti da sabato 30 gennaio alla Galleria Russo. I ritratti femminili di composta bellezza, le immagini di capolavori della statuaria classica e di non meno famose architetture della Roma antica sembrano dipinti ma sono in realtà aerei bassorilievi composti da stratificazioni di materiali leggeri e semitrasparenti: reti, tulle, carte.

Grafico e fotografo per formazione, Tentolini crea i suoi impalpabili trompe-l’oeil mettendo una perfetta conoscenza delle leggi dell’ottica e della luce al servizio di una tecnica di virtuositica manualità, capace di far affiorare immagini complesse da un sapiente uso della materia. Il chiaroscuro nelle opere di Tentolini è una questione di strati: dove la trama si infittisce nascono le ombre, dove si allenta le luci.

Quel modo lento di procedere, aggiungendo, levando, sedimentando, assomiglia all’incedere del tempo e all’azione della memoria, i veri protagonisti della ricerca di un artista da sempre interessato a raccontare il viaggio delle immagini attraverso i millenni. Immagini che, nella sua arte profondamente concettuale, sono quelle in cui si perpetuano i canoni di bellezza forgiati e imposti dal mondo classico e ad oggi ancora sostanzialmente accolti e inseguiti. “Le reti che uso per riprodurre i capolavori di Prassitele o la stereotipata bellezza delle modelle della contemporaneità sono non casualmente reti da pollaio” spiega l’artista, per sottolineare la forza senza tempo di modelli estetici sublimi che sono, però, anche le gabbie culturali di cui siamo saldamente e, a volte, dolorosamente prigionieri.

I diacronici trompe-l’oeil di Giorgio Tentolini in mostra alla Galleria Russo sino al 20 febbraio.
 

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