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Festa del Cinema di Roma

Il romano Filippo Barbagallo debutta alla regia alla Festa del Cinema: "Mastandrea mi ha aiutato moltissimo"

RomaToday ha intervistato il giovane attore e regista di "Troppo Azzurro", film presentato lunedì 23 ottobre alla kermesse cinematografica romana. Nel cast anche Brando Pacitto, Martina Gatti e Alice Benvenuti

Romano, classe '95. Un diploma alla Scuola Romana di Fotografia, due esperiense come assistente alla regia (una con Valerio Mastandrea nel film "Ride") e un debutto alla regia alla 18esima Festa del Cinema di Roma. E' questo, in sintesi, il curriculum di Filippo Barbagallo, che alla kermesse capitolina ha presentato il suo film "Troppo Azzurro" e che a RomaToday ha raccontato qualcosa in più sul suo film, sulle sue prospettive e sull'importanza di debuttare alla regia proprio nella sua città.

"Ho cercato di non pensare troppo ai film degli altri, perché copiando si rischia spesso di esagerare. Troppo azzurro è una storia che ho voluto raccontare e che ha, al suo interno, molto di me stesso".

E' con semplicità e una certa timidezza che Barbagallo ha raccontato a RomaToday il lavoro che c'è stato dietro al film presentato oggi - 23 ottobre - alla Festa del Cinema di Roma. Una timidezza che ritroviamo anche in Dario (interpretato proprio da Barbagallo) e protagonista di "Troppo azzurro": "C'è parecchio di me in Dario, il film è abbastanza autobiografico. Il punto della questione non sono io, non elaboro un trauma, ma era questa la materia che avevo sotto mano e che ho pensato mi avrebbe permesso di scrivere la cosa più autentica".

"Troppo azzurro", il film

Dario è un ragazzo di 25 anni, aggrappato - ancora - al suo equilibrio da adolescente. Vive ancora con i suoi, ha gli stessi amici del liceo. Quando nel torrido agosto romano inizia a frequentarsi con Caterina, una ragazzo conosciuta per caso in pronto soccorso, e poi con Lara, la ragazza che per lui è stata sempre irraggiungibile, Dario inizia a capire che deve scegliere tra la sua comfort zone e il lasciarsi finalmente andare.

"Ho iniziato a scrivere questo film mentre studiavo sceneggiatura al Centro sperimentale quindi sono circa 4 anni, è passato un po' di tempo dalla prima stesura. Credo - ha raccontato Barbagallo a RomaToday - che dentro il fim ci siano proprio i pensieri e le preoccupazioni di quell'età. Un'età che a livello psicologico può durare anche parecchio". 

Il debutto alla regia alla Festa del Cinema

"Quando ho fatto leggere la sceneggiatura alla mia produttrice Annamaria Morelli nulla era deciso. Ero da lei a fare uno stage e la proposta è venuta proprio da lei. 'Se non lo fai te chi lo fa?', mi ha detto e mi ha fatto piacere questa idea. La stessa cosa è successa anche con la scelta di interpretare il personaggio".

Ad oggi Barbagallo non si sbilancia sul futuro nel cinema, da regista, da attore o entrambe le cose: "E' prematuro - dice - però mi piace fare i film, di questo ne sono sicuro (ride, ndr.).

La presentazione di "Troppo azzurro" alla Festa del Cinema lo rende felice ma allo stesso tempo lo preoccupa: "Se lo presentavo a Oslo non mi conosceva nessuno (ride, ndr), qui ci sono amici, parenti, insomma se faccio una figura di m.... la faccio totale (ride, ndr). E' bellissimo, comunque, presentare questo film nella mia città e anche comodo (scherza, ndr), ci ho messo 10 minuti da casa!".

Filippo Barbagallo e la complicità con Valerio Mastandrea

Nel cast, con Barbagallo, ci sono anche Brando Pacitto, Martina Gatti, Alice Benvenuti, Valeria Milillo e l'amichevole partecipazione di Valerio Mastandrea nel ruolo di Franco, il papà di Dario: "E' per me un amico, un sostegno, prima ancora che un bravissimo attore. Ho fatto l'assistente alla regia nel suo film 'Ride' e quando l'ho chiamato per chiedergli se mi veniva a dare una mano, nonostante fosse impegnatissimo, ha accettato. Ha capito che avevo paura, è stato per me un grandissimo aiuto. Lavorare insieme sul set mi ha catapultato in Champions League e ho scoperto anche che è molto divertente lavorare con attori bravi come lui".

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