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Donna E Bistrot, il ristorante segreto immerso nell'arte di Roma

Un “ristorante segreto” tra gli antichi palazzi di Roma, ma lontano dal clamore della metropoli

Una residenza dove le storie antiche s’intrecciano a quelle odierne. Siamo da Donna E, dove si respira un’atmosfera cosmopolita che sembra evocare le memorie dei primi esploratori moderni, figli dell’aristocrazia europea, che durante i grand tour “scendevano” a Roma e restavano ammaliati da secoli di storia, arte, cultura.

Terrazza Donna E-2

Tra le mura di Palazzo Pulieri Ginetti, nel cuore della città e a pochi passi da Piazza di Spagna, si celebra il viaggio come esperienza inedita, “unique” appunto. Un viaggio che continua nel Secret Restaurant Donna E, con una cucina italiana di tradizione, rivisitata in una chiave fresca e armoniosa.

Il nome del bistrot, Donna E, è ispirato all’ospitalità declinata al femminile, tipica della famiglia del sud della nostra terra e che rende omaggio a Donna Elisabetta, figura della famiglia Curatella. Un viaggio attraverso l’Italia, da nord a sud, andando alla scoperta di aziende agricole e prodotti di valore. 

La cucina, lo chef e la sala

Lo chef è Riccardo Pepe, originario della Basilicata. Il forte legame con le sue origini hanno impresso un segno importante sui suoi piatti. Partendo dalle ricette delle figure femminili della sua famiglia vuole trovare un giusto equilibrio tra antico e moderno, tra radici e innovazione. 

Giovanni Olivieri direttore ristorante e chef Riccardo Pepe - Donna E-2

La cucina è classica, italiana, con influenze internazionali. Una piccola cucina dove tutto è fatto “a mano”, dal pane alla pasta, dai biscotti ai classici dolci. E tutto quello che non viene fatto in casa viene acquistato da aziende e produttori che hanno il massimo rispetto dell’ambiente e di ciò che producono. 

La sala, invece, è affidata a Giovanni Olivieri, Restaurant Manager di esperienza. Giovanni ha cercato di perfezionare il gruppo di lavoro in modo che tutta la squadra riuscisse a far vivere un momento unico al cliente. La novità è l’esclusiva sala Library, attigua al ristorante, un intimo e silenzioso luogo illuminato da un’alta porta finestra che affaccia su via del Corso, ideale per le coppie che desiderino organizzare una cena privata o anche disponibile per piccoli eventi di massimo 10 persone.

Il menu

Nella carta del bistrot troviamo differenti proposte. Tra gli antipasti, un classico Vitel tonnè di girello di vitella cotto con temperatura a cuore a 60° e ciuffetti di salsa tonnata e capperi di Pantelleria. Poi, la Crema di topinambur con gorgonzola e cioccolato fondente, mentre merita una menzione per la cottura il Polpo verace scottato servito con mousse di patate allo zafferano e gocce di maionese al polpo.

Tra i primi, lo Spaghetto ajo e ojo con una emulsione di crema inglese di uovo e latte abbinata al croccante del pane. Informale e sempre in carta l’Elizabeth hamburger, un panino bianco con maionese al curry, hamburger di chianina, cipolle rosse caramellate, lattuga, pomodorini sott’olio e scamorza lucana.

Tiramisù - Donna E.jpg-3

Totalmente vegetale la Panzanella su cremoso di burrata e gocce di burrata mentre per chi non vuole rinunciare alla carne la Tagliata di Angus o, ancora, piatti di pesce realizzati con il pescato del giorno. Infine i dolci preparati espressi, come il Tiramisù Elizabeth con una pasta biscuit, crema al mascarpone ecrumble di biscotto, la golosa Coppa Elizabeth con crumble di biscotto, pere e pinoli, spuma di ricotta oppure la Sbriciolata con crema inglese e scaglie di cioccolato.

La carta dei vini è opera di Luca Maroni, noto analista sensoriale, che ha studiato una selezione di ricercate etichette, premiate anche nel suo Annuario dei migliori vini italiani.

Il cocktail bar

Il nome del bar è un tributo a Burt Bacharach, compositore e pianista, celebre per aver interpretato in maniera eccelsa l’atmosfera vivace e magica dell’America della seconda metà del Novecento.

Cocktail bar - Donna E-2

Nella carta dei cocktail troviamo classici come Spritz, Hugo, Moscow Mule e nuove proposte come il Donna E con Campari, un’infusione di chiodi di garofano, Jim beam e Prosecco. Grande attenzione è dedicata al Martini. Dai “famosi”, come il Dirty Martini e il Gibson Martini ai nuovi, come il Martini Elizabeth con Martini rosé, sentore di lime, vodka, succo di mirtilli rossi e ginger beer. L’aperitivo è accompagnato da piccoli assaggi: chips di patate a scelta tra pepe e lime, classiche o paprika, fritti fatti in casa con verdure sott’olio miste, empanada di verdure cotta al forno, trilogia di raviolini dello chef, focaccia bianca fatta in casa con mortadella e caciocavallo, una piccola selezione di salumi e di formaggi italiani, salmone affumicato “Loch Fyne” su crostone di pane fatto in casa e salsa all’avocado.

La colazione

Ogni mattina il Donna E Bistrot accompagna gli ospiti alla colazione, dalle 7:00 fino alle 12:30. Si spazia dalla classica colazione con un’ampia selezione artigianale di Cornetti, lievitati e Maritozzi con panna fatti in casa a una proposta più healthy con Spremute o estratti, una Selezioni di confetture, marmellate, mieli e crema di nocciole, una vasta gamma di pani artigianali, Frutta fresca, Yogurt bianco bio con frutti rossi, Muesli con noci, mandorle, uva sultanina, fiocchi d'avena e miele, fino a piatti salati come Uova bio (strapazzate, al tegamino, bollite o poché) con guarnizione a scelta fra guanciale stagionato, salsiccia fresca di suino, pomodori, funghi, cipolle, peperoni, prosciutto, formaggio. Inoltre, dal bar una lista di bevande calde tra cui espresso, caffè americano, decaffeinato, caffè d’orzo, cappuccino, latte macchiato, caffelatte, cioccolata calda, tè e tisane.

Il design e l’arte

Gli spazi comuni e le camere dell’Elizabeth Unique Hotel si arricchiscono di contenuti artistici curati da Fabrizio Russo, titolare della storica Galleria Russo di via Alibert, a pochi passi da piazza di Spagna. Protagonisti della collezione sono alcuni artisti italiani, tra cui Enrico Benetta, che “scrive” sculture in cui le lettere ricevono un nuovo approccio narrativo, Veronica Montanino, con la sua pittura labirintica e ipnotica e Manuel Felisi, che firma macro collage in cui lo sguardo si appropria di un immaginario nordico, abitato da cieli e foreste. L’artista Michael Gambino decora le pareti con opere evanescenti e leggiadre, che sembrano scolpire il flusso armonico della materia organica. Luca Di Luzio espone elementi del progetto Atlas Ego Imago Mundi, in cui le parti del proprio corpo vengono rappresentate attraverso un atlante di isole immaginarie. Infine, Giorgio Tentolini realizza tele-sculture tessendo trame di metallo, come il ritratto di Burt Bacharach, il celebre musicista dal quale, come detto, il Bar dell’hotel prende il nome.

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