Fra Artisti, XV Giornata del Contemporaneo

SABATO 12 OTTOBRE 2019
QUINDICESIMA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
FRA ARTISTI
COME PAINT IN GALLERY – INCONTRO EVENTO DI CONTEMPORARY ART
opere di
JONATHAN HYND
STEVEN MEEK

La Tibaldi Arte Contemporanea rilancia la sua vocazione di spazio dedicato all'arte nel cuore del centro di Roma, con un evento che si apre alla città, una occasione di incontro tra gli artisti e il pubblico ampio e diversificato degli appassionati d'arte contemporanea, interessati a cogliere i fermenti che si muovono nel mercato e negli scenari internazionali.

Una possibilità di partecipare al lavoro d'artista e, in prima persona, un invito alla performance, alla provocazione, agli stimoli forti. Una chance per conoscere e seguire il lavoro creativo ed anche per accedere ad un mercato in continuo fermento. Saranno in mostra le opere, già realizzate, degli artisti invitati. Sulle pareti saranno piazzate delle tele bianche.

Gli artisti inviteranno i visitatori a cimentarsi con colori e pennelli, lasciando una traccia artistica della loro presenza. Anche i visitatori lasceranno il proprio contributo e la firma. Alla fine della Giornata del Contemporaneo le opere degli artisti e gli elaborati dei visitatori resteranno visibili in mostra per i giorni seguenti.

A cura di Roberto Liotti / Roberto Tibaldi

TIBALDI ARTE CONTEMPORANEA
Via Panfilo Castaldi, 18. Trastevere 00153 Roma

www.tibaldiartecontemporanea.com
Facebook: Tibaldi Arte Contemporanea
Instagram: tibaldiarte
mailto:info.tibaldiartecontemporanea@gmail.com

Per contatti:
Roberto Liotti 347.5745385 mailto:robertoliotti66@gmail.com
Roberto Tibaldi 366.3070234 mailto:r.s.tibaldi@gmail.com

Jonathan Hynd è cresciuto in Inghilterra negli anni del dopoguerra, ha studiato presso l’Architectural Association di Londra al tempo di Alvin Boyarski.
Durante i suoi studi, ha avuto l’opportunità di fare un training di nove mesi presso uno studio di architettura a Teheran e di visitare l’Afghanistan a bordo della sua Mini Morris.
Era prima dell’invasione russa, quando era ancora possibile sedersi alla testa dei Buddha di Bamyan, e fare incursioni attraverso le montagne e i laghi di Band-e-Amir.
Dopo questa importante esperienza torna a Londra e si iscrive alla St Martin’s School of Art, in quel periodo fortemente influenzata dall’espressionismo astratto. A questo periodo fanno seguito due anni di intenso lavoro nel suo studio, prima di iscriversi al Master Course presso Goldsmiths College, caratterizzato in quegli anni da un approccio molto concettuale, sotto la guida di Jon Thompson.
Questi primi anni di produzione sono caratterizzati da disegni monocromi, da lavori di scrittura automatica, e da composizioni di linee verticali e orizzontali. Gradualmente il suo lavoro si trasforma in paesaggi espressionistici fortemente materici. Fautrier è il suo eroe del momento. La pittura diventa come più spessa.
Successivamente, sono i “Veneziani” che lo attirano in Italia. Tiziano e Tintoretto. Nel 1987 decide di trasferirsi a Roma, dove lui e sua moglie Luisa tuttora vivono. Qui, nella densità della città antica, distrutta e ricostruita più volte, inizia nei suoi lavori un processo di stratificazione. Il pennello viene sostituito dalla spatola. Vengono usati pigmenti, i materiali diventano più sottili, mentre il supporto diventa più spesso. E’ un periodo di grande sperimentazione. Hynd dipinge su carta fatta di stracci portata in Italia da Pondichierry, dopo un viaggio in India. In seguito il supporto usato è cartone da imballaggio trovato per le strade di Roma. In un primo momento sente che la storia è già contenuta all’interno della superficie e che il suo compito sia solo quello di lascarla emergere, poi lentamente comincia ad aggiungere la propria.
Hynd continua a lavorate nel suo grande studio di Monteverde a Roma. E’ inoltre docente e critico presso alcune univertità americane nei loro programmi di Roma, quali la Rhode Island School of Design e la Temple University. Il suo lavoro può essere visto in collezioni pubbliche e private negli Stati Uniti e in Europa, tra cui la collezione permanente del British Council di Roma.

Steven Meek è nato e si è formato in Texas, trasferendosi poi sulla East Coast dove ha studiato prima alla New York Studio School e poi alla di Yale School of Art, dove nel 1994 ha conseguito il master of fine art. Partito subito dopo per l'Italia per un moderno 'Grand Tour' alla ricerca dei grandi maestri studiati ed amati, ma anche di pittori del nostro Novecento che lo hanno fortemente influenzato, in particolare Giorgio Morandi, Meek ha poi scelto di rimanere a vivere e lavorare a Roma. Attualmente insegna al Rome Art Program di New York. In questi anni ha esposto in mostre personali, collettive e nelle principali fiere a Bologna, Milano, Monte-Carlo. Le sue opere sono in diverse collezioni private in Italia e negli Stati Uniti. Recentemente la AT&T corporation ha acquistato l'opera “Rome 360°” per la sua collezione in Texas.
Nelle sue opere Steven Meek con coraggio travalica molti confini. Non riconosce il limite tra pittura e scultura. I suoi interessi sono ampi, ma la sua opera è precisa. Il suo linguaggio naviga in molti mondi e sfugge a semplici categorizzazioni. Una sapiente giustapposizione caratterizza così un linguaggio altamente personale che si esalta quando si cimenta con i limiti, come la linea di confine tra il cielo ed un edificio o il margini tra due colori.
Steven Meek prende questi semplici ricordi e li traduce per noi con il suo pennello in un'opera unica che elabora molteplici livelli per formare nuove, complesse relazioni. Possiamo pensare ad ogni opera come un collettivo, ciascuna come una singola collezione di demarcazioni e di esperienze. Attraversamenti che sono un piacere per l'occhio ed una sfida per la mente.

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