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Festa del Cinema di Roma, Giovanna Mezzogiorno debutta alla regia con Unfitting: "Il bodyshaming può essere devastante"

Carolina Crescentini, Ambra Angiolini e Marco Bonini: gli attori romani nel cast dell'esordio alla regia di Giovanna Mezzogiorno (anche lei nata a Roma). Qui le dichiarazioni della conferenza stampa all'Auditorium

Alla Festa del Cinema di Roma 2023 c'è anche Unfitting, il cortometraggio che segna il debutto alla regia di Giovanna Mezzogiorno. L'artista romana - vissuta fino a 9 anni a Casal Palocco, poi il trasferimento a Milano - oggi 22 ottobre ha parlato alla stampa del suo nuovo progetto. 

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Sinossi e cast

Nato da un’idea della direttrice di Silvia Grilli, il cortometraggio Unfitting, resentato oggi alla Festa del Cinema di Roma. Prodotto da Manuela Cacciamani per One More Pictures, in collaborazione con Grazia e Bulgari, segna il debutto alla regia di Giovanna Mezzogiorno. Basato sulla personale vicenda di Mezzogiorno, racconta le violenze e i pregiudizi che le attrici subiscono in un mondo fatto di modelli standardizzati di bellezza a cui doversi conformare. È la storia di un'attrice rifiutata perché il suo aspetto fisico non è conforme ai canoni estetici, Unfitting introduce il tema del body shaming e dei pregiudizi sul corpo e sull'età delle donne nel cinema. In estrema sintesi: la protagonista Giovanna subisce un susseguirsi di ordinaria crudeltà dalla regista, dal produttore, dall’ufficio stampa, dall’agente mentre una sola voce si erge in sua difesa: quella di un giovane attore.

Il cast: Carolina Crescentini, Ambra Angiolini, Massimiliano Caiazzo, Marco Bonini, Moira Mazzantini e Fabio Volo hanno messo a servizio il loro grande talento per una causa importante: cambiare uno stereotipo e un meccanismo malato, purtroppo molto presente anche nel settore cinematografico, rendendo “Unfitting” l’espressione di un impegno sociale. La canzone "Il paradiso dei bugiardi" è di Tiziano Ferro. 

Le dichiarazioni in conferenza stampa

Giovanna Mezzogiorno durante la conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ha esordito così: “Vorrei soltanto dire che è una questione di cui si chiacchiera tanto, però poi alla fine non viene mai veramente raccontato quanto può essere grave per una persona". Poi ha aggiunto: "Non mi illudo minimamente di cambiare qualcosa di una cultura millenaria. È vero che può essere devastante (il bullismo e/o il bodyshaming, ndr), in fase adolescenziale, può indurre a gesti molto gravi. Questo viene sottovalutato e non dev’essere così. A me è successo in età adulta. Io ho preso 20kg perché aspettavo due gemelli, ma è anche un alibi. Non sono stata grassa 10 anni perché ho avuto i gemelli, ma anche perché sono stata pigra. Bisogna essere onesti. È stata anche colpa mia. Detto ciò, che questo diventi un’arma per offendere, per denigrare, per ricamare leggende, no. Anche dire che io ero malata, sono cose gravi da dire. Possono rovinare la vita di una persona".

Quindi il racconto di un aneddoto: "Qualche anno fa ho partecipato ad una famosa trasmissione domenicale e avevo una cisti all’occhio sinistro. Non posso negare che questo mi desse un aspetto sinistro, sembrava che mi avessero menato ma dovevo fare promozione di un film e sono andata. Ho letto commenti che mi hanno fatto rabbrividire. Quello che poi si viene a creare è allucinante. Ci vuole molta resistenza, non dico forza perché ha rotto le pa**e questa parola. Prima deve passarti lo sbigottimento, poi devi capire cosa è successo e alla fine saperne ridere. Per questo ho fatto il corto”.

“Io ci tengo solo a dire un’ultima cosa: io non ho veramente niente da insegnare - ha continuato -. Non sono un’antagonista di nessuno e gli altri non dovrebbero esserlo. Non mi occupo e non giudico le vite degli altri che non conosco, e gli altri dovrebbero fare lo stesso. Tutti credono di conoscere le vite degli altri ma in realtà non si sa nulla della vita intima delle persone. Io non smetterò di essere gentile, perché sono educata, non perché sono falsa. Questo non toglie che sono consapevole. La gente, quando avevo avuto da poco i miei bimbi, mi diceva: ‘Quando i bambini dormono, non vai a correre? Sì, a dormire a letto’".

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Gli altri interpreti romani: Carolina Crescentini e Marco Bonini

Carolina Crescentini ha dichiarato: “Io vivo lo stesso bullismo, in tanti contesti. Io porto una taglia 42 che sembra un insulto a tutti. Mi chiedono di perdere del peso per avere un abito. ho un buon carattere e quindi mi auto prendo in giro. Fa molto male, l’unico modo che ho è ridere di me o della situazione. È una continua mancanza di rispetto ed educazione. Se questo cortometraggio può far sentire a disagio almeno 3 secondi chi ci ha fatto sentire a disagio per più tanti giorni, è già qualcosa. Mi hanno scritto in tanti per ringraziarci di questa storia. Parliamo tanto di emancipazione e poi? Ci sono tante colleghe nostre che, per non fare il famoso fitting, per non viverla con umiliazione, si rivolgono al vintage perché almeno non stai nel gioco cattivissimo di quella dinamica. Certo, noi siamo anche immagine ma noi siamo il passaggio da carta a video e quel passaggio avviene attraverso cuore e testa, che dovrebbero essere più importanti del girovita. Questa cosa è dolorosa e ti fa arrabbiare. È arrivato il momento di mettere le persone al posto loro”. 

Marco Bonini, invece, ha detto: “Io sono qui per due motivi: l’amicizia fraterna con Giovanna. Non potevo non esserci. Ma anche per un altro motivo: la mia militanza maschile nella questione di genere. L’emancipazione femminile va avanti ma quella maschile no, non è mai partita. Questo è il problema dei problemi. Non si tratta di essere gentili e non dire certe cose ma smettere proprio di pensarle. In questo momento i maschi sono senza identità: quelli buoni si vergognano di quella vecchia identità e quelli cattivi hanno invece un’ostinazione”.

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