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Francesca Demirgian

Giornalista/Web Editor RomaToday

Centro Storico

Se la coda alla vaccinara finisce in un dumpling: RomaToday prova la cucina "eretica" di Untitled 53

#recensione | La nostra esperienza nel ristorante "senza titolo" a due passi da piazza Navona

Tra le nuove aperture del 2022 a Roma, spunta un locale "Senza titolo". Parliamo di Untitled 53, nuova insegna apparsa in via del Monte della Farina, al civico 53.

Siamo in pieno centro storico, a due passi da piazza Navona e Campo dei Fiori. Un "Bites e Wines" (morsi e vini letteralmente), un angolino del gusto e del buon bere dove la parola d'ordine è "para compartir" ossia condividere i piatti in tavola.

In una serata del mese di febbraio, RomaToday è andata alla prova del nuovo, piccolo e accogliente locale che si sta facendo apprezzare in città. Dietro al progetto ci sono due giovani donne accomunate dalla passione per il buon bere e il buon mangiare. Loro sono Cecilia Moro, la chef (30 anni, con la cucina e i viaggi nel dna) e Mariangela Castellana, wine lover che si occupa della sala, della selezione dei vini e degli spirits (avvocato con una passione smisurata per vino, craft beers e spirits, in particolare il gin), da sempre alla ricerca di prodotti da assaggiare e poi poter condividere. Con loro c'è anche Andrea Riva, in cucina con Cecilia (brianzolo di 27 anni, con una passione per la cucina ereditata dalla nonna materna siciliana).

I viaggi di Cecilia nel piatto

Sono i viaggi della chef ad ispirare i piatti principali di Untitled 53. Nel nuovo ristorante al centro di Roma i piccoli assaggi in formato tapas, anche detti i "morsetti", sono protagonisti e fanno subito comprendere l'identità del locale. Ci sono anche i "morsi" (porzioni normali) e i percorsi degustazione. Da Untitled 53 i sapori autentici rischiano di diventare eretici, ma è proprio questo il punto di forza.

Cecilia Moro non ha paura di osare e di legare i capisaldi della cucina romana alla cultura di Shangai, dove i nonni hanno vissuto. E allora il Carciofo alla Giudia viene realizzato con matcha, alici e ajoli e si mangia con le mani, staccando foglia dopo foglia, come fossero delle chips, il baccalà finisce in tempura con yuzu kosho, la coda alla vaccinara viene nascosta in un dumpling e diventa pura leccornia, anche per chi non ama l'antica ricetta romana. 

53 UNTITLED - MORSI- Carciofo alla Giudia, matcha, alici e aioli Photo Credit @AlbertoBlasetti-2-2

Il Carciofo alla Giudia di Untitled 53. Foto di Alberto Blasetti

Da Untitled 53 persino la carbonara e la cacio e pepe non hanno paura di rischiare: noi abbiamo assaggiato la seconda "iodata, mantecata in brodo di anguilla affumicato, zest di limone e bottarga", gusto intenso, lontano dalla ricetta tradizionale, ma un piatto che soddisfa il palato. Un consiglio? Lasciate uno spazio per il tiramisù, anche questo diverso dal solito, ma degno di nota.

Una cucina "eretica"

Come definiamo, dunque, Untitled 53 dopo la nostra prova? Una tapasserie valenciana in città, un viaggio Roma-Shangai, una cucina romana che si prende dei rischi. Un locale senza titolo "perché ce lo costruiremo nel tempo" dice Cecilia Moro, ma con una ben definita identità. 

Un nuovo locale capitolino che non consigliamo ai "puristi", a chi è della corrente di pensiero "la carbonara è carbonara e guai a chi la tocca", ma a tutti coloro che abbiano voglia di osare, di dare fiducia a due giovani e talentuose ragazze e di provare delle rivisitazioni "eretiche" della cucina nostrana. 

53 UNTITLED - I DOLCI - Tiramisù maison  2- Photo Credit @AlbertoBlasetti-2

Il tiramisù di Untitled 53. Foto di Alberto Blasetti

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