Familie Floz in Hotel Paradiso

Strane cose accadono nel tranquillo HOTEL PARADISO, un piccolo albergo di montagna gestito con pugno di ferro dalla anziana capo-famiglia. Ci sono quattro stelle che orgogliosamente troneggiano sull‘entrata e una fonte che promette la guarigione di malattie fisiche e psichiche. Ma si intravedono nubi all‘orizzonte. Il figlio sogna il vero amore mentre combatte una dura battaglia con la sorella per mantenere il controllo sulla gestione dell‘albergo. La donna del piano ha un problema di cleptomania e il cuoco ha una passione, quella di macellare, non solo animali...
Quando il primo cadavere affiora, tutto l‘albergo scivola in un vortice di strani avvenimenti. Fra le alte vette delle Alpi si aprono abissi da cui è impossibile fuggire. La chiusura dell’albergo sembra a questo punto solo una questione di tempo. Si sa, un cadavere non porta mai bene...
Familie Flöz in versione noir! Un giallo sulle Alpi pieno di umorismo, sentimenti travolgenti e un tocco di melanconia.

Familie Flöz fa teatro servendosi di mezzi che vengono “prima“ del linguaggio parlato. Ogni conflitto si manifesta prima di tutto nel corpo. Il conflitto corporeo è l'origine di ogni situazione drammatica. Tutte le pièce teatrali hanno origine da un processo creativo-collettivo, nel quale tutti gli interpreti fungono anche da autori di figure e di situazioni. Nel corso di svariate improvvisazioni, il gruppo individua un tema, raccoglie materiale drammatico e ne discute ancora molto a lungo, prima di mettere in gioco le maschere. Similmente a un testo, una maschera porta con sé non solo una forma, ma anche un
contenuto. Il processo di sviluppo di una maschera, che va dalla sperimentazione sul palco, fino alla simbiosi attore/maschera è determinante per il risultato.
Il paradosso fondamentale della maschera, cioè il fatto di celare un viso animato dietro una forma statica e con essa di creare figure viventi, costituisce per l'attore una vera e propria sfida da raccogliere. E non solo per lui. La maschera prende vita innanzitutto nell'immaginazione dello spettatore, il quale, in questo modo, ne diventa, in una certa misura, anche il creatore. Ricettivi anche verso le reazioni degli spettatori, con uno sguardo critico sempre rivolto al proprio lavoro, tutte le produzioni Flöz vengono spesso modificate nel corso del tempo, sviluppando così la loro pienezza e intensità.



“Concedetevi il piacere di non fare delle ricerche prima dello spettacolo e provate ad indovinare quanti siano i fantastici attori che interpretano i ruoli dei fratelli, dei genitori, degli ospiti, della cameriera, del cuoco, e delle numerose miniature per scoprire poi alla fine se avete indovinato. (…) Eccellente”
The Scotsman

“Dietro le quinte dell'Hotel Paradiso, ufficialmente un'oasi di tranquillità ai piedi della montagna, va tutto a rotoli. Il ritratto del rimpianto padre troneggia nella hall della reception come il guardiano di un ambiente rispettabile, ma qui i conflitti si risolvono in cucina a colpi di sega da ossa. Benvenuti nella follia immaginata da Familie Flöz”
Le Monde

“Un noir con morto “Hotel Paradiso”, con tanto di cameriera cleptomane e di macellaio che gode del triturare esseri umani con la sega elettrica. Fanciulli romantici, poliziotti incapaci, madri arcigne e inservienti con grande sex appeal. Una luce lieve, il suono antico di una fisarmonica, e la notte a vegliare sui nostri abissi. Successo per tutti. Assolutamente da vedere”
La Repubblica

“Di tanto in tanto arriva uno show che sin dall'inizio ti cattura, ti trascina in un giro sulle montagne russe e ti lascia alla fine del percorso quasi senza fiato e col profondo desiderio di rifare tutto dall'inizio. Questo è uno di quegli spettacoli”
Edinburgh News

“Hotel Paradiso è un thriller, una commedia degli orrori che strappa sorrisi ma allo stesso tempo li raggela ed in cui tutto è esattamente come sembra: un orrore. Una storia truculenta con molti personaggi e priva di parole in cui, fra sentimentalismo e perplessità, si sviluppa una lotta spietata per il potere”
El Mundo

“Alla fine si potrebbe giurare che gli attori abbiano parlato, riso e pianto. Un emozionante esperimento teatrale. (...) Uno dei più straordinari progetti teatrali dei nostri tempi”
Süddeutsche Zeitung

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