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Festa del Cinema di Roma

"Piove", un horror sulla rabbia a Roma alla Festa del Cinema

Paolo Strippoli porta alla Festa del Cinema un "horror con il cuore" e una Roma che è costantemente sul punto di esplodere, non troppo distante da quella reale

Da qualche giorno Roma è teatro di un evento singolare: quando piove condotti e tombini tracimano con una melma grigiastra ed esalano un vapore denso di cui non si conosce l’origine. Inizia così "Piove" il film di Paolo Strippoli presentato ad Alice nella Città, sezione parallela e autonoma della diciassettesima Festa del Cinema di Roma.

Piove, un film horror su Roma

"Piove" è una storia di fantasmi senza fantasmi, dove le "presenze" che il vapore evoca sono i nostri istinti più oscuri, i demoni che nascondiamo in fondo al petto, che sfamiamo senza rendercene conto. La nostra rabbia.

"L’idea di realizzare un horror sulla rabbia a Roma - ha detto il regista Paolo Strippoli parlando del film - mi ha da subito rapito per la sua veridicità. La Roma di Piove è costantemente sul punto di esplodere, e non è troppo distante da quella reale. Basta trovarsi in fila al supermercato, alle poste o in un autobus troppo pieno, per sentirla strisciare tra la gente. È la stessa rabbia che alimenta le declinazioni peggiori della politica di oggi, che dà adito agli sfoghi più beceri sui social network, che ci rende sempre più individualisti".

E la famiglia Morel, con la sua storia, non è altro che una rappresentazione dell'intera società. "Thomas e suo figlio Enrico - spiega il regista - hanno smesso di amarsi quando hanno cominciato a incolparsi a vicenda della morte di Cristina, moglie e madre: la persona più importante della loro vita. Da allora, i due non sono più riusciti a parlarsi davvero e hanno lasciato incancrenire un sentimento atroce".

Quando respirano il vapore esalato dagli scarichi, questo sentimento prende vita e assume le fattezze di Cristina, che però è diversa da quella amorevole di un tempo: è una Cristina che vuole vendetta e li mette definitivamente l’uno contro l’altro. Solo Barbara, la più piccola dei Morel, riesce a fermare la loro sete di sangue. Barbara, che non si farebbe mai ingannare da un’immagine così distorta di sua madre, trova nell’unione familiare l’antidoto agli effetti nefasti del vapore. Nel finale di Piove, i concetti di unione e famiglia diventano l’unico antidoto efficace contro la rabbia

"L’horror è il veicolo ideale per trasferire questo messaggio, a me estremamente caro, in maniera avvincente. L’inquietudine non è il fine ma il mezzo. Il mezzo per narrare la storia universale di un’umanità sul piede di guerra e allo stesso tempo la storia intima di un padre e di un figlio che un evento traumatico ha reso uguali a quell’umanità collerica che li circonda", afferma il regista.

La Roma di Piove

Il film è ambientato in una Roma fatta di palazzoni che sovrastano i protagonisti diventando veri e propri personaggi del film. È una Roma tinta d’argento, incorniciata dal cielo d’inverno. Ma il pallore della città è spezzato dalle frequenti visioni horror, incursioni violente anche da un punto di vista cromatico: una ragazza nuda che compare in un condotto fognario, un’utilitaria rossa che taglia la strada all’auto di Thomas, una miriade di palloncini cromati nel corridoio di un appartamento e molto altro.

"Credo che ogni horror che si rispetti debba avere le sue icone, sono convinto che Piove trovi le sue nelle lacrime nere che annunciano la trasformazione dei personaggi e nel 'mostro' di fango del finale, che si ispira ai corpi disfatti e contorti di Francis Bacon". Un horror con il cuore, come Strippoli lo ha definito.

Nel cast di Piove ci sono Fabrizio Rongione, Cristiana Dell'Anna, Francesco Gheghi, Aurora Menenti e Leon De La Vallèe.

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