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Festa del Cinema di Roma

Festa del Cinema di Roma, esordio alla regia di Riondino in "Palazzina LAF". Elio Germano nel cast

L'Ilva di Taranto, il mobbing, la classe operaia e il dramma dei tecnici altamente specializzati confinati in una palazzina che sembra una prigione. Sinossi, data di uscita e le dichiarazioni dei protagonisti alla conferenza stampa. , Diodato per la colonna sonora

Raccontare una storia e saperlo fare bene. L'esordio alla regia di Michele Riondino è un'opera da non perdere. La pellicola, "Palazzina LAF", fa parte della sezione "Grande Public" in occasione della Festa del Cinema di Roma 2023. Il talentoso attore, adesso anche direttore, ha raccontato la vicenda della palazzina nella quale negli anni ’90 i proprietari e i dirigenti dell’Ilva di Taranto decisero di confinare gli impiegati che si erano opposti alla “novazione” del contratto, cioè al declassamento a operai. Non potevano licenziarli, perciò li sbattevano alla Laf, a non fare niente. È un film forte, drammatico ma non banale, con punte di ironia amara, una forte caratterizzazione dei personaggi e una grande presenza del dialetto (non sempre facilmente comprensibile per chi non è dell zona). 

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Le dichiarazioni di Michele Riondino: la genesi del film

Durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi 21 ottobre presso la Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Riondino ha esordito dicendo: "I fatti della plazzina Laf avvengono nel '97, in quegli anni io ho lasciato Taranto per trasferirmi a Roma". Poi Riondino ha spiegato: "Io li ho cominciati a conoscere attraverso i racconti degli operai che volevano credere alla collocazione di questi operai lavativi che erano lì chiusi nella struttura, che portavano a casa lo stipendio senza fare niente. Per gli operai era un 'posto dei privilegiati'. Poi ho cercato questi lavoratori e mi sono imbattuto prima in un libro di Claudio Virtù, anche lui confinato e da lì mi sono imbattuto in altri lavoratori".

Ancora il regista, alla sua opera prima, ha spiegato: "Tutto quello che succede all’Ex. Ilva o nelle aziende in generale non è materiale di dominio pubblico. Bisogna necessariamente ascoltare diversi punti di visti. Io non ho maturato negli anni di fare questo preciso film bensì l’idea di fare una storia tarantina. Credo che bisogna guardare alla genesi dei problemi e i fatti della palazzina Laf ne fanno parte. Questo film è ideologico, politico e anche di parte se vogliamo ma è un film che racconta fatti incredibili e veri. Noi non ci siamo inventati nulla. L’unica invenzione è legata al protagonista, che è realmente esistito ma è decontestualizzato e messo poi nel contesto di palazzina Laf".

Poi, parlando dei personaggi, ha aggiunto: "È stato difficile fare una selezione, perché abbiamo raccolto così tanto materiale.. è stato complesso ma anche interessante cercare di svuotare di retorica la storia. È stato molto stimolante per me riuscire a inserire nella storia fatti del '97 e '98 ed elementi che potessero portarci ai giorni d’oggi. 'I compagni' di Monicelli e su tutti Fantozzi. Questi i miei riferimenti per disegnare i personaggi. Un Fantozzi che non faceva più ridere. Raccontare la storia con una chiave drammatica sarebbe stato troppo scontato".

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Vanessa Scalera: "Un piccolo ruolo ma volevo esserci, da cittadina innanzitutto"

"Io sono andata via nel 96 dal brindisino. Ho avuto familiari e amici che lavoravano lì. Ho scelto questa storia in base a parametri etici, mi interessava partecipare, esserci. Faccio un piccolo ruolo ma ho avuto bisogno di raccontarlo, mi sento protagonista di questa film. Michele ha fatto un bellissimo film e quindi sono qui a festeggiare. Abbiamo fatto una, due settimane di prove. Io sto qua da cittadina innanzitutto, sono felice di aver fatto questo film. Era necessario", ha raccontato l'attrice pugliese, ricevendo gli applausi della stampa in sala.

Diodato: la colonna sonora e il piccolo live in conferenza stampa

A curare la colonna sonora del film, c'è Diodato, anche lui pugliese. Il noto cantante, vincitore del Festival di Sanremo nel 2020, ha cantato live un accenno della canzone del film, "La mia terra". Prima, però, ha dichiarato: "Qualsiasi film avesse fatto Michele, io avrei partecipato. Siamo legati da molti anni e ho per lui una grande stima, umana e artistica. Siamo due amici tarantini che provano ad accendere delle luci sulle ombre. Questa opera comunque è sorprendente, qui c’è uno sguardo davvero importante. C’è qualcosa di spiazzante e sono davvero onorato di farne parte. In qualche modo volevo che questa canzone fosse un canto d’amore e unisse sguardi diversi". 

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Le parole di uno dei veri dipendenti dell'Ilva

Presente alla confereza stampa anche Giuseppe Palma, vero ex dipendende dell'Ilva, che ha vissuto sulla propria pelle la drammatica vicenda della Palazzina Laf: "Io venni confinato nella Palazzina Laf. Per me, vissuto là dentro, è molto importante questo film perché poche persone sanno perché finimmo lì. Io, come tecnico altamente specializzato, ma anche tanti altri colleghi. Se incontro qualcuno di vista, magari pensa che noi non volessimo lavorare. Umiliato dall’azienda e dalla gente. Eppure io in 30 anni di servizio ho fatto due mesi di malattia con 3 ricoveri. Bisogna conoscere perché non devono più accadere queste cose - ha raccontato Palma -. Tutto è nato dall’ottimizzazione degli introiti. Prima cosa: eliminare il sindacato. Così, su ogni reparto, c’è qualcuno che doveva trovare qualche persona da inviare alla palazzina Laf. Hanno scelto noi tecnici e non gli assenteisti perché tutti, da quel momento in poi, si sono piegati a 90 gradi, scusate il termine. Con poche persone - noi - loro sono riusciti ad addestrare tutti gli altri".

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Sinossi e Cast

Palazzina LAF (Festa del Cinema di Roma)-2

1997. Caterino, uomo semplice e rude è uno dei tanti operai che lavorano nel complesso industriale dell’Ilva di Taranto.
Vive in una masseria caduta in disgrazia per la troppa vicinanza al siderurgico e nella sua indolenza condivide con la sua giovanissima fidanzata il sogno di trasferirsi in città. Quando i vertici aziendali decidono di utilizzarlo come spia per individuare i lavoratori di cui sarebbe bene liberarsi, Caterino comincia a pedinare i colleghi e a partecipare agli scioperi solo ed esclusivamente alla ricerca di motivazioni per denunciarli. Ben presto, non comprendendone il degrado, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF, dove alcuni dipendenti, per punizione, sono obbligati a restarvi privati delle loro consuete mansioni. Questi lavoratori non hanno altra attività se non quella di passare il tempo ingannandolo giocando a carte, pregando o allenarsi come fossero in palestra. Caterino scoprirà sulla propria pelle che quello che sembra un paradiso, in realtà non è che una perversa strategia per piegare psicologicamente i lavoratori più scomodi, spingendoli alle dimissioni o al demansionamento. E che da quell’inferno per lui non c’è via di uscita.

Un film di Michele Riondino con Michele Riondino, Elio Germano, Vanessa Scalera, Domenico Fortunato, Gianni D’Addario, Michele Sinisi, Fulvio Pepe, Marina Limosani, Eva Cela e con Anna Ferruzzo con la partecipazione di Paolo Pierobon una produzione. Palomar, Bravo e Bim Distruzione con Rai Cinema, una coproduzione 
PALOMAR, BRAVO e BIM DISTRIBUZIONE con RAI CINEMA, una coproduzione Italo-Francese, in co-produzione con Paprika Films. 

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