De Magna e beve

Vuliò, a Roma lo street food della tradizione garganica

Apertura al pubblico da fine marzo in via degli Scipioni. Sfringioli, canestrato, capocollo. E, soprattutto, pane e pomodoro

Sapevate che il caciocavallo del Gargano può variare colore in base alle stagioni? E che il capocollo di Martina Franca era già diffuso nel Regno di Napoli? Da Vuliò, in via degli Scipioni 55, zona Prati, si potranno degustare queste e molte altre rarità dello streetfood pugliese. Prodotti come il canestrato o la cipolla rossa di Acquaviva, apprezzati dai buongustai ma finora introvabili a Roma.

La missione dichiarata dei due fondatori, Andrea e Camilla, è proprio portare nella Capitale i sapori genuini della tradizione pugliese, in particolare del Gargano. Puntando soprattutto sulla tipicità del prodotto. "Volevamo offrire proposte veloci e, allostesso tempo, fortemente tradizionali - spiegano i due soci - . Il ‘piatto della nonna’. Che, preparato da lei, ha sempre unqualcosa in più, difficile da imitare, l'amore nel farlo. Noi lo riproponiamo mettendoci questo ingrediente speciale, l’amore inpiù che i nostri nonni ci hanno insegnato a dare".

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Ed è quello stesso amore che ritroviamo nella semplicità di ‘pane e pomodoro’, protagonista indiscusso nel menù di Vuliò. Un piatto in cui l’incontro tra l’olio pugliese e il pane casareccio richiama sapori atavici. Assaporare ‘pane e pomodoro’ significa tornare alle atmosfere dell’infanzia. A quei colori e quegli odori che nessuna parola può descrivere. E che solo un piatto può racchiudere.

Da Vuliò si potranno gustare mozzarelle di latte vaccino, pane casareccio pugliese, pane e panini al grano arso, Caciocavallo podolico del Gargano, capocollo di Martina Franca, salicornia, burrata pugliese e stracciatella. Oltre agli immancabili taralli, lampascioni e pomodori secchi. E ancora melanzane e zucchine sott’olio e olive come la Bella di Cerignola e la Peranzana della Daunia. Il tutto contornato da un olio extravergine di oliva di altissima qualità a livello internazionale.

Non solo street food. Vuliò propone anche piatti caldi come pancotto, sfringioli e scagliozzi foggiani. Da gustare bevendo un’ottimabirra artigianale pugliese. Non chiedete menù fissi. L’offerta cambia in base a quello che la terra propone. Stagionalità deiprodotti e menù studiati in base al mese sono gli ingredienti principali del nuovo locale di Andrea e Camilla.

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Da Vuliò è possibile degustare vini provenienti da tutta la Puglia, in particolare: Cantine di Capua, Cantine Diomede, Feudi San Marzano, e una vasta scelta fra bionde, rosse e ambrate di birrifici artigianali della provincia di Foggia: Decimoprimo, Montalto, Birra del Gargano/Ebeers.

Andrea e Camilla sono entrambi originari della provincia di Foggia. Andrea Ufficiale di navigazione, nato a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia, ha lasciato la carriera in Marina per inseguire un sogno maturato proprio durante i suoi viaggi in nave. "Ho trascorso dieci anni in giro per il mondo, un imbarco dopo l’altro. Costante nei miei viaggi è stata la ricerca del cibo tipico di ogni paese. Tuttavia, assaggiando altre cucine, mi sono convinto sempre di più che quella italiana non ha paragoni nel mondo, sia per vastità di prodotti che per qualità e abbinamenti delle pietanze. Una qualità raggiungibile solamente andando a cercare tra le nostre radici". Camilla un’infanzia trascorsa a Torremaggiore, in provincia di Foggia, e una vita tra Parma e Roma, con una tappa in Australia. Biologa di professione, ha lasciato la ricerca per ritrovarla nei piatti che prepara. “Come biologa penso alle proprietà benefiche contenute negli ingredienti dei piatti semplici, come pane e pomodoro. Ho viaggiato molto in giro per il mondo e per l'Italia, ed è stato proprio in viaggio che è nata l'idea di Vuliò. Spesso per mancanza di tempo si è costretti a mangiare cibi di strada poco salutari. Ed è stato in quel momento che ho pensato che in realtà pane e pomodoro rappresenta il nostro piatto da "fast food" genuino e nutriente, tutto made in Italy. Un cibo che rappresenta la tradizione, poco elaborato, che conserva quel gusto e quella genuinità che stiamo perdendo sempre più".

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